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Buon gestore, pessimo comunicatore: ecco le impressioni della stampa su Inzaghi

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Pippo Inzaghi è stato sempre divisivo, sia da calciatore che da allenatore. In quest’ultima veste è riuscito ad ottenere ottimi risultati tra C e B, ma non sono mancate le critiche alla sua gestione.

Le impressioni su Pippo Inzaghi

La nostra Redazione ha raccolto le dichiarazioni di alcuni colleghi che hanno seguito attentamente Pippo Inzaghi durante le sue precedenti esperienze. I pareri sono, tutto sommato, abbastanza positivi, ma è evidente che manchi ancora qualcosa per definirlo un allenatore di sicuro affidamento. Tra l’altro, nessuno ha potuto osservarlo da subentrato.


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Il primo collega intervenuto sull’argomento è stato Vincenzo Corbetta di Brescia Oggi.

«Per me, Inzaghi è stato una grande occasione persa dal Brescia. Si veniva dall’addio di Clotet e c’era molta delusione, ma lui è riuscito a riportare entusiasmo. Certo, durante gli allenamenti la squadra non lavorava molto, tant’è che nella seconda parte della stagione il Brescia ebbe un calo clamoroso. Inoltre, dovrebbe avere un po’ di coraggio in più nel tentare di proporre gioco, però, tutto sommato, lo ritengo un buon allenatore, anche se non saprei come valutarlo in corsa».

Il secondo ad intervenire è stato il beneventano Fabio Tarallo di Anteprima 24.

«Ha pregi e difetti. Tra i suoi pregi c’è sicuramente una buona capacità di gestione del gruppo: è uno che si fa seguire e riesce a farsi ascoltare dai giocatori. Poi ha spesso idee innovative e riesce a metterle in campo. La sua è stata una delle migliori gestioni degli ultimi anni. Tra i difetti abbiamo una scarsa propensione alle variazioni: faceva sempre gli stessi cambi, quasi mai prima del 70′. Inoltre, non è un gran comunicatore e lo si è visto in Serie A, quando tendeva a spegnere allarmi che sarebbe stato il caso di ascoltare».

Il terzo intervento è stato quello di Giuseppe Malaguti di La Nuova Venezia (e caporedattore per Tuttoveneziasport).

«A Venezia ha fatto molto bene. È un allenatore meticoloso, quasi maniacale e, a livello tattico, legge molto bene le partite: in B questo ha fatto la differenza. Inoltre, si fa voler bene dai calciatori ed è attentissimo nella crescita dei giovani (vedi Fabbian l’anno scorso). Certo, in Serie A non ha mai fatto bene, ma questa potrebbe essere una prova di maturità per lui: secondo me, può essere l’uomo giusto per la Salernitana».

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