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Il calcio al tempo del Coronavirus: intervista al collega Andrea Chiavacci

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Con la sospensione di tutti i campionati causa Coronavirus, abbiamo chiesto ai vari colleghi d’Italia come, sia loro e sia le proprie squadre, stanno vivendo questo delicato momento. Di seguito, ecco l’intervista ad Andrea Chiavacci, collega de “Il Tirreno”, molto vicino alle sorti del Pisa. Compagine, com’è ormai noto, non più prossima avversaria della Salernitana dopo la sospensione del campionato.

Coronavirus, le ripercussioni sul mondo del calcio: intervista al collega pisano Andrea Chiavacci

L’emergenza Coronavirus sta condizionando ogni aspetto della quotidianità italiana. Tra queste, il calcio non è stata un’eccezione. Dopo settimane convulse tra rinvii all’ultimo minuto e partite a porte chiuse, anche la Serie B è stata costretta allo stop. La sospensione del campionato, per ora, sicuramente si protrarrà fino al prossimo 3 aprile, sebbene rimanga ancora ben presente lo “spettro” di non riuscire a portare a termine la stagione. E’ notizia di poche ora fa, infatti, del primo caso di COVID-19 in Serie A con vittima Daniele Rugani, difensore della Juventus, nonché del primo caso accertato anche nel massimo campionato spagnolo. Un caos, ormai generalizzato, da cui sembra ormai difficile venirne fuori.

Focalizzandoci, per un attimo, sul torneo cadetto, abbiamo raccolto le opinioni del collega Andrea Chiavacci, giornalista de Il Tirreno. Collega, non a caso, vicino alle sorti del Pisa, non più avversario della Salernitana nel prossimo turno di Serie B dopo la sospensione del campionato.

Ciao Andrea. Questo week-end si sarebbe giocata Salernitana-Pisa ma, com’è ormai noto, le manifestazioni sportive sono state sospese almeno fino al 3 aprile. Ritornando per un attimo a “questioni di campo”, ti aspettavi un campionato del genere da parte dei nerazzurri?

«Sinceramente sì. Mi aspettavo un Pisa certamente in lotta per la salvezza ma, al contempo, capace di mantenersi al di là della linea dei play-out. Di fatti, a parte in una sola occasione, il Pisa è sempre riuscito a mantenere una certa distanza dalla zona spareggi per non retrocedere. Ciò che mi aspetto, comunque, è un po’ più di attenzione nei minuti finali dei match, in cui i nerazzurri hanno perso diversi punti ma, nel complesso, devo dire che stanno disputando un campionato in linea con gli obiettivi».

A tuo parere, quale è stata la sorpresa e chi la conferma nel Pisa?

«Le conferme sono tante ma, senza dubbio, la più importante, specialmente in prospettiva futura, è quella di Gori. Il nostro estremo difensore sta facendo un campionato straordinario. Già l’anno scorso è stato determinante per la conquista della promozione. Ogni tanto commette qualche “errorino”, ma è un portiere che, quando viene “bombardato” dai tiri avversari, non perde mai la concentrazione. La sorpresa, invece, è quella di Lisi. Quest’anno, come si suol dire, è esploso completamente. Ha fatto un salto di qualità impressionante, diventando sempre più fondamentale per la squadra a livello tecnico, tattico e soprattutto di corsa. In più, ha fatto gol nel derby… e il che fa sempre tanto piacere».

Tutto fermo, si ricaricano le batterie. Ci rivediamo tra un mese. Quale potrebbe essere però il rischio per i calciatori?

«Certamente rimanere fermi può essere un rischio ma, tra virgolette, forse per il Pisa potrebbe essere un bene. Anche se mister D’Angelo ha parlato di problema mentale, probabilmente la causa dei gol subiti nel finale di gara potrebbe anche essere un fattore di precaria condizione fisica, per cui i nerazzurri potrebbero sfruttare questo delicato momento per ricaricare le batterie. In più, potrebbe essere anche un vantaggio per il recupero degli infortunati come, ad esempio, Masucci e Soddimo, usciti malconci dopo il derby di sabato scorso. Detto questo, ovviamente, tutti speravamo che non ci fosse alcun blocco per un motivo così serio ma, per assurdo, il Pisa potrebbe anche giovarne da questa situazione con il recupero di alcuni calciatori importanti».

Dal punto di vista è uno stop tardivo? Professionalmente come la stai vivendo? Come cambiano le abitudini della categoria dell’informazione?

«Non so se sia tardivo o meno ma, a mio parere, occorre innanzitutto essere responsabili rispettando le disposizioni del Governo. Per quanto mi riguarda, lavoro da casa e la vivo con discreta serenità. Sicuramente, però, vedere lo stadio vuoto, specie in un derby, fa molto strano, anche se è giusto così. Bisogna star fermi per poi ripartire con chiarezza, cercando anche di non creare troppi danni alle società che rischiano di rimetterci più del dovuto, agli sportivi e anche ai tifosi. Devo dire che i tifosi del Pisa, nell’ultima settimana soprattutto, sono stati molto coscienzosi. Prima del derby hanno chiesto a tutti tramite un appello di non fare assembramenti e di non presentarsi nello spazio antistante lo stadio. Purtroppo, occorre capire che questa è una situazione d’emergenza, non punitiva. Se, da parte di tutti, ci sarà grande responsabilità, potremmo tornare tutti alla vita normale quanto prima.

Se si fosse giocato regolarmente, la Salernitana avrebbe dovuto fare a meno di Jallow e Gondo per squalifica e probabilmente di Djuric e Giannetti per infortunio, con il solo Cerci a mezzo servizio a disposizione in attacco. Certamente, una sfortuna nella sfortuna per il Pisa…

«Beh, questo è un discorso che vale un po’ per tutti, anche se ovviamente si tratta di giocatori importanti. Anche il Pisa, ad esempio, avrebbe dovuto fare a meno di diversi giocatori importanti. Certamente, però, sarebbe stata una bella partita. Credo che il Pisa avrebbe potuto giocarsi le sue chance perché ha già dimostrato di potersela giocare con tutti. In ogni caso, ero curioso di vedere all’opera Alessio Cerci in qualità di ex che, qui a Pisa, ha lasciato un bellissimo ricordo insieme a mister Ventura. Dalla partita immediatamente successiva a quella contro il Pisa, simpaticamente parlando, non posso che augurare un cammino più che positivo a due persone (Cerci e Ventura ndr) che qui a Pisa hanno dato tanto. Ventura, il primo anno, ci ha fatto vedere un grande calcio, e questo è un ricordo che porterò sempre dentro di me. La secondo stagione, purtroppo, sopraggiunsero altri problemi che poi portarono al suo suo esonero e, successivamente, alla retrocessione del Pisa, anche se a parer mio la guida tecnica centrava relativamente. Per quanto riguarda Cerci, se non avesse subito quell’infortunio, magari avremmo raggiunto la Serie A. Quella squadra lì, oltre a Cerci, con Castillo, Kutuzov, Genevier, D’Anna e Raimondi, ci ha fatto veramente sognare in quella prima stagione con mister Ventura in panchina».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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