sabato, Ottobre 23, 2021
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ZITT ZITT se n’è andatA

La Salernitana è in serie A. Salerno e provincia si sono risvegliate nella massima serie del calcio professionistico nazionale.
Una frase che solo qualche mese o settimana fa avrebbe fatto accapponare la pelle a chiunque per quanto potesse essere inverosimile. Ed invece un destino già scritto ha concesso ai granata la gloria, mandando in visibilio una città intera.
Di Tacchio e compagni, dopo una cavalcata importante anche nel girone di ritorno, dovevano vincere a Pescara e così è stato. Tris rifilato agli abruzzesi e tre punti che consegnano una promozione storica alla Salernitana, che stacca di cinque punti lo sconfitto Monza.
La gara dell’Adriatico si sblocca nella ripresa con l’ingresso di Djuric ed Anderson, che sigla il rigore del vantaggio. Un generoso Casasola e bomber Tutino completano il successo.
Al 90′ l’urlo liberatorio fa esplodere la gioia dei calciatori e di tutto il popolo granata, che si riversa per le strade a festeggiare fino a tarda sera. Caroselli e cori da stadio, mortaretti e fuochi d’artificio accompagnano il pomeriggio e la sera del 10 Maggio 2021, quella che inevitabilmente resterà una data storica.
La felicità viene turbata dalla notizia della morte del giovane Loris per un incidente stradale.

La squadra ha meritato il traguardo, guidata dal migliore dei condottieri, Fabrizio Castori. Giunto a Salerno tra lo scetticismo della folla e di tanti addetti ai lavori, il trainer marchigiano ha saputo valorizzare il materiale umano e tecnico a sua disposizione, cimentando il gruppo e traendone il meglio. Ha piantato in campo dei pilastri indiscussi come Belec, Gyomber e Di Tacchio, che hanno costituito la vera ossatura dell’organico, attorno alla quale tutto si è mossa in alternanza la restante parte della squadra. Tutino è stato il bomber che ha regalato gol pesanti ed ha anche sopperito spesso a carenze di comunicazioni via social. Un gruppo innanzitutto di uomini con senso di appartenenza alla maglia ed alla causa, poi di calciatori determinati e capaci. Altre realtà concorrenti avevano profuso sforzi ed investimenti ben più onerosi ma non hanno messo in campo il cuore dei granata per 38 partite. La Salernitana ha fatto della compattezza e della continuità di rendimento le sue armi migliori ed i risultati sono arrivati, a fronte di tutti i pronostici sfavorevoli emessi come sentenze dagli intenditori di pallone nazionali.

Anche la società, seppur prevalentemente nel silenzio e tra le contestazioni legittime, ha fatto la sua parte.
La simpatia non è il forte della dirigenza, specialmente nel caso di Claudio Lotito, talvolta arrogante fuori dai limiti.
Tuttavia, per onestà intellettuale, al netto delle critiche confermate, a lui e Mezzaroma vanno riconosciuti i risultati conseguiti, come sempre fatto in quest’ultimo decennio. I numeri raccontano di ben 4 promozioni conquistate (dalla D alla A), 2 trofei e una fondamentale stabilità economica del club.
Finito il campionato, da dedicare a tutti quei sostenitori del Cavalluccio che ora tifano dalla Curva del Paradiso, sul campo ne inizierà adesso uno per arrivare alla forma di società che dovrà adempiere all’iscrizione alla massima serie. Con Lotito non mancheranno certamente i colpi di scena.

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