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ESCLUSIVA David Mounard per l’attacco: “Io dico…”

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Mounard: L’obbiettivo è la massima serie”.

Oggi parliamo con David Mounard. L’attaccante di Grenoble, trasferitosi a Salerno da anni, è ormai un salernitano a tutti gli effetti e, di appendere le scarpette, non ci pensa minimamente. Noi di SalernoSport24 lo abbiamo contattato per chiedergli un parere, lui che conosce bene l’attuale società della Salernitana.

Ciao David. Come stai?

“Ciao molto bene, grazie. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti qui da tre anni, a Salerno si vive benissimo”.

Quali sono i tuoi programmi?

“E’ stato un campionato impegnativo con l’Ebolitana, adesso ci prendiamo un meritato riposo. Per il futuro ancora non so come si svilupperanno le cose, la cosa certa è che ho voglia di giocare, quindi mi vedrete ancora su un campo di calcio”.

Cosa pensi delle squadre B?

“Quando ero in Francia giocavo nella seconda squadra del Lione, una Serie C, prima poi di andare in Belgio. Ieri sera Francia-Italia ha evidenziato il gap tecnico che c’è tra il calcio italiano e quello transalpino; il calcio italiano ha bisogno di ripartire dal basso per rilanciarsi, dalle scuole calcio. Non so se le squadre B si attueranno mai in Italia ma sicuramente bisogna ripartire da un livello in cui il calcio s’insegna”.

A bocce ferme la parola ora passa ai ds e, in casa granata, si parla moltissimo del prossimo attaccante della Salernitana. Chi suggeriresti a Fabiani?

“In questi giorni sento parlare molto di Montalto e Calaiò ma se dovessi fare un nome senz’altro opterei per il secondo. Con Emanuele siamo amici, siamo stati insieme a Siena facendo bene. E’ un professionista serio e, anche se la carta d’identità può non essere dalla sua parte, sono sicuro che sia un fattore che passa in secondo piano. Io, a 37 anni, gioco ancora e non ci penso neanche a fermarmi. Lui, a Parma, in una squadra affamata che ha fatto il secondo posto in campionato, ha avuto il suo spazio, facendo certi gol… Io dico Calaiò”.  

Qual è il tuo ricordo più bello in maglia granata?

“Non ce n’è uno in particolare, sicuramente le promozioni, le coppe… quando si vince si ricordano tutti i momenti più belli”.

Cosa pensi della dirigenza della Salernitana tu che l’hai vissuta da dentro: esiste un piano per portare davvero in alto il vessillo granata?

“Questa è una società molto seria. Al di là dei soldi spesi, sono mossi dalla passione per questo sport. E sono sicuro che vogliono andare in punta di piedi ma gli obiettivi che si sono imposti li raggiungeranno. Non è facile, Lotito è ‘bloccato’ dal fatto di avere la Lazio in Serie A ma, sicuramente, l’obiettivo è la massima serie”.

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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ESCLUSIVA David Mounard per l’attacco: “Io dico…”

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Mounard: L’obbiettivo è la massima serie”.

Oggi parliamo con David Mounard. L’attaccante di Grenoble, trasferitosi a Salerno da anni, è ormai un salernitano a tutti gli effetti e, di appendere le scarpette, non ci pensa minimamente. Noi di SalernoSport24 lo abbiamo contattato per chiedergli un parere, lui che conosce bene l’attuale società della Salernitana.

Ciao David. Come stai?

“Ciao molto bene, grazie. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti qui da tre anni, a Salerno si vive benissimo”.

Quali sono i tuoi programmi?

“E’ stato un campionato impegnativo con l’Ebolitana, adesso ci prendiamo un meritato riposo. Per il futuro ancora non so come si svilupperanno le cose, la cosa certa è che ho voglia di giocare, quindi mi vedrete ancora su un campo di calcio”.

Cosa pensi delle squadre B?

“Quando ero in Francia giocavo nella seconda squadra del Lione, una Serie C, prima poi di andare in Belgio. Ieri sera Francia-Italia ha evidenziato il gap tecnico che c’è tra il calcio italiano e quello transalpino; il calcio italiano ha bisogno di ripartire dal basso per rilanciarsi, dalle scuole calcio. Non so se le squadre B si attueranno mai in Italia ma sicuramente bisogna ripartire da un livello in cui il calcio s’insegna”.

A bocce ferme la parola ora passa ai ds e, in casa granata, si parla moltissimo del prossimo attaccante della Salernitana. Chi suggeriresti a Fabiani?

“In questi giorni sento parlare molto di Montalto e Calaiò ma se dovessi fare un nome senz’altro opterei per il secondo. Con Emanuele siamo amici, siamo stati insieme a Siena facendo bene. E’ un professionista serio e, anche se la carta d’identità può non essere dalla sua parte, sono sicuro che sia un fattore che passa in secondo piano. Io, a 37 anni, gioco ancora e non ci penso neanche a fermarmi. Lui, a Parma, in una squadra affamata che ha fatto il secondo posto in campionato, ha avuto il suo spazio, facendo certi gol… Io dico Calaiò”.  

Qual è il tuo ricordo più bello in maglia granata?

“Non ce n’è uno in particolare, sicuramente le promozioni, le coppe… quando si vince si ricordano tutti i momenti più belli”.

Cosa pensi della dirigenza della Salernitana tu che l’hai vissuta da dentro: esiste un piano per portare davvero in alto il vessillo granata?

“Questa è una società molto seria. Al di là dei soldi spesi, sono mossi dalla passione per questo sport. E sono sicuro che vogliono andare in punta di piedi ma gli obiettivi che si sono imposti li raggiungeranno. Non è facile, Lotito è ‘bloccato’ dal fatto di avere la Lazio in Serie A ma, sicuramente, l’obiettivo è la massima serie”.

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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Mounard: L’obbiettivo è la massima serie”.

Oggi parliamo con David Mounard. L’attaccante di Grenoble, trasferitosi a Salerno da anni, è ormai un salernitano a tutti gli effetti e, di appendere le scarpette, non ci pensa minimamente. Noi di SalernoSport24 lo abbiamo contattato per chiedergli un parere, lui che conosce bene l’attuale società della Salernitana.

Ciao David. Come stai?

“Ciao molto bene, grazie. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti qui da tre anni, a Salerno si vive benissimo”.

Quali sono i tuoi programmi?

“E’ stato un campionato impegnativo con l’Ebolitana, adesso ci prendiamo un meritato riposo. Per il futuro ancora non so come si svilupperanno le cose, la cosa certa è che ho voglia di giocare, quindi mi vedrete ancora su un campo di calcio”.

Cosa pensi delle squadre B?

“Quando ero in Francia giocavo nella seconda squadra del Lione, una Serie C, prima poi di andare in Belgio. Ieri sera Francia-Italia ha evidenziato il gap tecnico che c’è tra il calcio italiano e quello transalpino; il calcio italiano ha bisogno di ripartire dal basso per rilanciarsi, dalle scuole calcio. Non so se le squadre B si attueranno mai in Italia ma sicuramente bisogna ripartire da un livello in cui il calcio s’insegna”.

A bocce ferme la parola ora passa ai ds e, in casa granata, si parla moltissimo del prossimo attaccante della Salernitana. Chi suggeriresti a Fabiani?

“In questi giorni sento parlare molto di Montalto e Calaiò ma se dovessi fare un nome senz’altro opterei per il secondo. Con Emanuele siamo amici, siamo stati insieme a Siena facendo bene. E’ un professionista serio e, anche se la carta d’identità può non essere dalla sua parte, sono sicuro che sia un fattore che passa in secondo piano. Io, a 37 anni, gioco ancora e non ci penso neanche a fermarmi. Lui, a Parma, in una squadra affamata che ha fatto il secondo posto in campionato, ha avuto il suo spazio, facendo certi gol… Io dico Calaiò”.  

Qual è il tuo ricordo più bello in maglia granata?

“Non ce n’è uno in particolare, sicuramente le promozioni, le coppe… quando si vince si ricordano tutti i momenti più belli”.

Cosa pensi della dirigenza della Salernitana tu che l’hai vissuta da dentro: esiste un piano per portare davvero in alto il vessillo granata?

“Questa è una società molto seria. Al di là dei soldi spesi, sono mossi dalla passione per questo sport. E sono sicuro che vogliono andare in punta di piedi ma gli obiettivi che si sono imposti li raggiungeranno. Non è facile, Lotito è ‘bloccato’ dal fatto di avere la Lazio in Serie A ma, sicuramente, l’obiettivo è la massima serie”.

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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