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Salernitana, Delio Rossi: “Per come è arrivata, questa promozione è ancora più bella della mia”

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Una piacevole chiacchierata a telefono con Delio Rossi nella quale si è parlato dell’ultima promozione in A della Salernitana e della nuova stagione che aspetteranno i granata. Il Profeta ha definito “un capolavoro” quest’ultimo successo della Bersagliera che, a sua detta, per certi versi è stato anche più bello di quello che portava la sua firma.

Salernitana, Delio Rossi: “Primo anno sarà il più difficile”

Non ha certamente bisogno di presentazioni Delio Rossi, quantomeno non a Salerno. Parte dei suoi momenti sportivi migliori la città li ha vissuti con lui. Dalla magnifica promozione in B del 1994, a seguito dello 0-3 rifilato alla Juve Stabia, allo spettacolare ritorno in A, in pompa magna, del 1998 da leader indiscussi del campionato. Per queste onorevoli ragioni, in seno al golfo di Salerno, fu soprannominato Il Profeta.

Ma la carriera di Rossi non è stata soltanto Salerno. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo a trent’anni, comincia ad allenare partendo dai dilettanti del Torremaggiore. Nel giro di tre stagioni arriverà alla Salernitana, con la quale, alla prima esperienza tra i professionisti, ottiene la storica promozione in B del 1994. Ritornerà a Salerno nel 1997 guidando i granata in cima alla classifica del campionato cadetto; a maggio la classifica parla chiaro: è Serie A, a cinquantun anni dall’ultima apparizione del cavalluccio in massima serie. Nel mezzo un anno al Foggia ed uno al Pescara, il quale lotterà per gran parte della stagione per l’accesso alla A.

Dopodiché Genoa, ancora Pescara, Lecce e Atalanta. Con i salentini ottiene la sua seconda promozione al massimo torneo nel 2003. Nel 2005 approda alla nuova Lazio di Lotito e il sodalizio durerà fino al 2009, quando Rossi vincerà una storica Coppa Italia battendo in finale la Sampdoria. A novembre dello stesso anno approda sulla panchina del Palermo sfiorando il sogno Champions League. I rosanero restano quarti per buona parte della stagione ma alla fine saranno scavalcati sul più bello dalla Sampdoria di Del Neri.

Seguiranno le esperienze con Fiorentina, Sampdoria, Bologna (dove otterrà la terza promozione in A, nell’anno in cui Castori fece altrettanto con il Carpi), Levski Sofia, Palermo (dove sfiora la quarta promozione in A) ed infine una breve parentesi all’Ascoli all’inizio della stagione 2020-2021.

Salernitana Delio Rossi
Delio Rossi | ph: web

L’intervista

Finalmente ci siAmo. La Salernitana potrà godersi questa tanto attesa Serie A.

«È un momento molto bello per i tifosi, per la città e per la gente. Lo si attendeva da anni, è arrivata in maniera inaspettata. Allenatore, staff, giocatori e società hanno fatto un capolavoro incredibile».

Cosa serve per poter provare a consolidarsi in A?

«Questo sarà certamente l’anno più difficile, il passaggio dalla B alla A è sempre complicato. Non posso dirti io cosa serve, quel che conta è ciò che decideranno l’allenatore e la società».

Il nome di Radrizzani viene ancora accostato alla Salernitana. Eventualmente, con una proprietà di questo spessore viene spontaneo sognare qualcosa in più.

«Non lo conosco bene. Ma anche qui la cosa più importante è che ci sia una società solida, persone che non pensino soltanto ai loro interessi ma anche al bene del territorio e dei tifosi. Con una società solida puoi anche tornare in B e pensare di risalire, avrai sempre un futuro».

Tornerebbe a Salerno? Magari per ricoprire un nuovo ruolo.

«Sono tornato spesso dove sono stato bene; vedi Foggia, vedi Palermo. Anche a Salerno sono stato bene per cui non vedo ragioni, eventualmente, per non tornare».

Dalla primavera del Foggia alla promozione in B con la Salernitana al primo anno tra i professionisti. È diventato un idolo per due piazze molto calde.

«Non mi sono mai sentito un idolo. Ho sempre e solo cercato di fare bene il mio lavoro. Chi la Domenica viene allo stadio a vedere la partita non è meno intelligente di noi, facciamo soltanto dei lavori diversi. Ho sempre cercato di immedesimarmi nei panni di queste persone affinché potessero sentirsi rappresentati dalle mie squadre e soddisfatti di esse, questa è una cosa che mi viene riconosciuta da più parti».

Parallelismi tra questa e la sua promozione?

«Nessuno. Sono due squadre completamente diverse, due epoche ed un calcio diversi. Noi vincemmo il campionato praticamente a marzo, qui la promozione è avvenuta all’ultima giornata lasciando col fiato sospeso tutti. Per certi versi, secondo me, questa è ancora più bella per come è arrivata».

 


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