domenica 25 02 24
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Un anno di sport salernitano: il nostro bilancio

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Poche ore allo scadere del 2023: il momento giusto, dunque, per ripercorrere gli ultimi 12 mesi dello sport salernitano. Gioie, delusioni e i soliti problemi di lunga data.

Il 2023 dello sport salernitano

La prima volta della Feldi Eboli, il 9° scudetto della storia della Jomi Salerno, ma anche le tante medaglie conquistate a livello internazionale: lo sport salernitano saluta il 2023 a testa altissima.

A chi assegnare il trono più alto? Per quanto le ragazze della PDO abbiano dimostrato ancora una volta di essere il punto di riferimento della pallamano femminile italiana, è giusto premiare le volpi ebolitane. Che, dopo un lungo e paziente processo di crescita, hanno conquistato il primo scudetto della loro storia nella finale contro l’Olimpus Roma, aggiudicandosi a settembre anche la Supercoppa italiana.


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Il tricolore non è solo il risarcimento per l’amaro epilogo della finale del 2022 – in cui la squadra allenata da Salvatore Samperi fu beffata a pochi passi dal colpaccio in casa dell’Italservice Pesaro – ma è anzitutto un premio per l’eccellente lavoro svolto da Pasquale Di Domenico, che ha guidato i rossoblù dalle serie regionali alla Champions League in poco più di un decennio.

Adesso, però, viene il difficile: riconfermarsi non sarà per niente semplice, sia perché gli impegni di coppa hanno fatalmente influito sul rendimento della Feldi in campionato, sia perché la concorrenza è senz’altro salita di livello. Per conoscere la sentenza, ripassare in primavera.

Nell’ultimo anno, il futsal salernitano ha saggiato in egual misura la gloria e la polvere: per uno Sporting Sala Consilina che ha raggiunto in pompa magna la massima serie, infatti, c’è un’altra società – la Alma Salerno – che ha chiuso i battenti dopo aver faticosamente raggiunto la salvezza nell’ultimo campionato cadetto.

Un epilogo mesto che si intreccia alle tante, troppe difficoltà con cui lo sport del capoluogo convive da decenni: l’indisponibilità di un palasport funzionale alle esigenze delle tante squadre che si dividono tra le serie nazionali e l’attività giovanile; una gestione scandalosa delle strutture esistenti – in testa la piscina “Vitale”, seguita a ruota dal PalaTulimieri – del tutto inadeguate alla pratica sportiva di alto livello.

Infine, l’assenza di qualsiasi progetto che si spinga oltre la malsana idea di «vivere alla giornata» che caratterizza la cultura (non solo sportiva) del nostro paese. Colpa di una classe dirigente che preferisce le passerelle al duro lavoro sul campo, certo, ma anche dell’inerzia delle stesse società sportive, ancora oggi incapaci di superare gli interessi di parte a tutto vantaggio di una strategia condivisa che, purtroppo, non si vede all’orizzonte.

La doppietta della Jomi…

La stampa cittadina non ha fatto abbastanza per riconoscere i giusti meriti a una delle squadre più vincenti dello sport italiano del nuovo secolo: la Jomi Salerno è la superpotenza della pallamano femminile tricolore e lo ha ribadito con forza anche nel 2023: prima il nono scudetto della sua storia, poi un’altra Supercoppa italiana da aggiungere alle 6 che già luccicavano nella propria bacheca.

Un’ulteriore prova di forza – casomai ce ne fosse stato bisogno – della società presieduta da Mario Pisapia, che ha peraltro dimostrato il suo valore anche in campo internazionale, guadagnandosi un posto negli ottavi di finale della European Cup. Un traguardo nient’affatto banale per il nostro movimento, che da sempre occupa un posto di retroguardia nelle gerarchie della pallamano internazionale.

…e il miracolo della Givova Scafati

Miracoli a Salerno e in provincia: chi avrebbe scommesso sulla salvezza della Givova Scafati dopo le dimissioni di Attilio Caja a metà febbraio? E invece, con un guizzo per certi versi sorprendente, i gialloblù dell’Agro si sono rilanciati grazie a Stefano Sacripanti – purtroppo uscito anch’egli di scena per problemi di salute – strappando la riconferma in Serie A proprio sulla linea del traguardo.

Gli ultimi 120″ della gara con la Germani Brescia sono stati l’apoteosi per il pubblico del PalaMangano. Che ha definitivamente eletto a suo beniamino un ragazzo di 41 anni: David Logan, il Professore dei canestri che non ha ancora smesso di stupire. Esattamente come il quintetto ora guidato da Matteo Boniciolli, in piena corsa per una clamorosa qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia grazie a tre vittorie scartate sotto l’albero.

Chi non ha conosciuto mezze misure, invece, è la OMEPS Battipaglia: formidabile nella prima metà dell’anno, in cui ha centrato la promozione in A1 senza subire sconfitte nei play-off, irriconoscibile nella fase inaugurale della nuova stagione, conclusa con 12 KO in 12 gare. Senza un deciso cambio di rotta – che non si è finora visto neppure con il passaggio di consegne tra Maslarinos e Caboni – la salvezza appare fuori portata.

Il basket salernitano – nonostante le difficoltà evidenti del movimento di base, soprattutto nel settore maschile – è vivo anche nelle serie inferiori: il 2023 si è concluso con il prepotente rilancio della Diesel Tecnica Sala Consilina – appena retrocessa dalla B nazionale – e l’ascesa sempre più sicura della Angri Pallacanestro, che ha conquistato un posto tra i cadetti in coppia con il Power Basket Salerno.

Mouhiidine e il sogno a cinque cerchi

Pochi dubbi anche sul personaggio dell’anno: il peso massimo Aziz Abbes Mouhiidine è l’uomo su cui lo sport salernitano punta con decisione per conquistare la prima medaglia d’oro di sempre ai Giochi olimpici estivi.

In questo momento storico, il 25enne nato ad Avellino e cresciuto a Mercato San Severino è senza ombra di dubbio il pugile dilettante più forte al mondo nella sua categoria. Un’impressione per nulla intaccata dall’epilogo scandaloso dei Mondiali di Tashkent (Uzbekistan), in cui soltanto una giuria corrotta gli ha negato un titolo ampiamente meritato per classe, talento e padronanza del ring.

A questo punto, però, poco importa: Mouhiidine si presenterà a Parigi da sicuro favorito in un torneo che, per sua fortuna, non sarà organizzato dall’impresentabile IBA, bensì dal Comitato olimpico internazionale, che dovrebbe garantire – si spera – verdetti il più possibile equilibrati.

Non solo Mouhiidine, però: la Ville Lumière è il sogno che scalda il cuore di un piccolo ma combattivo manipolo di salernitani. La nostra preferenza va alla paganese d’adozione Dariya Derkach: dopo una carriera avara di soddisfazioni, la triplista dell’Aeronautica Militare si è regalata un anno eccezionale, in cui si è consacrata tra le migliori interpreti al mondo della specialità.

Prima l’argento agli Europei indoor di Istanbul, poi l’ottavo posto ai Mondiali di Budapest, infine il primato personale nell’ultima tappa della Diamond League a Eugene (USA): quel che serve per affrontare l’anno olimpico (e la rassegna europea a Roma) con il giusto slancio.

Gallo nell’élite della sciabola

Dalle pedane dei concorsi a quelle dei tornei di scherma: Michele Gallo è entrato nell’alta società della sciabola maschile, vincendo il prestigioso trofeo “Luxardo” a Padova e salendo sul podio in Coppa del Mondo a Varsavia. La campagna estiva prometteva bene – con l’argento a squadre ai Giochi europei di Cracovia – ma il Mondiale in casa si è concluso senza allori.

Stesso destino per l’altra schermitrice di punta del nostro movimento: Rossella Gregorio è tornata sul podio in CdM, ha vinto per la terza volta nella sua carriera il titolo italiano di sciabola, cui ha aggiunto un’altra medaglia europea con le azzurre, ma non ha raccolto alcunché nell’appuntamento più importante della stagione.

I risultati sotto le attese ai campionati del mondo di Milano hanno complicato la rincorsa alla qualificazione olimpica per entrambi, benché Gallo abbia fatto un deciso passo avanti con il 3° posto nel torneo a squadre di Algeri.

Un nome per il prossimo futuro, infine: Michela Landi, argento a squadre agli ultimi Mondiali Under-20 di sciabola. Il tempo ci dirà se potrà eguagliare o migliorare i risultati della sua più titolata concittadina.

Dolce insegue il riscatto

Dopo i tanti allori del recente passato, Vincenzo Dolce ha chiuso il suo 2023 senza vittorie sia con il Brescia, sia con la Nazionale. Una motivazione più che sufficiente per calarsi nel nuovo anno con la giusta determinazione.

Sì, perché il difensore salernitano di scuola Rari Nantes sarà impegnato su tanti fronti: gli Europei in Croazia (al via la prossima settimana) e i Mondiali in Qatar assegneranno gli ultimi biglietti per Parigi 2024. Nel mezzo, ovviamente, le sfide con il suo club, che tenterà ancora una volta di farsi strada in Champions League e di rovinare i piani dell’intoccabile Pro Recco in campionato.

Altre due speranze olimpiche di marca salernitana: Rae Lin D’Alie e Andrea Capobianco inseguono il bis ai Giochi nel basket 3X3. Tre tornei a disposizione nella prossima primavera per rivivere la magia di Tokyo. Poche chances, invece, per Salvatore Maresca – che deve fare i conti con una concorrenza fortissima agli anelli – lo specialista del taekwondo Roberto Botta e il campione italiano di giavellotto Roberto Orlando.

Due promesse per il futuro: Dercenno e Matonti

Ci piace concludere questa rassegna sull’anno ormai al tramonto con due nomi emergenti dello sport salernitano: la ginnasta Nunzia Dercenno ha rivelato tutto il suo valore nel 2023, vincendo il concorso generale valido per la Coppa dei Campioni e guadagnandosi un posto nell’Accademia nazionale di Civitavecchia.

Il miglior viatico, dunque, per il prossimo quadriennio olimpico, di cui vorrà essere protagonista anche Ilenia Elisabetta Matonti: l’allieva della ASD Bentis ha stupito tutti nelle gare internazionali di taekwondo, vincendo l’Open di Tirana e conquistando un bronzo agli Europei Under-21 di Belgrado.

Note liete che si aggiungono ai successi di Vincenza Amendola (argento ai Mondiali di pancrazio) e Antonio Mosca, campione del mondo ISKA di kickboxing a soli 17 anni.

A proposito di sport di combattimento, vale la pena di spendere qualche parola per due ragazzi dell’Agro: il peso supergallo Vincenzo La Femina ha ribadito il suo valore a livello internazionale, conquistando il titolo dell’Unione Europea dei supergallo prima di arrendersi a Liam Davies nella sfida per la corona continentale.

Infine, la notizia più bella di tutte: il ritorno alla vita di Fabio Manzi, il bravissimo kickboxer di Nocera Inferiore vittima di un incidente a settembre sull’autostrada A3. Due mesi di angoscia per i suoi amici e i suoi familiari prima di uscire dal coma. E di nascere per la seconda volta.

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Carmine Marino
Carmine Marino
Nato a Battipaglia nel 1986, dal 2004 si è occupato di cronaca, attualità, cultura e sport per «Il settimanale Unico» e «Il Quotidiano della Basilicata». Telecronista di calcio, basket, calcio a cinque e pallavolo per 105 Tv, Kosmos Tv e Italia2, dal 2016 è speaker di manifestazioni sportive amatoriali di ciclismo e atletica. Attualmente collabora con «Il Quotidiano del Sud - L'altravoce dei ventenni», ventiblog.com e Salerno Sport 24. Insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori, ha pubblicato saggi e recensioni su riviste di storia contemporanea.
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A chi assegnare il trono più alto? Per quanto le ragazze della PDO abbiano dimostrato ancora una volta di essere il punto di riferimento della pallamano femminile italiana, è giusto premiare le volpi ebolitane. Che, dopo un lungo e paziente processo di crescita, hanno conquistato il primo scudetto della loro storia nella finale contro l’Olimpus Roma, aggiudicandosi a settembre anche la Supercoppa italiana.


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Adesso, però, viene il difficile: riconfermarsi non sarà per niente semplice, sia perché gli impegni di coppa hanno fatalmente influito sul rendimento della Feldi in campionato, sia perché la concorrenza è senz’altro salita di livello. Per conoscere la sentenza, ripassare in primavera.

Nell’ultimo anno, il futsal salernitano ha saggiato in egual misura la gloria e la polvere: per uno Sporting Sala Consilina che ha raggiunto in pompa magna la massima serie, infatti, c’è un’altra società – la Alma Salerno – che ha chiuso i battenti dopo aver faticosamente raggiunto la salvezza nell’ultimo campionato cadetto.

Un epilogo mesto che si intreccia alle tante, troppe difficoltà con cui lo sport del capoluogo convive da decenni: l’indisponibilità di un palasport funzionale alle esigenze delle tante squadre che si dividono tra le serie nazionali e l’attività giovanile; una gestione scandalosa delle strutture esistenti – in testa la piscina “Vitale”, seguita a ruota dal PalaTulimieri – del tutto inadeguate alla pratica sportiva di alto livello.

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La doppietta della Jomi…

La stampa cittadina non ha fatto abbastanza per riconoscere i giusti meriti a una delle squadre più vincenti dello sport italiano del nuovo secolo: la Jomi Salerno è la superpotenza della pallamano femminile tricolore e lo ha ribadito con forza anche nel 2023: prima il nono scudetto della sua storia, poi un’altra Supercoppa italiana da aggiungere alle 6 che già luccicavano nella propria bacheca.

Un’ulteriore prova di forza – casomai ce ne fosse stato bisogno – della società presieduta da Mario Pisapia, che ha peraltro dimostrato il suo valore anche in campo internazionale, guadagnandosi un posto negli ottavi di finale della European Cup. Un traguardo nient’affatto banale per il nostro movimento, che da sempre occupa un posto di retroguardia nelle gerarchie della pallamano internazionale.

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Gli ultimi 120″ della gara con la Germani Brescia sono stati l’apoteosi per il pubblico del PalaMangano. Che ha definitivamente eletto a suo beniamino un ragazzo di 41 anni: David Logan, il Professore dei canestri che non ha ancora smesso di stupire. Esattamente come il quintetto ora guidato da Matteo Boniciolli, in piena corsa per una clamorosa qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia grazie a tre vittorie scartate sotto l’albero.

Chi non ha conosciuto mezze misure, invece, è la OMEPS Battipaglia: formidabile nella prima metà dell’anno, in cui ha centrato la promozione in A1 senza subire sconfitte nei play-off, irriconoscibile nella fase inaugurale della nuova stagione, conclusa con 12 KO in 12 gare. Senza un deciso cambio di rotta – che non si è finora visto neppure con il passaggio di consegne tra Maslarinos e Caboni – la salvezza appare fuori portata.

Il basket salernitano – nonostante le difficoltà evidenti del movimento di base, soprattutto nel settore maschile – è vivo anche nelle serie inferiori: il 2023 si è concluso con il prepotente rilancio della Diesel Tecnica Sala Consilina – appena retrocessa dalla B nazionale – e l’ascesa sempre più sicura della Angri Pallacanestro, che ha conquistato un posto tra i cadetti in coppia con il Power Basket Salerno.

Mouhiidine e il sogno a cinque cerchi

Pochi dubbi anche sul personaggio dell’anno: il peso massimo Aziz Abbes Mouhiidine è l’uomo su cui lo sport salernitano punta con decisione per conquistare la prima medaglia d’oro di sempre ai Giochi olimpici estivi.

In questo momento storico, il 25enne nato ad Avellino e cresciuto a Mercato San Severino è senza ombra di dubbio il pugile dilettante più forte al mondo nella sua categoria. Un’impressione per nulla intaccata dall’epilogo scandaloso dei Mondiali di Tashkent (Uzbekistan), in cui soltanto una giuria corrotta gli ha negato un titolo ampiamente meritato per classe, talento e padronanza del ring.

A questo punto, però, poco importa: Mouhiidine si presenterà a Parigi da sicuro favorito in un torneo che, per sua fortuna, non sarà organizzato dall’impresentabile IBA, bensì dal Comitato olimpico internazionale, che dovrebbe garantire – si spera – verdetti il più possibile equilibrati.

Non solo Mouhiidine, però: la Ville Lumière è il sogno che scalda il cuore di un piccolo ma combattivo manipolo di salernitani. La nostra preferenza va alla paganese d’adozione Dariya Derkach: dopo una carriera avara di soddisfazioni, la triplista dell’Aeronautica Militare si è regalata un anno eccezionale, in cui si è consacrata tra le migliori interpreti al mondo della specialità.

Prima l’argento agli Europei indoor di Istanbul, poi l’ottavo posto ai Mondiali di Budapest, infine il primato personale nell’ultima tappa della Diamond League a Eugene (USA): quel che serve per affrontare l’anno olimpico (e la rassegna europea a Roma) con il giusto slancio.

Gallo nell’élite della sciabola

Dalle pedane dei concorsi a quelle dei tornei di scherma: Michele Gallo è entrato nell’alta società della sciabola maschile, vincendo il prestigioso trofeo “Luxardo” a Padova e salendo sul podio in Coppa del Mondo a Varsavia. La campagna estiva prometteva bene – con l’argento a squadre ai Giochi europei di Cracovia – ma il Mondiale in casa si è concluso senza allori.

Stesso destino per l’altra schermitrice di punta del nostro movimento: Rossella Gregorio è tornata sul podio in CdM, ha vinto per la terza volta nella sua carriera il titolo italiano di sciabola, cui ha aggiunto un’altra medaglia europea con le azzurre, ma non ha raccolto alcunché nell’appuntamento più importante della stagione.

I risultati sotto le attese ai campionati del mondo di Milano hanno complicato la rincorsa alla qualificazione olimpica per entrambi, benché Gallo abbia fatto un deciso passo avanti con il 3° posto nel torneo a squadre di Algeri.

Un nome per il prossimo futuro, infine: Michela Landi, argento a squadre agli ultimi Mondiali Under-20 di sciabola. Il tempo ci dirà se potrà eguagliare o migliorare i risultati della sua più titolata concittadina.

Dolce insegue il riscatto

Dopo i tanti allori del recente passato, Vincenzo Dolce ha chiuso il suo 2023 senza vittorie sia con il Brescia, sia con la Nazionale. Una motivazione più che sufficiente per calarsi nel nuovo anno con la giusta determinazione.

Sì, perché il difensore salernitano di scuola Rari Nantes sarà impegnato su tanti fronti: gli Europei in Croazia (al via la prossima settimana) e i Mondiali in Qatar assegneranno gli ultimi biglietti per Parigi 2024. Nel mezzo, ovviamente, le sfide con il suo club, che tenterà ancora una volta di farsi strada in Champions League e di rovinare i piani dell’intoccabile Pro Recco in campionato.

Altre due speranze olimpiche di marca salernitana: Rae Lin D’Alie e Andrea Capobianco inseguono il bis ai Giochi nel basket 3X3. Tre tornei a disposizione nella prossima primavera per rivivere la magia di Tokyo. Poche chances, invece, per Salvatore Maresca – che deve fare i conti con una concorrenza fortissima agli anelli – lo specialista del taekwondo Roberto Botta e il campione italiano di giavellotto Roberto Orlando.

Due promesse per il futuro: Dercenno e Matonti

Ci piace concludere questa rassegna sull’anno ormai al tramonto con due nomi emergenti dello sport salernitano: la ginnasta Nunzia Dercenno ha rivelato tutto il suo valore nel 2023, vincendo il concorso generale valido per la Coppa dei Campioni e guadagnandosi un posto nell’Accademia nazionale di Civitavecchia.

Il miglior viatico, dunque, per il prossimo quadriennio olimpico, di cui vorrà essere protagonista anche Ilenia Elisabetta Matonti: l’allieva della ASD Bentis ha stupito tutti nelle gare internazionali di taekwondo, vincendo l’Open di Tirana e conquistando un bronzo agli Europei Under-21 di Belgrado.

Note liete che si aggiungono ai successi di Vincenza Amendola (argento ai Mondiali di pancrazio) e Antonio Mosca, campione del mondo ISKA di kickboxing a soli 17 anni.

A proposito di sport di combattimento, vale la pena di spendere qualche parola per due ragazzi dell’Agro: il peso supergallo Vincenzo La Femina ha ribadito il suo valore a livello internazionale, conquistando il titolo dell’Unione Europea dei supergallo prima di arrendersi a Liam Davies nella sfida per la corona continentale.

Infine, la notizia più bella di tutte: il ritorno alla vita di Fabio Manzi, il bravissimo kickboxer di Nocera Inferiore vittima di un incidente a settembre sull’autostrada A3. Due mesi di angoscia per i suoi amici e i suoi familiari prima di uscire dal coma. E di nascere per la seconda volta.

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Nato a Battipaglia nel 1986, dal 2004 si è occupato di cronaca, attualità, cultura e sport per «Il settimanale Unico» e «Il Quotidiano della Basilicata». Telecronista di calcio, basket, calcio a cinque e pallavolo per 105 Tv, Kosmos Tv e Italia2, dal 2016 è speaker di manifestazioni sportive amatoriali di ciclismo e atletica. Attualmente collabora con «Il Quotidiano del Sud - L'altravoce dei ventenni», ventiblog.com e Salerno Sport 24. Insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori, ha pubblicato saggi e recensioni su riviste di storia contemporanea.
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Il 2023 dello sport salernitano

La prima volta della Feldi Eboli, il 9° scudetto della storia della Jomi Salerno, ma anche le tante medaglie conquistate a livello internazionale: lo sport salernitano saluta il 2023 a testa altissima.

A chi assegnare il trono più alto? Per quanto le ragazze della PDO abbiano dimostrato ancora una volta di essere il punto di riferimento della pallamano femminile italiana, è giusto premiare le volpi ebolitane. Che, dopo un lungo e paziente processo di crescita, hanno conquistato il primo scudetto della loro storia nella finale contro l’Olimpus Roma, aggiudicandosi a settembre anche la Supercoppa italiana.


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Adesso, però, viene il difficile: riconfermarsi non sarà per niente semplice, sia perché gli impegni di coppa hanno fatalmente influito sul rendimento della Feldi in campionato, sia perché la concorrenza è senz’altro salita di livello. Per conoscere la sentenza, ripassare in primavera.

Nell’ultimo anno, il futsal salernitano ha saggiato in egual misura la gloria e la polvere: per uno Sporting Sala Consilina che ha raggiunto in pompa magna la massima serie, infatti, c’è un’altra società – la Alma Salerno – che ha chiuso i battenti dopo aver faticosamente raggiunto la salvezza nell’ultimo campionato cadetto.

Un epilogo mesto che si intreccia alle tante, troppe difficoltà con cui lo sport del capoluogo convive da decenni: l’indisponibilità di un palasport funzionale alle esigenze delle tante squadre che si dividono tra le serie nazionali e l’attività giovanile; una gestione scandalosa delle strutture esistenti – in testa la piscina “Vitale”, seguita a ruota dal PalaTulimieri – del tutto inadeguate alla pratica sportiva di alto livello.

Infine, l’assenza di qualsiasi progetto che si spinga oltre la malsana idea di «vivere alla giornata» che caratterizza la cultura (non solo sportiva) del nostro paese. Colpa di una classe dirigente che preferisce le passerelle al duro lavoro sul campo, certo, ma anche dell’inerzia delle stesse società sportive, ancora oggi incapaci di superare gli interessi di parte a tutto vantaggio di una strategia condivisa che, purtroppo, non si vede all’orizzonte.

La doppietta della Jomi…

La stampa cittadina non ha fatto abbastanza per riconoscere i giusti meriti a una delle squadre più vincenti dello sport italiano del nuovo secolo: la Jomi Salerno è la superpotenza della pallamano femminile tricolore e lo ha ribadito con forza anche nel 2023: prima il nono scudetto della sua storia, poi un’altra Supercoppa italiana da aggiungere alle 6 che già luccicavano nella propria bacheca.

Un’ulteriore prova di forza – casomai ce ne fosse stato bisogno – della società presieduta da Mario Pisapia, che ha peraltro dimostrato il suo valore anche in campo internazionale, guadagnandosi un posto negli ottavi di finale della European Cup. Un traguardo nient’affatto banale per il nostro movimento, che da sempre occupa un posto di retroguardia nelle gerarchie della pallamano internazionale.

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Miracoli a Salerno e in provincia: chi avrebbe scommesso sulla salvezza della Givova Scafati dopo le dimissioni di Attilio Caja a metà febbraio? E invece, con un guizzo per certi versi sorprendente, i gialloblù dell’Agro si sono rilanciati grazie a Stefano Sacripanti – purtroppo uscito anch’egli di scena per problemi di salute – strappando la riconferma in Serie A proprio sulla linea del traguardo.

Gli ultimi 120″ della gara con la Germani Brescia sono stati l’apoteosi per il pubblico del PalaMangano. Che ha definitivamente eletto a suo beniamino un ragazzo di 41 anni: David Logan, il Professore dei canestri che non ha ancora smesso di stupire. Esattamente come il quintetto ora guidato da Matteo Boniciolli, in piena corsa per una clamorosa qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia grazie a tre vittorie scartate sotto l’albero.

Chi non ha conosciuto mezze misure, invece, è la OMEPS Battipaglia: formidabile nella prima metà dell’anno, in cui ha centrato la promozione in A1 senza subire sconfitte nei play-off, irriconoscibile nella fase inaugurale della nuova stagione, conclusa con 12 KO in 12 gare. Senza un deciso cambio di rotta – che non si è finora visto neppure con il passaggio di consegne tra Maslarinos e Caboni – la salvezza appare fuori portata.

Il basket salernitano – nonostante le difficoltà evidenti del movimento di base, soprattutto nel settore maschile – è vivo anche nelle serie inferiori: il 2023 si è concluso con il prepotente rilancio della Diesel Tecnica Sala Consilina – appena retrocessa dalla B nazionale – e l’ascesa sempre più sicura della Angri Pallacanestro, che ha conquistato un posto tra i cadetti in coppia con il Power Basket Salerno.

Mouhiidine e il sogno a cinque cerchi

Pochi dubbi anche sul personaggio dell’anno: il peso massimo Aziz Abbes Mouhiidine è l’uomo su cui lo sport salernitano punta con decisione per conquistare la prima medaglia d’oro di sempre ai Giochi olimpici estivi.

In questo momento storico, il 25enne nato ad Avellino e cresciuto a Mercato San Severino è senza ombra di dubbio il pugile dilettante più forte al mondo nella sua categoria. Un’impressione per nulla intaccata dall’epilogo scandaloso dei Mondiali di Tashkent (Uzbekistan), in cui soltanto una giuria corrotta gli ha negato un titolo ampiamente meritato per classe, talento e padronanza del ring.

A questo punto, però, poco importa: Mouhiidine si presenterà a Parigi da sicuro favorito in un torneo che, per sua fortuna, non sarà organizzato dall’impresentabile IBA, bensì dal Comitato olimpico internazionale, che dovrebbe garantire – si spera – verdetti il più possibile equilibrati.

Non solo Mouhiidine, però: la Ville Lumière è il sogno che scalda il cuore di un piccolo ma combattivo manipolo di salernitani. La nostra preferenza va alla paganese d’adozione Dariya Derkach: dopo una carriera avara di soddisfazioni, la triplista dell’Aeronautica Militare si è regalata un anno eccezionale, in cui si è consacrata tra le migliori interpreti al mondo della specialità.

Prima l’argento agli Europei indoor di Istanbul, poi l’ottavo posto ai Mondiali di Budapest, infine il primato personale nell’ultima tappa della Diamond League a Eugene (USA): quel che serve per affrontare l’anno olimpico (e la rassegna europea a Roma) con il giusto slancio.

Gallo nell’élite della sciabola

Dalle pedane dei concorsi a quelle dei tornei di scherma: Michele Gallo è entrato nell’alta società della sciabola maschile, vincendo il prestigioso trofeo “Luxardo” a Padova e salendo sul podio in Coppa del Mondo a Varsavia. La campagna estiva prometteva bene – con l’argento a squadre ai Giochi europei di Cracovia – ma il Mondiale in casa si è concluso senza allori.

Stesso destino per l’altra schermitrice di punta del nostro movimento: Rossella Gregorio è tornata sul podio in CdM, ha vinto per la terza volta nella sua carriera il titolo italiano di sciabola, cui ha aggiunto un’altra medaglia europea con le azzurre, ma non ha raccolto alcunché nell’appuntamento più importante della stagione.

I risultati sotto le attese ai campionati del mondo di Milano hanno complicato la rincorsa alla qualificazione olimpica per entrambi, benché Gallo abbia fatto un deciso passo avanti con il 3° posto nel torneo a squadre di Algeri.

Un nome per il prossimo futuro, infine: Michela Landi, argento a squadre agli ultimi Mondiali Under-20 di sciabola. Il tempo ci dirà se potrà eguagliare o migliorare i risultati della sua più titolata concittadina.

Dolce insegue il riscatto

Dopo i tanti allori del recente passato, Vincenzo Dolce ha chiuso il suo 2023 senza vittorie sia con il Brescia, sia con la Nazionale. Una motivazione più che sufficiente per calarsi nel nuovo anno con la giusta determinazione.

Sì, perché il difensore salernitano di scuola Rari Nantes sarà impegnato su tanti fronti: gli Europei in Croazia (al via la prossima settimana) e i Mondiali in Qatar assegneranno gli ultimi biglietti per Parigi 2024. Nel mezzo, ovviamente, le sfide con il suo club, che tenterà ancora una volta di farsi strada in Champions League e di rovinare i piani dell’intoccabile Pro Recco in campionato.

Altre due speranze olimpiche di marca salernitana: Rae Lin D’Alie e Andrea Capobianco inseguono il bis ai Giochi nel basket 3X3. Tre tornei a disposizione nella prossima primavera per rivivere la magia di Tokyo. Poche chances, invece, per Salvatore Maresca – che deve fare i conti con una concorrenza fortissima agli anelli – lo specialista del taekwondo Roberto Botta e il campione italiano di giavellotto Roberto Orlando.

Due promesse per il futuro: Dercenno e Matonti

Ci piace concludere questa rassegna sull’anno ormai al tramonto con due nomi emergenti dello sport salernitano: la ginnasta Nunzia Dercenno ha rivelato tutto il suo valore nel 2023, vincendo il concorso generale valido per la Coppa dei Campioni e guadagnandosi un posto nell’Accademia nazionale di Civitavecchia.

Il miglior viatico, dunque, per il prossimo quadriennio olimpico, di cui vorrà essere protagonista anche Ilenia Elisabetta Matonti: l’allieva della ASD Bentis ha stupito tutti nelle gare internazionali di taekwondo, vincendo l’Open di Tirana e conquistando un bronzo agli Europei Under-21 di Belgrado.

Note liete che si aggiungono ai successi di Vincenza Amendola (argento ai Mondiali di pancrazio) e Antonio Mosca, campione del mondo ISKA di kickboxing a soli 17 anni.

A proposito di sport di combattimento, vale la pena di spendere qualche parola per due ragazzi dell’Agro: il peso supergallo Vincenzo La Femina ha ribadito il suo valore a livello internazionale, conquistando il titolo dell’Unione Europea dei supergallo prima di arrendersi a Liam Davies nella sfida per la corona continentale.

Infine, la notizia più bella di tutte: il ritorno alla vita di Fabio Manzi, il bravissimo kickboxer di Nocera Inferiore vittima di un incidente a settembre sull’autostrada A3. Due mesi di angoscia per i suoi amici e i suoi familiari prima di uscire dal coma. E di nascere per la seconda volta.

Carmine Marino
Carmine Marino
Nato a Battipaglia nel 1986, dal 2004 si è occupato di cronaca, attualità, cultura e sport per «Il settimanale Unico» e «Il Quotidiano della Basilicata». Telecronista di calcio, basket, calcio a cinque e pallavolo per 105 Tv, Kosmos Tv e Italia2, dal 2016 è speaker di manifestazioni sportive amatoriali di ciclismo e atletica. Attualmente collabora con «Il Quotidiano del Sud - L'altravoce dei ventenni», ventiblog.com e Salerno Sport 24. Insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori, ha pubblicato saggi e recensioni su riviste di storia contemporanea.
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