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Stefano Guidoni: “A Salerno ho vissuto un’esperienza indimenticabile”

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Intervista a Stefano Guidoni, ex attaccante della Salernitana, protagonista dell’ultimo successo granata al “Castellani” del novembre 1999.

L’ex “ariete” granata, Stefano Guidoni

Attaccante della Salernitana dal 1999 al 2001, Stefano Guidoni si è, senza dubbio, fatto apprezzare dai tifosi granata a suon di gol e prestazioni di livello. Nato a Torino e cresciuto calcisticamente nella Juventus, nel corso della sua lunga carriera ha vestito le maglie di diverse squadre importanti del panorama calcistico italiano come Palermo, Verona, Perugia, Cosenza e, appunto, Salernitana. Con la maglia granata indosso, l’ex punta centrale ha collezionato 50 presenze e 14 gol. Indimenticabile la sua rete all’esordio nel derby contro il Napoli, che regalò il pareggio in extremis agli uomini di Gigi Cagni. Sua la firma, insieme a quelle di David Di Michele e Frank Di Jorio, anche dell’ultimo successo al “Castellani” di Empoli, prossimo avversario della Banda Ventura.

Sabato prossimo la Salernitana sarà di scena ad Empoli in un match alquanto delicato sotto tutti i punti di vista. L’ultima vittoria in terra toscana è datata 28 novembre 1999 quando proprio una tua rete, insieme a quelle di Di Michele e Di Jorio, fissarono il punteggio sullo 0-3. Che ricordi hai di quel match e di quella stagione?

«Ricordo che in quel periodo la squadra era in gran forma. Fu una vittoria molto importante, che diede nuovo slancio alla stagione dopo un avvio di stagione travagliato. Peccato che, però, ci svegliammo troppo tardi».

Che ricordo hai, in generale, dell’esperienza vissuta con la maglia della Salernitana?

«L’esperienza alla Salernitana è stata, certamente, una delle più brillanti della mia carriera. Una squadra giovane, ma di grande talento. Giocavamo bene e ci divertivamo, anche perché attorno alla squadra si respirava un’aria positiva. Ciò che rimpiango sono un paio di passaggi a vuoto che abbiamo avuto nei momenti cruciali della stagione, come la sconfitta in casa col Savoia e quella con l’Atalanta, che ci costarono molto in termini psicologici e, di conseguenza, di risultati. C’è mancato davvero poco che lottassimo per la promozione».

In questo momento, l’umore dei tifosi è ai minimi storici. Tutto ciò frutto, presumibilmente, dei risultati altalenanti degli ultimi anni, che stanno provocando una disaffezione dei supporter sempre più costante e preoccupante nei confronti della squadra. Secondo te è possibile riaccendere la fiamma della passione nella gente? Se sì, in che modo?

«Credo sia tutta una questione di risultati. Sono convinto che, appena la squadra inanellerà una serie di vittorie, i tifosi ritorneranno a fare la differenza come hanno sempre fatto. Giustamente, i risultati altalenanti hanno tolto un po’ di entusiasmo, ma spero che la vittoria contro il Crotone, che è comunque una formazione importante, possa ridare nuovo slancio sia alla squadra e sia ai tifosi. Le polemiche degli ultimi tempi sono il sintomo del periodo non semplice attraversato da tutto l’ambiente ma, allo stesso tempo, credo che a Salerno ci sia tutto per poter far bene. 

Sulla sponda di ciò, come valuti l’attuale organico messo a disposizione di mister Ventura?

«Ventura è un allenatore importante ed ha a disposizione, a mio parere, il giusto mix di giovani e calciatori esperti capaci di dare quel quid in più alla squadra. Non conosco le condizioni attuali di Cerci, ma sono sicuro che, una volta recuperato, potrà dare il suo importante contributo alla causa. Ovviamente si può sempre fare meglio, in tutti sensi, per dare una mano ai calciatori. Spesso discutere di chi è assente o di chi potrebbe arrivare non aiuta i giocatori, sia dal punto individuale e sia da quello collettivo di squadra».

Un’ultima domanda. Da qualche anno, svestiti i panni da calciatore, indossi quelli da allenatore e dirigente sportivo. Come ti trovi nel nuovo ruolo e quali sono gli obiettivi futuri?

«Per ora mi sto dedicando molto di più alla formazione degli allenatori piuttosto che ad allenare in prima persona. Sono un docente FIGC di corsi riservati ad aspiranti allenatori. Sto cercando di dare il mio contributo per formare una classe di allenatori importante. Il calcio è il mondo e mi fa piacere mettere a disposizione le mie conoscenze e spero di poter continuare ancora a lungo. Successivamente, non possiamo mai sapere cosa ci riserverà il futuro».

Grazie Stefano. Ti va di mandare un saluto ai tifosi granata?

«Saluto i tifosi con grande affetto. A Salerno ho vissuto un’esperienza molto importante sia dal punto di vista professionale, ma soprattutto da quello emotivo. Spero ritorni il “muro” granata sugli spalti che, in parte, ho avuto la fortuna di vivere».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.

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