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Monza-Salernitana: la sfida amarcord, Abbiati Vs Balli

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Domani si disputerà in Brianza la gara tra Monza e Salernitana, valida per il 16ª giornata di Serie BKT 2020-2021 e per noi sarà la sfida Amarcord tra Christian Abbiati e Daniele Balli.

Questi due portieri si incontrarono, nella sfida tra Monza e Salernitana, nel campionatio 1997-1998 di serie B in cui il Monza era al suo primo anno cadetteria, dopo aver conquistato la storica promozione dalla serie C, mentre la Salernitana riuscì ad ottenere la promozione in serie A. Proponiamo pertanto una sfida, in chiave amarcord, tra due portieri saracinesca del passato di queste società.

La sfida amarcord: Christian Abbiati contro Daniele Balli

Numero uno importanti in quegli anni sono sicuramente Christian Abbiati dal lato brianzolo e Daniele Balli sulla sponda granata. Gli scontri tra le due squadre finirono in pareggio a Monza per 1-1, mentre la Salernitana a Salerno seppe imporsi con un perentorio 4-1.

Abbiati e gli esordi al Monza

Abbiati, prima dei noti trascorsi tra Milan, Juve, Torino e Nazionale, ha iniziato la sua carriera professionistica nel Monza nel 1994. In quell’anno ha disputato una sola partita in campionato il 30 dicembre 1994 (Modena-Monza 1-0), prima di andare a giocare nel Borgosesia. Nel 1996 è ritornato al Monza, allenato da Giorgio Rumignani prima e Gigi Radice poi. Nella stagione 1996-1997 Abbiati è partito come riserva di Giuseppe Gatta per poi diventare titolare dall’11ª giornata.

Nel corso del campionato, concluso con la promozione in Serie B dopo la vittoria dei play-off, ha disputato 25 partite nelle quali ha subito 17 gol, risultando il portiere meno battuto della Serie C1 1996-1997. Nella stagione seguente ha esordito in Coppa Italia il 18 agosto 1997 in Monza-Genoa 1-1 e in Serie B il 31 agosto 1997 contro il Pescara (1-1), dove ha disputato 26 partite subendo 41 reti e contribuendo da protagonista assoluto alla salvezza dei brianzoli.

Al Milan da terzo portiere a titolare inamovibile

All’inizio della stagione 1998-1999, Abbiati è il classico numero 22. Il titolare sarebbe Lehmann, con dietro l’eterno Rossi. Peccato che prima il tedesco decida di regalare momenti di terrore alla difesa rossonera, guadagnandosi un biglietto di ritorno per la Germania. Poi anche il portiere del Milan degli Invincibili decide di tentare di decapitare Bucchi, beccandosi cinque giornate di squalifica. Il posto da titolare, il buon Seba non lo vedrà più.

Le prestazioni di Abbiati, che si presenta in campo con una determinazione forse inattesa, convincono Zaccheroni a tenerlo tra i pali per tutto il girone di ritorno. Le sue parate sono fondamentali nella clamorosa rimonta rossonera alla Lazio di Eriksson, con tanto di sorpasso alla penultima giornata. E nella partita che sancisce la vittoria dello scudetto a Perugia c’è la sua firma.

Ad appena 22 anni e a neanche sei mesi dall’esordio in Serie A, Abbiati è il portiere del Milan scudettato e la società si fida così tanto di lui da non cercare un sostituto. Per altre tre stagioni difende i pali rossoneri, esordendo anche in Champions League. Poi però, nel 2002, il destino gli fa un brutto scherzo.

Un infortunio all’anca lo costringe a saltare i preliminari di Champions League contro lo Slovan Liberec e al suo posto gioca Dida, che si prende il posto da titolare. Dopo due campionati in prestito prima alla Juventus e poi al Torino, Abbiati rientra al Milan dove militerà fino al suo ritiro, tra alti e bassi.

A Venezia c’era Abbiati, a Salerno Daniele Balli

Daniele Balli è stato l’estremo difensore granata nella stagione 1997-98, conclusasi con la storica promozione in A, e nel campionato successivo, terminato con l’amara retrocessione in cadetteria.

Bravo coi piedi ed ultimo baluardo difensivo

Nel corso della sua esperienza a Salerno, Daniele Balli si mise in evidenza per le sue doti da libero aggiunto e di portiere abile con i piedi e fuori dai pali, qualità fondamentali per il portiere nel modulo pensato dall’allenatore Delio Rossi, il cui 4-3-3 richiedeva che il portiere di turno sapesse giocare abilmente coi piedi e fosse tempestivo nelle uscite.

Il numero uno toscano rispondeva perfettamente a queste richieste e non è un caso che proprio lui fosse uno dei pilastri della squadra della storica promozione in serie A.

A Salerno ed Empoli i suoi anni migliori

Balli arrivò a Salerno nel momento migliore della sua carriera. Reduce da una doppia promozione, dalla C1 alla A, conseguita ad Empoli tra il 1995 ed il 1997, riuscì a fare lo stesso con la Salernitana. I granata gli permisero di esordire con un anno di ritardo in quella massima serie che già aveva conquistato con l’Empoli l’anno prima. Balli disputò in maglia granata 67 gare, subendo 64 goal ma in ogni caso riuscendo a conquistare un importante pezzo di storia della Salernitana ed il cuore dei tifosi granata.

Il video saluto a SalernoSport24


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