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“Salernitanità” e “Appartenenza”: la Curva commuove e pone le basi per il futuro

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Quella di ieri è stata una giornata sportivamente disastrosa ma vissuta con grande serenità dai tifosi della Salernitana. Dalla magica coreografia alla contestazione finale, lo stadio “Arechi” ha fatto da cornice al turbinio di emozioni dei supporter granata.

Il grande orgoglio dei tifosi della Salernitana

Salernitana-Hellas Verona è stata l’ultima gara in Serie A dei granata allo stadio “Arechi”. Un match che lascia tanta amarezza vista l’ennesima straordinaria dimostrazione d’amore dei tifosi campani.


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Infatti, se il terreno di gioco ha rimarcato le lacune tecniche della squadra il pubblico ha confermato di poter ampiamente competere nella massima serie italiana. In totale hanno assistito al match 15.998 spettatori, di cui circa 320 provenienti da Verona.

In ogni caso, il saluto finale della Curva Sud Siberiano ha iniziato a prendere forma circa sette giorni fa quando sono iniziati i lavori per la realizzazione della scenografia mozzafiato esposta ieri.

Il tutto, ha fatto da preludio alla bella manifestazione di sabato scorso che ha permesso a centinaia di bambini di lasciare una significativa impronta sul progetto della Siberiano. “Appartenenza” una delle parole chiave esposte nel corso dei 90′ e apparsa anche al di sopra dello stemma granata durante l’ingresso delle squadre.

salernitana-verona
© Giuseppe Caggiano

Lo spettacolo messo in scena dagli ultras ha richiamato alcuni dei simboli più importanti della città: dallo stadio “Arechi” al Duomo con il contorno delle palme del lungomare. Scelte certamente non casuali ma che ripercorrono ciò che rimanda alla parola “Salernitanità”, termine che riassume non solo l’amore per il Cavalluccio ma anche quello verso le proprie radici.

Candreva sotto la Sud e la contestazione

Se nel corso della partita lo stadio ha deciso di distaccarsi completamente da quanto stesse accadendo sul terreno di gioco dopo il triplice fischio è esplosa la rabbia dei tifosi. Nel settore inferiore della Nord è iniziata la festa salvezza dei gialloblù e al contempo nella curva opposta c’è stata una dura contestazione.

Candreva, accompagnato dallo SLO Mimmo Napoli, si è recato al cospetto della Curva Sud, sono rimasti, invece, a debita distanza altri componenti della squadra come Fiorilllo, Maggiore, Vignato, Zanoli, Legowski, Manolas, Pierozzi e Sambia.

L’ex Sampdoria ha subito la rabbia dei presenti ma nessun lancio di microfono o richiesta, da parte degli ultras, di consegnare le maglie. Un solo monito è stato riportato al capitano dei granata, ovvero, lasciare, come tutto il resto della squadra, la Salernitana dopo il deludente campionato.

Il comunicato della Curva Sud Siberiano

“Se te lo spiegano non capirai, se lo senti, se lo vivi allora si che capirai.

Il concetto non è la retrocessione non è l’evento sportivo fine a stesso.
Ciò che abbiamo fatto è portare i bambini al centro della scena.
Ogni singolo dettaglio studiato con cura.
I bambini a realizzare una coreografia che resterà per sempre nei cuori di chi ha vissuto un pomeriggio da ultras.
Più di seicento piccoli cuori hanno risposto presente.
Il messaggio lanciato è stato chiaro. APPARTENENZA, oltre la categoria oltre la retrocessione.
Ai bambini è stato spiegato che la A è una lettera dell’alfabeto.
Ciò che conta è il cavalluccio che batte sul petto e pulsa nelle vene, il colore granata, quello della SALERNITANA 1919.
Ogni singola impronta lasciata su quegli striscioni rappresenta un gesto d’amore e partecipazione.
Non a caso le mani intinte nel granata accarezzano la scritta SALERNO e affermano il senso di quella APPARTENENZA che nessuna categoria avrà il potere di cancellare perché è inciso sul cuore. Genitori orgogliosi e raggianti, insieme a suggellare ciò che noi avevamo in mente.
Le spiegazioni date per motivare le ragioni di quella coreografia ascoltate con la meraviglia e la purezza dei puri di cuore.
Poi l’attestato di partecipazione come un regalo prezioso che in ognuno dei partecipanti rappresenterà un dono da custodire, da appendere in cameretta che testimonierà in futuro: IO C’ERO.
Ciò che resterà è un esempio di tifo autentico genuino e disinteressato.
Quando si dice che il mondo del calcio è caratterizzato da interessi economici intrallazzi e dominato dalle TV e dal profitto.
Noi abbiamo dimostrato che, invece, il calcio può essere qualcosa di diverso, e che noi Ultras siamo sicuramente la parte sana del calcio, e che il nostro è un AMORE autentico, radicato nelle tradizioni e nell’amore incondizionato per i colori della squadra e per la città.
Il nostro intento?Non disperdere quell’entusiasmo che è il vero nutrimento di cui le nuove generazioni hanno bisogno.
SALERNO SALERNITANA SALERNITANITA’: APPARTENENZA ben più di uno slogan.
Rappresenta semplicemente il nostro manifesto. E quando si parla di Salerno…. SALERNITANITA’ noi lo riferiamo a tutti i tifosi granata, alla meravigliosa provincia che si rivede nei nostri ideali lì dove batte forte il cuore a forma di cavalluccio e a tutti i fratelli granata in ogni parte d’Italia e sparsi nel mondo. Tutti facenti parte di un’unica famiglia.
Avevamo ragione e la partecipazione all’iniziativa né è testimonianza.
IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI INTERVENUTI. Ciò che abbiamo ricevuto è qualcosa di eccezionale in termini di emozioni e motivazioni.
La Salernitana è retrocessa?..
La Salernitana parteciperà solo ad un nuovo campionato.
Non chiedo dove…ditemi quando…io ci sarò!!!
SOLCHEREMO LO STESSO MARE TOCCANDO LIDI DIVERSI IN GIRO PER LO STIVALE SEMPRE CON LO STESSO IDEALE,A SOSTEGNO DELLA NOSTRA
APPARTENENZA!!!!
CHE L’ITALIA LO SAPPIA, SALERNO NON RETROCEDE !!!
Curva Sud Siberiano.
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