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Frosinone-Salernitana: intervista al collega avversario Roberto Monforte

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Come di consueto, insieme al turno di campionato, torna la nostra rubrica riservata all’intervista al collega avversario. Le opinioni del giornalista Roberto Monforte in vista della gara di sabato prossimo tra Frosinone e Salernitana.

Qui Frosinone, intervista al collega avversario Roberto Monforte

Sabato prossimo, al “Benito Stirpe” di Frosinone, si affronteranno due compagini dagli obiettivi pressoché simili. I padroni di casa, guidati dall’ex campione del mondo Alessandro Nesta, vengono da un momento estremamente positivo: 5 vittorie e due pareggi nelle ultime 7 gare. Inoltre, i ciociari vantano il secondo miglior score tra le mura amiche, frutto di ben 8 successi, 3 pareggi e una sola sconfitta. Andamento, il migliore nell’ultimo periodo insieme a quello dello Spezia, che ha permesso ai gialloblù di conquistare il momentaneo secondo posto solitario . La Salernitana, dal canto suo, continua a “frequentare” stabilmente i quartieri nobili della classifica. Infortuni e lacune d’organico a parte, mister Ventura sembra aver trovato la quadra dopo un periodo di appannamento durato un paio di mesi. A prescindere dal periodo più o meno positivo, è giusto sottolineare, al contempo, che entrambe le squadre dovranno fare a meno di alcuni pezzi importanti nel big match di sabato. Per scoprire qualcosa in più sulle condizioni mentali e fisiche dei canarini, abbiamo raggiunto telefonicamente il collega Roberto Monforte, giornalista di Radio Day.

Ciao collega. Sabato prossimo ritorna Frosinone-Salernitana. Una sfida che storicamente, a partire dai “vecchi” Vestuti e Matusa, ha sempre regalato tante emozioni da ambo le parti. Qual è il precedente al quale sei rimasto più legato?

«Seguo il Frosinone, grazie a mio padre, fin da quando ero bambino, e devo dire che quello che mi è rimasto più impresso è un Salernitana-Frosinone disputato al “Vestuti” con Di Bartolomei in campo. La gara,giocata nella stagione ’88-’89, terminò  2-1 per i granata, proprio grazie alla doppietta di Agostino Di Bartolomei. Ricordo che quella fu una delle prime trasferte che feci insieme a mio padre, quindi la porterò sempre nel cuore. A prescindere, le sfide tra i granata e il Frosinone hanno sempre avuto il loro fascino. La Salernitana, per quanto mi riguarda, è una squadra che fa parte del bagaglio del mio immaginario di quel calcio che, ahimè, non esiste più».

Il Frosinone, dopo un iniziale periodo di ambientamento in cadetteria, proprio dalla partita d’andata ha ripreso la sua marcia verso i piani alti della classifica. Alla fine, la scelta di un girone fa di continuare con Nesta sembra stia dando i frutti sperati…

«Nesta, come allenatore, ha ancora tanto bisogno di crescere, e devo dire che lo sta facendo molto bene a Frosinone. Come uomo e calciatore è un campione inarrivabile, mentre come allenatore deve fare ancora molta strada, come dichiarato da lui stesso in più di un’occasione. Certamente la gara d’andata fu uno degli spartiacque della stagione, ma quello fondamentale è stato il cambio di modulo. Con il passaggio alla difesa a 3 è riuscito a dare maggiore compatezza alla fase difensiva, tanto è vero che, non a caso, siamo la seconda miglior difesa del campionato. Il secondo, decisivo spartiacque è stata la reazione della squadra ai numerosi infortuni. Il gruppo, infatti, invece di deprimersi, ha sempre reagito nel migliore dei modi, inanellando una serie di risultati utili consecutivi che, attualmente, ci collocano al secondo posto in classifica.

La Salernitana, dal canto suo, al netto dei numerosi infortuni, sta disputando un campionato oltre le aspettative di inizio stagione. A tuo parere, considerando anche l’infortunio di uno dei perni pressoché imprescindibili come Lombardi, potrà comunque continuare a competere per la promozione diretta, oppure si “limiterà” a raggiungere i play-off?

«Il Frosinone, come l’Empoli e lo Spezia, sono l’esempio che se si riesce ad avere continuità di risultati, nessun obiettivo è precluso. Talvolta anche il punticino conquistato in trasferta con difficoltà, a lungo andare, può rivelarsi utile. La Salernitana, con il trend che sta avendo, può recitare un ruolo da protagonista fino alla fine del campionato. La classifica dice che ci sono assolutamente sia modi e sia i tempi per raggiungere traguardi importanti. Il Frosinone, ad esempio, appena un mese fa era quasi fuori dalla zona play-off, mentre oggi è al secondo posto. La continuità è la chiave di volta del successo e, ovviamente, può riguardare tranquillamente anche la Salernitana».

Anche il Frosinone, da quello che filtra, probabilmente dovrà fare a meno di Ciano, Tabanelli e Ardemagni, mentre c’è qualche speranza in più di vedere in campo Paganini. Che partita ti aspetti?

«Non avere a disposizione calciatori come Ciano, Ardemagni, Tabanelli e forse Paganini (sul quale c’è ancora speranza di recupero), certamente non è cosa di poco conto. Mi auguro che il Frosinone affronti la gara con lo stesso piglio delle ultime settimane. In modo particolare spero giochi come nel secondo tempo di Cosenza, in cui, al netto dei numerosi infortuni avvenuti in corso d’opera, è sceso in campo con lucidità, aggressività e determinazione. Mi aspetto un buon Frosinone che, senza dubbio, è a conoscenza dello spessore tecnico della Salernitana».

Chi toglieresti ai granata nella prossima sfida dello “Stirpe”?

«Dire Djuric può sembrare troppo facile, ma al momento è il più pericoloso dei granata. In più, se potessi, toglierei anche Jallow».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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Frosinone-Salernitana: intervista al collega avversario Roberto Monforte

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Come di consueto, insieme al turno di campionato, torna la nostra rubrica riservata all’intervista al collega avversario. Le opinioni del giornalista Roberto Monforte in vista della gara di sabato prossimo tra Frosinone e Salernitana.

Qui Frosinone, intervista al collega avversario Roberto Monforte

Sabato prossimo, al “Benito Stirpe” di Frosinone, si affronteranno due compagini dagli obiettivi pressoché simili. I padroni di casa, guidati dall’ex campione del mondo Alessandro Nesta, vengono da un momento estremamente positivo: 5 vittorie e due pareggi nelle ultime 7 gare. Inoltre, i ciociari vantano il secondo miglior score tra le mura amiche, frutto di ben 8 successi, 3 pareggi e una sola sconfitta. Andamento, il migliore nell’ultimo periodo insieme a quello dello Spezia, che ha permesso ai gialloblù di conquistare il momentaneo secondo posto solitario . La Salernitana, dal canto suo, continua a “frequentare” stabilmente i quartieri nobili della classifica. Infortuni e lacune d’organico a parte, mister Ventura sembra aver trovato la quadra dopo un periodo di appannamento durato un paio di mesi. A prescindere dal periodo più o meno positivo, è giusto sottolineare, al contempo, che entrambe le squadre dovranno fare a meno di alcuni pezzi importanti nel big match di sabato. Per scoprire qualcosa in più sulle condizioni mentali e fisiche dei canarini, abbiamo raggiunto telefonicamente il collega Roberto Monforte, giornalista di Radio Day.

Ciao collega. Sabato prossimo ritorna Frosinone-Salernitana. Una sfida che storicamente, a partire dai “vecchi” Vestuti e Matusa, ha sempre regalato tante emozioni da ambo le parti. Qual è il precedente al quale sei rimasto più legato?

«Seguo il Frosinone, grazie a mio padre, fin da quando ero bambino, e devo dire che quello che mi è rimasto più impresso è un Salernitana-Frosinone disputato al “Vestuti” con Di Bartolomei in campo. La gara,giocata nella stagione ’88-’89, terminò  2-1 per i granata, proprio grazie alla doppietta di Agostino Di Bartolomei. Ricordo che quella fu una delle prime trasferte che feci insieme a mio padre, quindi la porterò sempre nel cuore. A prescindere, le sfide tra i granata e il Frosinone hanno sempre avuto il loro fascino. La Salernitana, per quanto mi riguarda, è una squadra che fa parte del bagaglio del mio immaginario di quel calcio che, ahimè, non esiste più».

Il Frosinone, dopo un iniziale periodo di ambientamento in cadetteria, proprio dalla partita d’andata ha ripreso la sua marcia verso i piani alti della classifica. Alla fine, la scelta di un girone fa di continuare con Nesta sembra stia dando i frutti sperati…

«Nesta, come allenatore, ha ancora tanto bisogno di crescere, e devo dire che lo sta facendo molto bene a Frosinone. Come uomo e calciatore è un campione inarrivabile, mentre come allenatore deve fare ancora molta strada, come dichiarato da lui stesso in più di un’occasione. Certamente la gara d’andata fu uno degli spartiacque della stagione, ma quello fondamentale è stato il cambio di modulo. Con il passaggio alla difesa a 3 è riuscito a dare maggiore compatezza alla fase difensiva, tanto è vero che, non a caso, siamo la seconda miglior difesa del campionato. Il secondo, decisivo spartiacque è stata la reazione della squadra ai numerosi infortuni. Il gruppo, infatti, invece di deprimersi, ha sempre reagito nel migliore dei modi, inanellando una serie di risultati utili consecutivi che, attualmente, ci collocano al secondo posto in classifica.

La Salernitana, dal canto suo, al netto dei numerosi infortuni, sta disputando un campionato oltre le aspettative di inizio stagione. A tuo parere, considerando anche l’infortunio di uno dei perni pressoché imprescindibili come Lombardi, potrà comunque continuare a competere per la promozione diretta, oppure si “limiterà” a raggiungere i play-off?

«Il Frosinone, come l’Empoli e lo Spezia, sono l’esempio che se si riesce ad avere continuità di risultati, nessun obiettivo è precluso. Talvolta anche il punticino conquistato in trasferta con difficoltà, a lungo andare, può rivelarsi utile. La Salernitana, con il trend che sta avendo, può recitare un ruolo da protagonista fino alla fine del campionato. La classifica dice che ci sono assolutamente sia modi e sia i tempi per raggiungere traguardi importanti. Il Frosinone, ad esempio, appena un mese fa era quasi fuori dalla zona play-off, mentre oggi è al secondo posto. La continuità è la chiave di volta del successo e, ovviamente, può riguardare tranquillamente anche la Salernitana».

Anche il Frosinone, da quello che filtra, probabilmente dovrà fare a meno di Ciano, Tabanelli e Ardemagni, mentre c’è qualche speranza in più di vedere in campo Paganini. Che partita ti aspetti?

«Non avere a disposizione calciatori come Ciano, Ardemagni, Tabanelli e forse Paganini (sul quale c’è ancora speranza di recupero), certamente non è cosa di poco conto. Mi auguro che il Frosinone affronti la gara con lo stesso piglio delle ultime settimane. In modo particolare spero giochi come nel secondo tempo di Cosenza, in cui, al netto dei numerosi infortuni avvenuti in corso d’opera, è sceso in campo con lucidità, aggressività e determinazione. Mi aspetto un buon Frosinone che, senza dubbio, è a conoscenza dello spessore tecnico della Salernitana».

Chi toglieresti ai granata nella prossima sfida dello “Stirpe”?

«Dire Djuric può sembrare troppo facile, ma al momento è il più pericoloso dei granata. In più, se potessi, toglierei anche Jallow».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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Frosinone-Salernitana: intervista al collega avversario Roberto Monforte

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Come di consueto, insieme al turno di campionato, torna la nostra rubrica riservata all’intervista al collega avversario. Le opinioni del giornalista Roberto Monforte in vista della gara di sabato prossimo tra Frosinone e Salernitana.

Qui Frosinone, intervista al collega avversario Roberto Monforte

Sabato prossimo, al “Benito Stirpe” di Frosinone, si affronteranno due compagini dagli obiettivi pressoché simili. I padroni di casa, guidati dall’ex campione del mondo Alessandro Nesta, vengono da un momento estremamente positivo: 5 vittorie e due pareggi nelle ultime 7 gare. Inoltre, i ciociari vantano il secondo miglior score tra le mura amiche, frutto di ben 8 successi, 3 pareggi e una sola sconfitta. Andamento, il migliore nell’ultimo periodo insieme a quello dello Spezia, che ha permesso ai gialloblù di conquistare il momentaneo secondo posto solitario . La Salernitana, dal canto suo, continua a “frequentare” stabilmente i quartieri nobili della classifica. Infortuni e lacune d’organico a parte, mister Ventura sembra aver trovato la quadra dopo un periodo di appannamento durato un paio di mesi. A prescindere dal periodo più o meno positivo, è giusto sottolineare, al contempo, che entrambe le squadre dovranno fare a meno di alcuni pezzi importanti nel big match di sabato. Per scoprire qualcosa in più sulle condizioni mentali e fisiche dei canarini, abbiamo raggiunto telefonicamente il collega Roberto Monforte, giornalista di Radio Day.

Ciao collega. Sabato prossimo ritorna Frosinone-Salernitana. Una sfida che storicamente, a partire dai “vecchi” Vestuti e Matusa, ha sempre regalato tante emozioni da ambo le parti. Qual è il precedente al quale sei rimasto più legato?

«Seguo il Frosinone, grazie a mio padre, fin da quando ero bambino, e devo dire che quello che mi è rimasto più impresso è un Salernitana-Frosinone disputato al “Vestuti” con Di Bartolomei in campo. La gara,giocata nella stagione ’88-’89, terminò  2-1 per i granata, proprio grazie alla doppietta di Agostino Di Bartolomei. Ricordo che quella fu una delle prime trasferte che feci insieme a mio padre, quindi la porterò sempre nel cuore. A prescindere, le sfide tra i granata e il Frosinone hanno sempre avuto il loro fascino. La Salernitana, per quanto mi riguarda, è una squadra che fa parte del bagaglio del mio immaginario di quel calcio che, ahimè, non esiste più».

Il Frosinone, dopo un iniziale periodo di ambientamento in cadetteria, proprio dalla partita d’andata ha ripreso la sua marcia verso i piani alti della classifica. Alla fine, la scelta di un girone fa di continuare con Nesta sembra stia dando i frutti sperati…

«Nesta, come allenatore, ha ancora tanto bisogno di crescere, e devo dire che lo sta facendo molto bene a Frosinone. Come uomo e calciatore è un campione inarrivabile, mentre come allenatore deve fare ancora molta strada, come dichiarato da lui stesso in più di un’occasione. Certamente la gara d’andata fu uno degli spartiacque della stagione, ma quello fondamentale è stato il cambio di modulo. Con il passaggio alla difesa a 3 è riuscito a dare maggiore compatezza alla fase difensiva, tanto è vero che, non a caso, siamo la seconda miglior difesa del campionato. Il secondo, decisivo spartiacque è stata la reazione della squadra ai numerosi infortuni. Il gruppo, infatti, invece di deprimersi, ha sempre reagito nel migliore dei modi, inanellando una serie di risultati utili consecutivi che, attualmente, ci collocano al secondo posto in classifica.

La Salernitana, dal canto suo, al netto dei numerosi infortuni, sta disputando un campionato oltre le aspettative di inizio stagione. A tuo parere, considerando anche l’infortunio di uno dei perni pressoché imprescindibili come Lombardi, potrà comunque continuare a competere per la promozione diretta, oppure si “limiterà” a raggiungere i play-off?

«Il Frosinone, come l’Empoli e lo Spezia, sono l’esempio che se si riesce ad avere continuità di risultati, nessun obiettivo è precluso. Talvolta anche il punticino conquistato in trasferta con difficoltà, a lungo andare, può rivelarsi utile. La Salernitana, con il trend che sta avendo, può recitare un ruolo da protagonista fino alla fine del campionato. La classifica dice che ci sono assolutamente sia modi e sia i tempi per raggiungere traguardi importanti. Il Frosinone, ad esempio, appena un mese fa era quasi fuori dalla zona play-off, mentre oggi è al secondo posto. La continuità è la chiave di volta del successo e, ovviamente, può riguardare tranquillamente anche la Salernitana».

Anche il Frosinone, da quello che filtra, probabilmente dovrà fare a meno di Ciano, Tabanelli e Ardemagni, mentre c’è qualche speranza in più di vedere in campo Paganini. Che partita ti aspetti?

«Non avere a disposizione calciatori come Ciano, Ardemagni, Tabanelli e forse Paganini (sul quale c’è ancora speranza di recupero), certamente non è cosa di poco conto. Mi auguro che il Frosinone affronti la gara con lo stesso piglio delle ultime settimane. In modo particolare spero giochi come nel secondo tempo di Cosenza, in cui, al netto dei numerosi infortuni avvenuti in corso d’opera, è sceso in campo con lucidità, aggressività e determinazione. Mi aspetto un buon Frosinone che, senza dubbio, è a conoscenza dello spessore tecnico della Salernitana».

Chi toglieresti ai granata nella prossima sfida dello “Stirpe”?

«Dire Djuric può sembrare troppo facile, ma al momento è il più pericoloso dei granata. In più, se potessi, toglierei anche Jallow».

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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