mercoledì 07 12 22
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San Siro ancora tabù, Salernitana KO con l’Inter

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Pranzo domenicale indigesto per i tifosi della Salernitana, costretti a metabolizzare la quarta sconfitta in campionato, la seconda in trasferta dopo il Sassuolo. I granata non riescono a sfatare il tabù dello stadio Meazza, dove non hanno mai racimolato un punto.

Nicola schiera una formazione incerottata a causa delle assenze: Fazio e Maggiore indisponibili, Radovanovic squalificato, Lovato e Bohinen non al meglio della condizione.

Nessuna variazione al consueto canovaccio tattico: l’ex Pirola in difesa, Vilhena in cabina di regia e Kastanos mezzala mancina. Dia torna titolare con Piatek.

L’Inter regola i granata con un gol per tempo

I nerazzurri trovano il vantaggio in avvio di gara con Lautaro che sorprende Sepe, il portiere ospite accusa il colpo ma si riscatta più tardi.

Nella seconda parte della prima frazione la Bersagliera risponde con due occasioni che Kastanos e Piatek non capitalizzano.

Centrocampo fragile in fase di copertura, manovra poco fluida in fase offensiva: la difesa soffre ma cerca di reggere l’urto del Biscione, le punte procurano pochi grattacapi a Onana tra i pali.

Nel secondo tempo i ritmi calano ma la musica non cambia, granata vivi solo con una spizzicata alta di Dia. L’Inter passeggia e chiude la partita con Barella ben innescato da Calhanoglu.

I tifosi fanno sempre la propria parte

Non manca mai l’apporto della tifoseria alla Salernitana. Oltre 6000 sostenitori hanno scortato la squadra a San Siro e risposto tono su tono alle provocazioni della Curva Nord, sempre ostile al Cavalluccio.

Applausi di incoraggiamento a Nicola ed ai suoi ragazzi al novantesimo, in fondo la Salernitana ha ceduto le armi con dignità e limitando il passivo. Troppa ancora la differenza tecnica per poter competere realmente con questo tipo di compagini della massima serie.

L’analisi tecnico-tattica

Nicola contro un Inter in ripresa sceglie la linea delle conferme, cercando di alterare poco nell’atteggiamento tattico della squadra.

Granata orfani della grinta agonistica messa in opera in occasione delle prime uscite stagionali, incapaci di alzare i ritmi del pressing a far male ai padroni di casa, sostanzialmente sempre in controllo del match.

Sono manifeste le carenze nella costruzione del gioco dal basso, proprio a seguito di uno degli errori gli avversari propiziano il raddoppio. La difesa legge in ritardo la chiusura.

Manovra e finalizzazione sono ancora una volta da rivedere in vari aspetti, e ne è consapevole lo stesso trainer.

Anche in svantaggio Nicola non attua significative variazioni d’assetto, ma ha lanciato in campo soluzioni per tentare di rinvigorire le forze dell’undici opposto a quello di Simone Inzaghi. Gli inserimenti nella ripresa dei vari Valencia (mezzala sinistra), Sambia (estenso prima a sinistra e poi a destra), Bonazzoli, Bohinen e Bronn rappresentano tutti cambi sostanzialmente ruolo per ruolo. Certi malintesi tattici e l’impiego di elementi una domenica pronti e la successiva no andrebbero discussi probabilmente innanzitutto con il DS e poi con l’allenatore, che di mestiere fa il gestore delle risorse a disposizione.

 

Fermi restanti i fatti e i dati, al momento non bisogna drammatizzare. I risultati sono pressoché in linea con le aspettative della vigilia. Finora si viaggia esattamente alla media di un punto a partita ma bisognerà tenere conto dei difetti da correggere in corso d’opera e a tempo debito per poter migliorare il ruolino di marcia.

I punti pesanti passano per l’Arechi

I punti pesanti saranno da conquistare principalmente nelle gare interne con le dirette concorrenti alla salvezza, quelle più alla portata dei granata. Spezia e Cremonese rappresentano  impegni fondamentali per poter proseguire il cammino con sufficiente serenità dopo la lunga sosta per il Mondiale in Qatar.

Il bilancio dice ancora che la situazione è sotto controllo relativamente al percorso in classifica. Il campionato sta entrando in una fase delicata, composta da tante partite ravvicinate in meno di 30 giorni.

Il percorso salvezza riparte dallo Spezia

La salvezza della Salernitana passa per gran parte dalla capacità di capitalizzare gli impegni in programma allo stadio Arechi, a partire da quella di sabato contro lo Spezia. Liguri claudicanti dopo il pari casalingo con la Cremonese, ma la partita si preannuncia dura, l’epilogo dello scorso anno (2-2 in doppia rimonta ospite) dovrà essere da monito.

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