giovedì 30 05 24
spot_img
HomeFrontpageSalernitana-Lazio: le pagelle dei granata
spot_img

Salernitana-Lazio: le pagelle dei granata

spot_img
spot_img

È finita da poco Salernitana-Lazio ed è arrivato il momento delle pagelle dei granata. In questa ventitreesima giornata di Serie A, la Salernitana ha inaugurato il nuovo ciclo di Paulo Sousa per salvarsi. I biancocelesti, invece, sono in piena corsa Champions’ League. A corredo, anche una breve sintesi della partita.

Salernitana-Lazio: i granata durano solo un tempo

Paulo Sousa sorprende tutti alla sua prima sulla panchina granata: 3-4-2-1 con Sepe ancora preferito ad Ochoa in porta, il ritorno di Daniliuc tra i titolari al posto dell’infortunato Troost-Ekong e di Coulibaly a centrocampo con Crnigoj. Piątek al posto di Dia in attacco, con Vilhena al fianco di Bonazzoli sulla trequarti, quindi niente tridente con Botheim. Sarri, dal canto suo, è costretto a rinunciare allo squalificato Zaccagni e all’infortunato Romagnoli: al loro posto Pedro e Patric. Anche un po’ di turnover per i biancocelesti, con Milinkovic-Savic e Lazzari in panchina in favore di Vecino e Hysaj.


Ti potrebbero interessare anche:


Sebbene sia la Lazio a mantenere maggiormente il possesso del pallone, è la Salernitana ad avere subito tre occasioni in avvio con Daniliuc, Piątek e Bonazzoli. I granata sono aggressivi e cercano sempre di attirare i biancocelesti fuori dalla propria metà campo per poi provare ad attaccare la profondità. La prima occasione della Lazio la si vedrà al 10′, con il rasoterra di Marusic dal limite dell’area che impegna Sepe in una presa in due tempi.

Candreva è particolarmente ispirato e, al 14′, tenta la conclusione da fuori area propiziata dal break a centrocampo di Piątek su un passaggio avventato di Marusic, ma il diagonale sfiora soltanto il palo alla destra di Provedel. Al 19′, arriva la risposta della Lazio, con Immobile che sguscia tra Pirola e Daniliuc, ma si vede la conclusione in area respinta da Sepe. Gli uomini Sarri cominciano a spingere con più convinzione e Felipe Anderson ha la palla buona per il vantaggio sul corner di Pedro, ma la sfera termina sull’esterno della rete. Al 27′, grandissima occasione di marca biancoceleste: rapida triangolazione che libera Vecino al tiro in area da posizione ottimale, ma Bradaric chiude in maniera provvidenziale in corner. 2′ più tardi è ancora Felipe Anderson a tentare la fortuna dalla distanza, ma è ancora Bradaric a deviare il pallone in maniera decisiva fuori dalla porta di Sepe.

La Lazio aumenta i giri del motore e, al 33′, è Pedro a tentare la conclusione a giro, ma Sepe si allunga e respinge la minaccia. I granata si riaffacciano dalle parti di Provedel al 40′: cross profondo dalla sinistra di Bradaric e tiro di Candreva ben respinto dal numero 94 laziale.

Terminato sullo 0-0 il primo tempo, Sousa si gioca subito la carta Valencia al posto di uno spento Vilhena. La Lazio non ha cambiato nulla e non cambia, pertanto, il copione della partita. Subito in avvio di ripresa, prima Pedro impegna Sepe in allungo e poi è Crnigoj a chiudere provvidenzialmente su Luis Alberto libero a centro area. Sousa, a questo punto, inserisce pure Kastanos al posto di Bonazzoli per rinforzare il centrocampo.

Al 60′, però, il muro della Salernitana crolla: discesa di Marusic sulla destra e palla comoda rasoterra per Immobile che deve soltanto spingerla in rete. 1-0 Lazio. Subito il gol, i granata vanno nel pallone e, al 64′, rischiano ancora di capitolare con Marusic su errore di Bronn, ma il tiro dal limite del montenegrino è alto. Al 66′, il tunisino prova a mettersi in proprio con una rovesciata, ma la palla finisce alta di poco.

I granata, però, completeranno la frittata al 69′: Immobile brucia Pirola e viene steso in uscita da Sepe. L’arbitro assegna il rigore dopo il consulto con il Var e, dal dischetto, Immobile è implacabile nel realizzare il 2-0 per la Lazio. A raddoppio acquisito, la Lazio inizia a gestire palla e ritmi, dosando le forze in vista del ritorno di Conference League contro il Cluj, mentre la Salernitana non riesce a sbrogliare la matassa nemmeno pescando soluzioni dalla panchina.

All’89, arriva la grande occasione per il 3-0 Lazio: Bronn trattiene Cancellieri in area e si fa espellere per proteste dopo l’assegnazione del rigore. Dal dischetto, però, Luis Alberto non è efficace come Immobile e si fa ipnotizzare da Sepe. La gara finisce così 2-0, con la Salernitana che incappa nella terza sconfitta consecutiva e la Lazio che torna a vincere dopo due pareggi e una sconfitta.

Le pagelle dei granata: Sousa tradito dagli errori dei singoli

Sepe – Quando chiamato in causa, nel primo tempo si è sempre fatto trovare pronto. Nel secondo tempo, però, in coabitazione con Pirola, combina la frittata in occasione del raddoppio laziale causando il rigore. Si riscatta parzialmente parando il secondo rigore a Luis Alberto. 5,5.

Bronn – Parte bene sia in fase di marcatura che in quella di impostazione. Pedro non è un cliente facile, ma lui riesce a limitarlo nonostante lo spagnolo abbia un altro passo. Sul gol di Immobile, però, è mancata proprio la sua diagonale a chiudere il cross. Marusic lo grazierà successivamente dopo un disimpegno tutt’altro che preciso, ma Abisso sarà impietoso quando lo punirà per il rigore su Cancellieri e lo espellerà per proteste. 4.

Daniliuc – Sul gioco aereo la fa da padrone e riesce a contenere per almeno un tempo un animale d’area di rigore come Immobile. Nel secondo tempo, si fa tagliare fuori dal cross di Marusic in occasione del gol dell’1-0, ma è il meno colpevole nell’occasione. 6.

Pirola – Con il pallone tra i piedi va spesso in imbarazzo e sull’azione del rigore è stato tutt’altro che perfetto. Peccato, perché nel primo tempo era stato protagonista di diverse chiusure degne di nota. 5. Dal 75′ Lovato – Entra a partita ormai già decisa. sv.

Candreva – È il giocatore più attivo e pericoloso tra i granata. Suoi i tiri che hanno maggiormente spaventato Provedel nel primo tempo. Tra gli ultimi ad arrendersi in una ripresa che ha regalato poche chance al numero 87 di prendersi la scena. 6,5.

Coulibaly – Lavoro in mediana più oscuro è meno appariscente del solito, ma non per questo meno efficace. Poche sgroppate palla al piede, ma tante chiusure e raddoppi preziosi. Nel secondo tempo, però, affonda insieme ai compagni. 6.

Crnigoj – È lui il primo a lanciarsi in pressing sui portatori di palla della Lazio e, spesso, riesce a chiudere molto bene le linee di passaggio. Nel secondo tempo cala alla distanza, ma la sufficienza la strappa abbondantemente. 6. Dal 76′ Sambia – Entra quando la gara è già compromessa. sv.

Bradaric – Per un giocatore di spinta come lui, è inusuale brillare soprattutto per il contributo dato in difesa. Un paio di diagonali difensive su Vecino e Felipe Anderson hanno tolto più di qualche grattacapo alla retroguardia granata. Peccato che sia fatto sorprendere da Marusic in occasione del vantaggio laziale. 5,5.

Bonazzoli – Sempre molto attivo nei primi minuti, per poi spegnersi lentamente man mano che la partita va avanti. Ormai sta diventando un leitmotiv. 5. Dal 59′ Kastanos – Ingresso sfortunato il suo, che coincide con la realizzazione dei due gol della Lazio. Era entrato per rinforzare il centrocampo, ma in campo è stato un ectoplasma. 5.

Vilhena – L’unico pesce fuor d’acqua del primo tempo. Molti tocchi elementari sbagliati e diversi palloni persi in fase di gestione del possesso. La sua gara dura soltanto un tempo. 5. Dal 46′ Valencia – Ha un tempo per ripagare la fiducia riposta in lui da mister Sousa, ma in campo non lo si nota mai se non al momento dell’ammonizione per un intervento scriteriato su Cataldi. 5.

Piątek – Parte con un piglio aggressivo attaccando tutti i portatori di palla biancocelesti e facendo un grande lavoro di sponda, ma ha difficoltà a presentarsi dalle parti di Provedel per concludere a rete. 5,5. Dal 75′ Botheim – Pochi palloni giocabili e lui, ovviamente, non può contribuire alla causa. sv.

Paulo Sousa – Si vede già la sua impronta in questa partita: squadra corta e aggressiva e rapido attacco a cercare la profondità. Sicuramente si è vista una squadra più solida e organizzata rispetto alle ultime uscite, peccato che sia durata un tempo e sia stato tradito dagli errori dei singoli. 5,5.

spot_img
spot_img
spot_img

Notizie popolari