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Il Parma di Fabio Pecchia

Salernitana e Parma si affronteranno durante il secondo turno preliminare di Coppa Italia. Entrambe le squadre, quindi, avranno un match importante prima dell’inizio dei rispettivi campionati. I granata inizieranno la stagione, probabilmente, con l’obiettivo di una salvezza più tranquilla rispetto a quella della scorsa annata, mentre i crociati cercheranno la promozione in Serie A dalla Serie B.

Salernitana – Parma

La partita si giocherà domenica 7 agosto alle 21:00 allo stadio “Arechi” di Salerno. Il match si disputerà in casa del club di Serie A data la posizione più alta nella classifica del ranking rispetto al Parma. La Salernitana infatti occupa la diciassettesima posizione mentre i gialloblù la trentaduesima.

Nel pre-campionato i gialloblù hanno ottenuto due vittorie, contro Feralpisalò e Lecce e un pareggio contro la Sampdoria. In una Serie B arricchita dall’arrivo di Fabregas, Buffon e compagni proveranno a migliorare il risultato dell’anno scorso. Il loro campionato comincerà venerdì 12 agosto contro il Bari. Per quanto riguarda il club di Iervolino, invece, sono arrivati 3 pareggi, contro Schalke 04Hoffenheim e Galatasaray, oltre ad 1 vittoria contro il Wieczysta Krakow. Il 14 agosto scenderanno in campo per la prima di Serie A in casa contro la Roma.

Il Parma di Pecchia

C’è tanta curiosità per la partita di domenica contro la Salernitana. Dopo due anni tremendi il Parma di Fabio Pecchia ha fatto vedere cose interessanti nel mesetto di pre campionato. Buon gioco, pressing alto e ordinato e tanta voglia di riscatto in alcuni dei protagonisti attesi nella scorsa stagione. È vero che il calcio estivo vale quel che vale, ma chi ben comincia è a metà dell’opera si suol dire; i primi risultati del nuovo Parma sembrano quantomeno confortanti, nonostante sia chiaro che la rosa sia tutt’altro che al completo, soprattutto in attacco.

Se difesa e centrocampo possono considerarsi al completo (qualche dubbio sul ruolo di terzino sinistro ci sono, ma la società e anche mister Pecchia credono ciecamente in Oosterwolde), l’attacco è ancora un cantiere aperto, soprattutto per quanto riguarda le fasce. Dietro Man e Mihaila c’è quasi il vuoto. Daniele Iacoponi è un giovane di buone qualità, così come lo è Dario Sits, che peraltro sarebbe un 9 adattato; nessuno dei due sembra poter dare risposte sicure in un campionato complesso come quello di Serie B di quest’anno, motivo per cui degli ingressi sulle corsie laterali sono più che necessari. Il ruolo di Gennaro Tutino non è ancora ben definito, seppure l’ex Salernitana possa giocare sia come 9 che sulla fascia sinistra, ma qualcosa di più è necessario. Come è consigliabile l’inserimento di un nuovo attaccante centrale, nonostante l’abbondanza nel ruolo. Adrian Benedyczak può solo che migliorare dopo un buonissimo primo anno. Lo stesso Roberto Inglese, che è partito bene in questa prima parte, prima di fermarsi per Covid, ha tanta voglia di riscatto. Ma i due possono bastare specie se si considerano i reparti offensivi delle altre candidate a salire in Serie A: profondità di reparto e tanti gol garantiti, cosa che al momento l’attacco del Parma non può ancora garantire.

Moduli tattici principali

Due i moduli di riferimento su cui costruire la rosa gialloblù: il 4-2-3-1 (utilizzato a Cremona) sistema di gioco che Pecchia ha appreso dal suo “maestro” Rafael Benitez; il secondo modulo è il 4-3-3 utilizzato nell’esperienza sulla panchina dell’Hellas Verona (2016-17), culminata con la promozione in Serie A. Nel primo modulo Franco Vazquez (trequartista) sarebbe al centro del progetto, nel secondo un po’ meno.

Ultima “uscita” dei “ducali”

Confortanti le indicazioni dall’amichevole contro il Lecce. Venerdì scorso il successo in amichevole sul Lecce ha suscitato favorevoli impressioni nei tifosi crociati. Si vede già il tocco di Fabio Pecchia in termini di mentalità, atteggiamenti tattici e caratteriali, di pressing alto e contropressing mantenendo sempre alta la concentrazione in difesa.
Resta, però, la lacuna dell’uomo-gol a cui affidare l’attacco; da tre anni si aspetta il miglior Inglese, che è tuttora un’incognita;  sarebbe esagerato ricoprire di troppe responsabilità il giovane polacco Benedyczak, alto, forte e veloce ma con ampi margini di miglioramento. E la terza via porta a Tutino che, tuttavia, ora si sta alternando tra il ruolo di centravanti e quello di esterno, in attesa di rinforzi dal mercato.


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