giovedì 08 12 22
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Manita del Sassuolo, i granata affondano al Mapei

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Doveva essere la partita del riscatto, quella del rilancio in classifica e invece la Salernitana a Reggio Emilia è riuscita anche a fare peggio delle partite precedenti.

Partita indecorosa a Reggio Emilia

Il Sassuolo rifila un pokerissimo ai granata, dominando l’incontro fin dalle prime battute. Dopo un quarto d’ora di lancette neroverdi già avanti grazie ad un colpo di biliardo di Laurientè, retroguardia ospite che appare sfilacciata.

Il raddoppio è un regalo dell’arbitro Ferrieri Caputi, prima donna arbitro in serie A. Una performance non esaltante la sua, che finisce col contribuire a chiudere anzitempo il sipario a fine primo tempo.

Monologo dei padroni di casa anche nella ripresa: la Salernitana cede sotto i colpi ripetuti degli emiliani, che vanno in rete altre tre volte.

Granata irriconoscibili, incapaci di abbozzare una concreta reazione malgrado gli accorgimenti tattici e le sostituzioni del tecnico. Nicola passa al 4-2-3-1 ma la musica non cambia. La fase difensiva si è rivelata da film horror, sterile quella offensiva. È contestualmente anche vero che il trainer non ha a disposizione alternative pienamente pronte per dare linfa significativa all’undici in campo. Anche la brillantezza atletica non sembra essere un elemento in questo momento a favore della Salernitana, i cui calciatori spesso hanno sofferto l’agilità degli avversari. I granata sono andati spesso in affanno nel rincorrere gli emiliani, abili nei cambi di gioco e nel trafiggere la difesa come il burro.

Il 5-0 naturato al Mapei Stadium è assai amaro da accettare per i 5 mila tifosi accorsi al seguito della Bersagliera.

La fase di involuzione continua inesorabile 

L’involuzione tecnico-tattica avvenuta dopo la gara di Torino al momento appare inspiegabile, anche il piglio motivazionale non è più quello giusto. La fame di vittoria fa la differenza tra chi può ambire a posizioni di classifica tranquille e chi dovrà lottare nei bassifondi.

Ora servono riflessioni serie, ben ponderate e non condizionate solo dai risultati delle ultime giornate e dalle rete al passivo. Le dichiarazioni del DS De Sanctis hanno contribuito ad alimentare dubbi nella gestione tecnica e non hanno certo buttato acqua sul fuoco. La dirigenza è delusa dei risultati finora conseguiti.

È tempo di guardarsi negli occhi e lavorare a testa bassa con umiltà. La squadra deve risvegliarsi dal torpore e da questo momento di sfiducia e negatività, preparando al meglio la sfida delicata al Verona.

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