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Emanuele Calaiò: intervista al doppio ex di Salernitana-Spezia

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In vista della partita contro lo Spezia la nostra redazione ha contattato e intervistato Emanuele Calaiò, grande ex di entrambe le squadre. Una conversazione fatta di passato e presente

Emanuele Calaiò: “Giocare all’Arechi è…”

Dalla sfida di sabato alle 15 tra Salernitana e Spezia passa un pezzo della salvezza di entrambe le squadre. Abbiamo potuto parlarne con Emanuele Calaiò che ha giocato nel corso della sua carriera per entrambe le squadre. Nel momento in cui ha appeso gli scarpini al chiodo vestiva la maglia dei granata, con cui poi ha passato due anni in dirigenza.

Lui, nativo di Palermo, ma cresciuto calcisticamente a Napoli, nel gennaio 2019 decide di passare dal Parma alla Salernitana per avvicinarsi a casa. Un’esperienza bellissima dal suo punto di vista, con bei ricordi nonostante le sfortune del campo. 15 presenze totali con la maglia dei granata condite da due gol, ma con lo spettro degli infortuni a frenare la sua nuova avventura.


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Quali sono le emozioni del primo gol in granata e della sua ultima stagione tra i professionisti?

«Sicuramente Salerno è una bellissima piazza. Io volevo finire la mia carriera in una città calda e importante e – se c’era la possibilità – anche vicino casa. Fabiani e Lotito mi hanno dato l’opportunità di vestire la maglia granata, una maglia prestigiosa con un pubblico passionale e del sud. Ho dei bellissimi ricordi, anche se non ho giocato tanto perché in quell’anno ho avuto parecchi infortuni. Però, comunque, ci siamo tolti delle soddisfazioni salvandoci alla fine ai play-out con il Venezia. Giocare allo stadio “Arechi” è sempre una bella esperienza e mi hanno anche dato l’opportunità di fare due anni da dirigente».

Poteva essere la partita di Maggiore, purtroppo fermo per infortunio. Pensi che la sua sia un’assenza che può influire sulla partita?

«È un peccato. Quando giocavo a La Spezia lui era molto giovane e ha avuto una crescita esponenziale importante, dove ha avuto anche la convocazione in Nazionale. È un giocatore che può essere importante per tutte le squadre, perché ha sia qualità che quantità. Dà equilibrio al centrocampo, ha dei tempi di inserimento importanti oltre ad un bel tiro».

Cosa può dare in più ai granata?

«È un peccato che la Salernitana lo abbia perso per infortunio e secondo me questa è una partita a cui lui teneva tanto. Non perché lo Spezia è una sua ex squadra, ma proprio perché a Nicola serve un giocatore del suo calibro a centrocampo».

Quanto pensi sia migliorata la Salernitana da quando giocavi con lo Spezia e chi pensi abbia più chance tra le due di vincere nella prossima giornata?

«Come club e squadra dei miglioramenti ci sono stati assolutamente. La Salernitana ha cambiato società e pian piano stanno mettendo a posto tutti i tasselli. Nel campionato scorso hanno fatto un miracolo, grazie anche alla squadra fatta da Sabatini, e Nicola ha fatto un ottimo lavoro. Anche quest’anno l’andamento del campionato non è male. Lo Spezia è da due anni che sta facendo benissimo. Sarà uno scontro diretto tra due squadre che si devono salvare, quindi non sarà una partita apertissima. Potrebbe esserci un po’ di paura a livello tattico, ci può stare che la partita possa finire in pareggio, anche perché potrebbero non sbilanciarsi».

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