domenica 03 03 24
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Roberto Breda su Salerno, Nicola e i granata in vista dell’ultima partita

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Intervista a Roberto Breda prima della gara decisiva per la Salernitana in programma domani allo stadio “Arechi”.

Intervista Roberto Breda, ex granata

In vista dell’ultima gara di campionato, valida per stabilire se i granata continueranno a competere in Serie A anche nel corso della prossima stagione, la nostra redazione ha avuto modo di intervistare un ex storico della Salernitana: Roberto Breda. Vediamo le sue considerazioni a caldo prima del rush finale.

Sia lei che Vittorio Tosto, avete parlato di Salerno come della città che vi ha reso uomini prima e calciatori poi. Crede che sia una palestra di vita soprattutto per i giovani calciatori che vi giungono?

«Salerno è una piazza in cui si amplifica ogni tipo di emozione. Il contesto è impegnativo, ma bisogna avere carattere per entrare allo stadio ”Arechi”. Ricordo la mia prima volta. Ero un pò demoralizzato, credevo che la Serie C non mi avrebbe recato grandi soddisfazioni. Quel giorno mi sono sentito in A; è stata un’emozione molto forte che mi ha provocato entusiasmo e fatto sentire ‘presente’».

Cosa pensa dei giovani calciatori in maglia granata?

«Basti pensare a Ederson, Coulibaly e Bohinen. Stanno facendo molto bene e con personalità. Dimostrare carattere soprattutto in situazioni difficili, è un requisito indispensabile per indossare quella maglia».

Oltre a un allenamento mirato, tattica, esercitazioni fisiche: quanto conta la mentalità per un calciatore in situazioni difficili?

«Esistono due tipi di mentalità: la mentalità di gruppo e quella del ragazzo. Per quel che riguarda la prima, Nicola ne è stato il fautore. Ha creato un gruppo e la convinzione che solo insieme, nelle difficoltà e senza mollare, si possono raggiungere dei risultati. La seconda ha a che fare con lo spirito del singolo giocatore. Ci sono quelli pronti a rischiare, determinati e combattivi e quelli del ‘giovedì’, che magari rendono solo in allenamento e molto meno in campo. I granata sono giunti ad una mentalità di gruppo da marzo ad oggi».

Una parola per descrivere questo finale di stagione

«Per me è una frase: “Nulla è scontato”. Continuo a dire che il merito è di Davide Nicola. Mi è piaciuto molto il suo operato e il suo trascinare tutta la squadra in questa impresa».


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Intervista a Roberto Breda prima della gara decisiva per la Salernitana in programma domani allo stadio “Arechi”.

Intervista Roberto Breda, ex granata

In vista dell’ultima gara di campionato, valida per stabilire se i granata continueranno a competere in Serie A anche nel corso della prossima stagione, la nostra redazione ha avuto modo di intervistare un ex storico della Salernitana: Roberto Breda. Vediamo le sue considerazioni a caldo prima del rush finale.

Sia lei che Vittorio Tosto, avete parlato di Salerno come della città che vi ha reso uomini prima e calciatori poi. Crede che sia una palestra di vita soprattutto per i giovani calciatori che vi giungono?

«Salerno è una piazza in cui si amplifica ogni tipo di emozione. Il contesto è impegnativo, ma bisogna avere carattere per entrare allo stadio ”Arechi”. Ricordo la mia prima volta. Ero un pò demoralizzato, credevo che la Serie C non mi avrebbe recato grandi soddisfazioni. Quel giorno mi sono sentito in A; è stata un’emozione molto forte che mi ha provocato entusiasmo e fatto sentire ‘presente’».

Cosa pensa dei giovani calciatori in maglia granata?

«Basti pensare a Ederson, Coulibaly e Bohinen. Stanno facendo molto bene e con personalità. Dimostrare carattere soprattutto in situazioni difficili, è un requisito indispensabile per indossare quella maglia».

Oltre a un allenamento mirato, tattica, esercitazioni fisiche: quanto conta la mentalità per un calciatore in situazioni difficili?

«Esistono due tipi di mentalità: la mentalità di gruppo e quella del ragazzo. Per quel che riguarda la prima, Nicola ne è stato il fautore. Ha creato un gruppo e la convinzione che solo insieme, nelle difficoltà e senza mollare, si possono raggiungere dei risultati. La seconda ha a che fare con lo spirito del singolo giocatore. Ci sono quelli pronti a rischiare, determinati e combattivi e quelli del ‘giovedì’, che magari rendono solo in allenamento e molto meno in campo. I granata sono giunti ad una mentalità di gruppo da marzo ad oggi».

Una parola per descrivere questo finale di stagione

«Per me è una frase: “Nulla è scontato”. Continuo a dire che il merito è di Davide Nicola. Mi è piaciuto molto il suo operato e il suo trascinare tutta la squadra in questa impresa».


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Sia lei che Vittorio Tosto, avete parlato di Salerno come della città che vi ha reso uomini prima e calciatori poi. Crede che sia una palestra di vita soprattutto per i giovani calciatori che vi giungono?

«Salerno è una piazza in cui si amplifica ogni tipo di emozione. Il contesto è impegnativo, ma bisogna avere carattere per entrare allo stadio ”Arechi”. Ricordo la mia prima volta. Ero un pò demoralizzato, credevo che la Serie C non mi avrebbe recato grandi soddisfazioni. Quel giorno mi sono sentito in A; è stata un’emozione molto forte che mi ha provocato entusiasmo e fatto sentire ‘presente’».

Cosa pensa dei giovani calciatori in maglia granata?

«Basti pensare a Ederson, Coulibaly e Bohinen. Stanno facendo molto bene e con personalità. Dimostrare carattere soprattutto in situazioni difficili, è un requisito indispensabile per indossare quella maglia».

Oltre a un allenamento mirato, tattica, esercitazioni fisiche: quanto conta la mentalità per un calciatore in situazioni difficili?

«Esistono due tipi di mentalità: la mentalità di gruppo e quella del ragazzo. Per quel che riguarda la prima, Nicola ne è stato il fautore. Ha creato un gruppo e la convinzione che solo insieme, nelle difficoltà e senza mollare, si possono raggiungere dei risultati. La seconda ha a che fare con lo spirito del singolo giocatore. Ci sono quelli pronti a rischiare, determinati e combattivi e quelli del ‘giovedì’, che magari rendono solo in allenamento e molto meno in campo. I granata sono giunti ad una mentalità di gruppo da marzo ad oggi».

Una parola per descrivere questo finale di stagione

«Per me è una frase: “Nulla è scontato”. Continuo a dire che il merito è di Davide Nicola. Mi è piaciuto molto il suo operato e il suo trascinare tutta la squadra in questa impresa».


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