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Mauro Facci: “Da Salerno a Napoli? Volevo restare. Addio scelta molto sofferta”

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L’ex difensore della Salernitana, Mauro Facci, ha parlato della situazione che sta vivendo il Cavalluccio in campionato e non solo. Ecco le sue parole in esclusiva ai microfoni di “news.superscommesse”.

Mauro Facci: “Volevo restare a Salerno”

Cinque anni con i colori granata. Mauro Facci vestì la casacca della Salernitana dal 1992 al 1997, prima di lasciare la città per unirsi al Napoli. L’ex difensore ha ripercorso quell’addio nell’intervista concessa a “news.superscommesse”. Inoltre, ha parlato della situazione che il club sta vivendo.


Potrebbe interessarti anche:


Sul campionato, sull’esonero di Inzaghi e sulla sconfitta contro l’Empoli

«La Salernitana, purtroppo, sta vivendo una stagione molto complicata e fa molto male vederla in queste difficoltà. Da quanto ho appreso, Sabatini non ha potuto disporre di un budget ampio come quello che ottenne al suo primo anno a Salerno. Ciò nonostante, ha fatto un grande lavoro riuscendo a portare sia nomi di prestigio, tra cui Boateng e Manolas, sia giovani molto promettenti. Ha alzato il livello della rosa e non è mai facile rivoluzionarla nel mercato di gennaio. Inzaghi si è impegnato ma non è riuscito a incidere positivamente sulla squadra. Sabatini ha puntato tutto su Liverani, che conosce molto bene da anni e in cui ha riposto la piena fiducia. L’intesa tra i due sarà la chiave di volta per cercare di risalire la classifica, già dalla prossima gara con l’Inter. Ci sono ancora molte partite, tra cui diversi scontri diretti. Il nuovo allenatore cercherà subito di dare un’identità alla squadra con un gioco propositivo. Sono tutti professionisti seri e ben consapevoli che sarà molto ardua ma le giocheranno tutte al meglio per ottenere il massimo dei punti. Non si arrenderanno e faranno di tutto per realizzare un altro miracolo sportivo, come accadde incredibilmente due anni fa. Me lo auguro di cuore, sarebbe come vincere uno Scudetto».

Sull’addio a Salerno, con il passaggio al Napoli

«Con il senno di poi, per quel che avvenne, non rifarei quella scelta. Però ora è facile a dirsi. Non fu un buon timing del mio percorso, proprio perché la stagione in cui approdai al Napoli si concluse con una tristissima retrocessione, mentre a Salerno gli stati d’animo erano opposti, con una promozione storica. Nel 1997 ero tra quei calciatori in scadenza di contratto. Il presidente, Aniello Aliberti, voleva tenermi a tutti i costi e aveva già pronto il rinnovo da tempo, ma non fui più considerato da qualche altro componente della società. Questa condizione mi portò a pensare al futuro altrove. Volevo restare a Salerno, perché mi trovavo benissimo. Quando arrivò l’offerta del Napoli, colsi l’occasione della Serie A. Fu una scelta molto sofferta, ma non potevo fare altrimenti».

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