domenica, Maggio 16, 2021
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Destinazione Sport su RCS75: intervista alla prof.essa e istruttrice Ronca

Nella puntata di oggi di “Destinazione Sport”, condotta da Francesco Di Pasquale e Lino Grimaldi Avino a RCS75 – Radio Castelluccio, si è parlato di allenamento, lezioni e posturologia ai tempi del Covid-19 con Maria Stella Maris Ronca.

Ronca a “Destinazione Sport” su RCS75

Ospite della puntata è stata la professoressa, istruttrice di fitness e tecnico di rieducazione posturale Maria Stella Maris Ronca. Con lei abbiamo gentilmente affrontato gli aspetti mentali, psicologici e strutturali dell’allenamento ai tempi del Covid-19. Fitness con le videolezioni e i consigli per lo “smart working”.

Come cambia il modo di allenarsi ai tempi della pandemia?

«Sicuramente questa pandemia ha reso difficile il mantenere uno stile di vita fisicamente attivo. Con la chiusura delle palestre e dei centri sportivi, ci siamo trovati a far fronte a nuove esigenze cambiando tutte quelle che erano le nostre dinamiche tradizionali. Dunque indubbiamente il nostro modo di allenarsi è cambiato in maniera pratica, sperimentando metodi alternativi per mantenerci in forma e mantenendo il nostro stato di salute a livelli ottimali. Infatti non risulta necessario disporre di particolari attrezzi per potersi allenare anche da casa, si può benissimo lavorare a corpo libero con il supporto di piccoli ausili come pesetti, elastici, o bottiglie d’acqua. 
In ogni caso per costruire il miglior percorso di allenamento è necessario rivolgersi sempre ad un professionista per creare percorsi specializzati adeguati al proprio livello di partenza, infatti uno dei rischi a cui si può andare in contro è proprio quello di svolgere un allenamento non adeguato alle proprie possibilità rischiando di infortunarsi. Personalmente, essendo istruttrice della palestra Curves Salerno, un franchising di palestra per sole donne, che ti permette di fare un circuito di allenamento di forza, cardio e stretching in 30 minuti con supervisione individuale, abbiamo organizzato delle dirette di allenamento volti al potenziamento e alla tonificazione muscolare, tramite i social per permettere a tutte le nostre clienti di seguirci. Questa pratica, però, si contrappone totalmente al nostro metodo di allenamento poiché essendo basato sul coaching, ovvero sulla supervisione individuale del cliente, abbiamo riscontrato l’impossibilità di poter svolgere un buon lavoro di allenamento con assenza di feedback e correzioni per spronare a superare i propri limiti. Per questo motivo, in corso d’opera abbiamo cambiato metodo d’interazione adottando una nuova strategia di allenamento, quella della videolezione interattiva, interagendo direttamente con la cliente in videochiamata per non perdere il nostro punto di forza ovvero il rapporto e il contatto con chi si allena. Infatti è decisamente un’offerta migliore proprio per evitare e limitare i rischi di infortunio. Attraverso l’uso di feedback, correggendo, incitando, controllando la giusta postura e respirazione, cercando quindi di mantenere uno standard di allenamento non troppo diverso da quello che facciamo in sala. Voglio ricordare a tutti i nostri ascoltatori che continuare ad allenarsi in questo momento di stop forzato è di vitale importanza perché il movimento è una delle principali fonti di prevenzione per la salute in quanto: aumenta le difese immunitarie, migliora la qualità del sonno e riduce situazioni di ansia e stress. Il mio consiglio è quello di creare una tabella di lavoro crescente dividendo l’allenamento in 4 punti. Riscaldamento, mobilità articolare, potenziamento muscolare e stretching».

Quanto è importante l’aspetto mentale-psicologico?

«Questo è l’aspetto più importante perché permette la volontà ad allenarsi e la motivazione a non perdere di vista i propri obiettivi. Purtroppo l’essere limitati nella nostra quotidianità e libertà ha fatto sì di renderci estremamente vulnerabili commettendo l’errore di perdere di vista il controllo su noi stessi. Nonostante ciò, direi che siamo stati comunque bravi ad adattarci ai continui cambiamenti trovando sempre nuove risorse per superare le difficoltà.
 Non è stato per niente facile mantenere sana la componente mentale, perché ormai da quasi un anno ci ritroviamo a fare i conti con i tanti sacrifici e tanta fatica andati in fumo, si è persa un po’ quella che è la nostra Identità sportiva e questo permette di lasciarci andare, permette di diventare pigri e soprattutto ci fa allontanare dal concetto più importante, ovvero che lo sport e il movimento sono, la miglior forma di prevenzione per la salute.
 Personalmente questa situazione ha inciso anche su di me negativamente, nonostante sia una coach e una professoressa di scienze motorie è stato duro mantenere un livello mentale positivo perché pare che a questa situazione di stallo non ci sia mai fine. Sono stati stanziati bonus e fondi per i collaboratori sportivi che tutt’ oggi non sono arrivati, io non ho percepito un centesimo da aprile, non prendo stipendio da ottobre e in questa situazione di disagio è difficile sia crearsi che mantenersi vivi gli stimoli e i livelli di concentrazione. Lo stress, la pigrizia, il non lavorare, il cambiare la propria routine quotidiana, sono tutti fattori che incidono sulla propria volontà. Il mio consiglio è quello di concedersi una piccola pausa per ritrovare quelli che sono i propri bisogni, ripartire da zero agendo sul presente, lavorando sulla consapevolezza di ciò che davvero vogliamo ottenere, riducendo la paura per il futuro e i sacrifici ormai persi».

Dal punto di vista postulare, pensi possa peggiorare la situazione delle persone che sono sempre più improntate verso lo smart working?

«Assolutamente si. Lo smart working favorisce l’insorgenza di problemi legati alla postura e soprattutto di uno stile di vita sedentario. Infatti il problema principale di chi lavora da casa è quello di muoversi poco, perdere le proprie abitudini andando in contro, di conseguenza, all’aumento di peso, e la rigidità articolare fatale per la nostra postura. Adattandosi al nuovo stile lavorativo, lavorando da casa, avendo tutti i comfort a disposizione, invece di preferire la scrivania, si lavora sul letto o sul divano assumendo x diverse ore posizioni scorrette, sovraccaricando muscoli e articolazioni che causano problemi al collo, alle spalle, alla colonna e agli occhi.
 Concentrandoci sulla vista è proprio l’affaticamento oculare che porterà ad assumere posizioni sbagliate perché tale problema fa sì che il corpo sia in continuo adattamento avanti al pc scaricando in maniera errata il peso del corpo, causando irrigidimenti del collo e tensioni muscolari.
 Per favorire dunque una corretta postura ed evitare queste situazioni di disagio è bene avere sempre lo schermo del pc all’altezza degli occhi, con l’appoggio dei gomiti sulla scrivania ad angolo retto., mantenere la posizione da seduto con il sedere il più vicino possibile allo schienale in modo da non gravare sulla tensione delle spalle, infine appoggiare la testa per non fare carico sulla curve cervicale.
 Così facendo si evita la retroversione del bacino che causa infiammazioni lombari, cervicalgie e future protusioni. Mi rendo conto che mantenere questa posizione per più di un tot di tempo è praticamente impossibile, nel momento in cui ci si sente affaticati e stanchi della posizione assunta, è bene non adattarsi e indursi in posizioni sbagliate, bensì fare delle piccole pause camminando un po’ per la casa per favorire l’idratazione dei dischi intervertebrali. Il consiglio ottimale è proprio quello di svolgere almeno 30 minuti di attività fisica al giorno per far si che i muscoli siano forti per poter sostenere una corretta postura. Infatti è proprio una buona struttura muscolare la base per prevenire qualsiasi disagio posturale».

La posturologia applicata alla danza?

«Essendo la danza una disciplina che sfrutta ogni singolo muscolo del nostro corpo, poiché compie movimenti “innaturali”, se così si può dire”, durante gli anni di studio o nel pieno dell’attività, può causare dei disturbi articolari o ad assumere posture scorrette. Infatti molte ballerine, compresa me, presentano atteggiamenti posturali scorretti e dolorini articolari anche a distanza di anni. 
Dunque è possibile e fondamentale applicare l’intervento della posturologia alla danza attraverso esercizi mirati per intercettare la causa di determinati atteggiamenti posturali scorretti. Questi interventi vanno a favorire un aumento della Flessibilità ed estensione del movimento, miglioramento della postura, prevenzione delle problematiche relative alla colonna, respirazione efficace ed equilibrio e soprattutto prevenire incidenti ed infortuni Tutto ciò è di vitale importanza perché una postura ben equilibrata è la migliore garanzia per prevenire traumi».

Sfatiamo un mito: la danza è uno sport?

«La risposta a questa domanda è puramente personale dato che si può dire che questa è la domandona del secolo! Prima di argomentarne il motivo per me la risposta è no, sebbene ci siano molti, anzi forse tutti i punti in comune di allenamento con lo sport, semplicemente ce una linea delicatissima che mi porta a rispondere così.
 Infatti questa disciplina, (arte) come qualsiasi disciplina sportiva, richiede una rigorosa preparazione tecnica e fisica, una forte capacità di resistenza e una dura preparazione atletica con allenamenti sacrificanti quotidiani. Se ci basiamo su questi aspetti, sembrerebbe che la danza sia un vero e proprio sport; a mio avviso invece non lo è per un semplice motivo… perché il mondo dello sport ha come obiettivo quello di vincere gare e competizioni a livello agonistico, a differenza della danza che l’unica vittoria a cui ambisce è quella di arrivare a trasmetter al pubblico le emozioni».

Lezioni di danza online nell’era Covid-19, sì o no?

«Assolutamente si. Che sia da casa o in sala, o in un parco all’aperto. Riallacciandoci al discorso di prima, seppur estremamente difficile rispettare e mantenere tutti i canoni e i principi di allenamento che si svolgono in sala è di estrema importanza non perdere e mantenere il lavoro svolto fin prima delle restrizioni. Come per un atleta, è questo è una delle cose che affianca il mondo della danza allo sport, il ballerino ha bisogno di esercitare il proprio corpo al potenziamento muscolare e al continuo sviluppo delle capacità coordinative e condizionali. Ovviamente il lavoro svolto a casa, a mio avviso, può essere solo al 50%, poiché a parte tutti i mancati confort, tralascia la componente principale della danza: l’espressione.
 Infatti il lavoro più difficile per un ballerino è proprio quello di esprimere le emozioni attraverso il proprio corpo, cosa che sembra più lontana da rivivere in questo momento, purtroppo è un tipo di lavoro che può essere svolto solo all’ interno di una sala , con i propri spazi e senza adattamenti di ciascun tipo.
 Il semplice contatto con la musica, il diventare tutt’uno con le superfici dove il corpo si muove ed esprime, il guardarsi ad uno specchio per correggersi, sono tutti limiti che attraverso una lezione online non possono essere superati. 
Purtroppo come qualsiasi campo disciplinare atletico e sportivo si ha bisogno di contatto per essere corretti, per svolgere al meglio le proprie prestazioni e soprattutto per riaccendere di nuovo la motivazione per portare a termine qualsiasi attività».

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