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Antonio Zito: “Ecco perché passai dall’Avellino alla Salernitana”

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Antonio Zito racconta il suo turbolento passaggio dall’Avellino alla Salernitana avvenuto nel gennaio del 2016. Il centrocampista classe ’86, attualmente svincolato dopo le esperienze con la Paganese in Serie C e col Nola in Serie D, si è lasciato andare ad un’intervista fiume realizzata dalla redazione di LacasadiC.com.

Zito, la rottura con l’Avellino e l’arrivo alla Salernitana

Nella sua lunga intervista concessa alla redazione di LacasadiC.com, Antonio Zito ricorda il momento della fine della sua avventura con l’Avellino e la decisione di sposare la causa della Salernitana. Una decisione sofferta, ma ponderata:

«L’addio all’Avellino non dipese dalla mia volontà. Quando il 2 giugno 2015 fummo eliminati in semifinale al Dall’Ara dal Bologna, l’allora presidente Walter Taccone promise che mi avrebbe rinnovato il contratto nel giro di qualche giorno. Quell’appuntamento non è mai stato realmente fissato, così ne feci una questione di principio. Inizio il ritiro, mi incrociò e mi disse: “Antonio, come stai? Ti vedo un po’ giù di morale”. Io risposi: “Tranquillo, presidente, presto ritroverò il sorriso, a gennaio sarò il primo ad andare via. Le ricordo che avevamo un incontro”. Lui rimase sorpreso e provò a sdrammatizzare: “Ma come? Abbiamo rischiato di fare la storia, dai, non fare così”. Poi scoppiò a ridere. La trovai una grave mancanza di rispetto. Per me la parola è sacra».

La frattura tra Zito e il presidente Taccone era ormai diventata insanabile, quindi, al centrocampista non rimaneva altro da fare che trovare una nuova sistemazione in vista del mercato di gennaio:

«Si interessarono il Pescara e lo Spezia, che veleggiavano nei quartieri alti della classifica. Un giorno il mio agente, Claudio Parlato, mi chiamò e mi disse che c’era anche la Salernitana. Presi un giornale, andai a vedere la classifica e vidi che erano quasi spacciati: a 7 punti dai playout, praticamente retrocessi a gennaio. Fu allora che sentii dentro che era quella la vera sfida di cui avevo bisogno. Ho sempre adorato prendermi le rogne».


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L’arrivo a Salerno e l’entrataccia che fece arrabbiare Fabiani

Voglia di rivalsa e nuovi stimoli convincono il centrocampista napoletano ad accettare la corte della Salernitana:

«Accettai la Salernitana e nel primo allenamento decisi di entrare in maniera dura su un compagno di squadra. Non mi piaceva perché aveva un atteggiamento negativo. Ero convinto che quel tipo di modo di fare svagato fosse uno dei problemi del gruppo e che se la Salernitana annaspava nei bassifondi della classifica era proprio a causa di quel modo di fare. Il DS Angelo Fabiani s’arrabbiò: “Antonio, ti ho preso per darmi una mano, non per mandarmi all’ospedale i giocatori”. Lo rassicurai: “Si fidi di me, questo è un messaggio per tutti i compagni che sono qui tanto per. Questa è la strada giusta per salvarci. Queste sono le corde da toccare”».

Zito s’impose subito come uno dei leader della squadra, ma c’era un conto in sospeso da regolare:

«La prima partita da giocare era Avellino-Salernitana, il 16 gennaio 2016. Ironia della sorte, con mister Tesser avversario. I tifosi vennero all’allenamento e si rivolsero a me: “Non ci importa dove hai giocato, basta che sudi questa maglia e per noi sarai un giocatore importante”. Quelle parole mi sono entrate nella testa perché le ho trovate intelligenti. Pensare alla propria squadra, innanzitutto. A Salerno i tifosi amano realmente la loro maglia prima di tutto».

Zito e il fumogeno “fumato” durante il derby

Il giorno tanto atteso è arrivato, Zito ritorna al “Partenio” da avversario. E l’accoglienza riservatagli dai suoi ex tifosi non è di certo tra le più commoventi:

«Ad Avellino presero il mio passaggio alla Salernitana come un tradimento, ma non era così. Due anni favolosi erano stati cancellati con un colpo di spugna. Quella giornata mi hanno insultato in un modo che non riesco nemmeno a spiegare, anziché riconoscere il contributo che avevo sempre dato per difendere la maglia biancoverde. In fondo, è più facile discriminare che apprezzare. E così, quando mi è arrivato tra i piedi un fumogeno dalla Curva, l’ho preso e ho fatto finta di iniziare a fumarlo come fosse un sigaro per lanciare un messaggio: “Per me è un lavoro, ma quando sono in campo sono un bambino. E quello che state facendo mi fa solo divertire”. Essere attaccato mi ha sempre caricato particolarmente».

Il derby venne vinto dall’Avellino per 1-0, ma la Salernitana riuscì comunque ad evitare la retrocessione in Serie C:

«Perdemmo quella partita, fu decisivo Marcello Trotta, ma alla fine ci salvammo realizzando un’impresa incredibile. Sono felice di aver fatto la mia parte anche segnando un gol che porto nel cuore, nel playout contro la Virtus Lanciano. Mi piace pensare che, se adesso la Salernitana è in A, è in piccola parte iniziato tutto da quella salvezza».

Infine, Zito ha chiuso parlando dell’attuale presidente granata Danilo Iervolino:

«Ho avuto il piacere di conoscere il presidente Danilo Iervolino in occasione della festa per i 103 anni dalla fondazione: l’ho trovato una persona eccellente, disponibile, affabile. Ha un bel progetto ed è il primo tifoso della Salernitana».

Antonio Zito ha vestito la maglia della Salernitana da gennaio 2016 a giugno 2018, collezionando 69 presenze condite da sette gol e cinque assist.

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