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ESCLUSIVA – Igor Zaniolo: “Per i granata vittoria scaccia-crisi. Oggi seguo mio figlio all’Inter”

Con Salernitana-Spezia alle spalle proviamo un’intervista a Igor Zaniolo a posteriori, per le valutazioni che ci lascia questo match coi liguri con uno dei calciatori simbolo a metà del primo decennio del 2000. L’attaccante doppio ex del match oggi segue suo figlio Nicolò, un trequartista tutto estro, atipico per la sua statura, appena passato alle giovanili dell’Inter dopo aver esordito lo scorso anno in serie B con la maglia della Virtus Entella.

Ciao Igor. Ieri c’è stata Salernitana-Spezia, il tuo cuore sarà stato diviso a metà immagino?

“Ciao. In effetti sì. Non sono legato particolarmente all’una o all’altra squadra ma in entrambe ho vissuto momenti bellissimi, e le due piazze mi hanno dato tanto. Probabilmente sento qualcosa in più per la Salernitana. Sarei rimasto se non la società non fosse fallita, c’era un accordo con il presidente per andare in serie A”.

E’ stata una vittoria scaccia-crisi ma ti aspettavi una Salernitana così in queste prime giornate?

“Sì, credo che sia la classica vittoria scaccia-crisi anche se c’è da sudare ancora. Per l’organico che ha non mi aspettavo una Salernitana così indietro. Sappiamo quello che può succedere in una piazza come Salerno quando non si vince, ha una tifoseria calorosissima ma devi essere all’altezza per meritarla”.

Sarà la moda di prendere gli attaccanti a fine mercato?

“Purtroppo questo è l’andazzo del momento, sarà l’esigenza di trovare il giusto compresso economico. E’ chiaro, però, che se si prende un calciatore a fine mercato, diventa complicato per l’allenatore inserirlo nello giusto schema tattico e mantenere gli automatismi”.

Ieri Kiyine è entrato guardava la curva nel riscaldamento, poi è entrato in campo e c’era solo il campo.

“La disinvoltura della gioventù. Quando si ha un certa età magari non ci si pensa, ma se ti fermi un attimo a pensarci e non riesci ad esprimerti come sai, una tifoseria come quella della Salernitana può schiacciarti, e bisogna avere spalle larghe”.

Fino ad ora è stato un campionato atipico rispetto ai precedenti, molti gol e partite con risultati mai scontati. E’ la solita serie B o sta cambiando qualcosa?

“In effetti gli ultimi campionati sono stati un po’ avari da questo punto di vista, la serie B non è mai stato un torneo ricco di gol. Credo che però che si assesterà col passare delle giornate, quando la la classifica si delineerà”.

La Favorita… outsider? Chi ti sta piacendo di più?

“Oltre a Palermo, Empoli e Frosinone come favorita vorrei che fosse proprio la Salernitana a rientrare come outsider. Ha l’organico per riuscirci, serve solo consapevolezza un po’ di tempo. Lo Spezia non lo vedo in questo discorso perché hanno tagliato troppo rispetto allo scorso anno”.

L’ultima volta che ti abbiamo intervistato tuo figlio aveva appena esordito con la maglia della Virtus Entella, ora…

“…e ora è all’Inter. Si allena con la prima squadra e qualche volta scende in campo con la Primavera. Ha diciassette anni, e un gioco molto tecnico nonostante sia alto quasi un metro e novanta (m1,89, ndr), Quando ero a Salerno lui stava iniziando ad appassionarsi al calcio e iniziò proprio nella scuola calcio Maria Rosa. Io non sono mai arrivato in un top team anche se avrei potuto giocare in serie A” .

Di cosa ti occupi?

“Fondamentalmente faccio il papà, seguo mio figlio. Ne ho due e cerco di stare dietro ad entrambi”.

Sappiamo che non ami molto il mondo social, ce lo fai un bel saluto?

“Certo. Un saluto al popolo granata e agli amici di SalernoSport24!”. 

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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