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La Salernitana è di Danilo Iervolino, le responsabilità pure

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Giorni caotici in casa Salernitana. Si va dalla delusione di un campionato che, a meno di sorprese, ripoterà i granata in Serie B alle frecciatine di Iervolino all’indirizzo di Morgan De Sanctis il quale scegli la via del tempo.

La Salernitana è di Iervolino… o di De Sanctis?

Peggior domanda non poteva nascere in questo periodo, soprattutto per la nebulosa che avvolge Salerno e il destino di un club. Annata disgraziata, perché una retrocessione non può che dar questo. Invece no, potrebbe non esserlo perché la dignità è cosa rara, ma pare che solo Salerno ne sia pregna, insomma, sembra che manchi laddove si dovrebbe mirare al futuro e dire “non preoccupatevi, è andata così, ma ritorneremo più forti di prima. Le responsabilità ci sono e faremo meglio”.

La comunicazione viene meno

Chissà se questa frase esiste nella concezione della comunicazione di chi ha il timone del club. Non gli si può lamentare molto dopo tutto: quel 23 dicembre la Salernitana era a più che un passo dal baratro. Ma che dire, anche in quel caso poco male. Se l’uva è acerba la Salernitana affonderà e risorgerà sempre con dignità, senza guardare troppo al passato come si fa altrove. Perché l’importante è altro. Ecco. Allora laddove si legge che i guai li ha causati tutti Boulaye Dia, tutti Morgan De Sanctis… non si può che storcere il naso e chiedersi “Di chi è questo club? Chi comanda?”. Ok affidarsi, ma non si possono delegare le cause a questo e quello, o meglio guardare all’esterno rispetto a quella che è la responsabilità decisionale.

Per cui…

Torniamo un attimo tutti con i piedi per terra e riavvolgiamo alcuni dei punti salienti che hanno determinato un campionato da dimenticare. A tutto ciò si pensi che non sia tanto la retrocessione a far male (fa parte del gioco), quanto i modi.

  • Paulo Sousa ha sbagliato nel chiedere qualcosa che gli era stata promessa e poi non gli è stata data? Vorrei ben vedere allora se non avesse preso in considerazione una qualsivoglia offerta. Certo, l’abnegazione con cui ha allenato la squadra probabilmente non era la stessa dell’inizio dell’esperienza a Salerno, ma la primavera passa una sola volta: allenatore sfiduciato dall’atteggiamento sul mercato deciso dal presidente.
  • Boulaye Dia (leggi Mazzocchi) ha sbagliato nel pensare di meritare una vetrina come la Premier League? I modi da professionista saranno venuti meno, ma ad un certo punto forse serviva fare di tutto per liberarsi di un giocatore ormai mentalmente inadatto al contesto di una squadra che si deve salvare.
  • Tutti felici senz’altro del ritorno di una figura statuaria come Walter Sabatini, ma… delegittimare il lavoro di chi hai scelto tu (Iervolino) e responsabilizzarlo della causa degli errori di mercato, insomma, fa tanto ADL, e non è certo un bell’esempio. Il tempo è galantuomo, l’ex DS non risponde, ma SalernoSport24 c’era il giorno in cui alla domanda “Se è stato proposto alla Salernitana, perché non è arrivato Soulè?”, De Sanctis disse “…le condizioni non ci soddisfacevano”. Tradotto: “non soddisfacevano il club”. Non soddisfacevano la volontà di costruire qualcosa di proprio. Nulla da appuntare, nobilissimo. Ma sei la Salernitana, ne devi mangiare di pane per sederti al tavolo dei grandi.

Per cui che gli errori si accettino, senza delegare ad altri le proprie responsabilità. Così si diventa grandi a Salerno.

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