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Paulo Sousa in conferenza stampa dal “Mary Rosy”

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Tutto pronto per la conferenza stampa di Paulo Sousa che si terrà in questa settimana. Il tecnico granata presenterà la sfida di domani tra Torino e Salernitana.

Sousa dal Mary Rosy per Torino-Salernitana

Sarà un match totalmente a tinte granata quello che si giocherà domani allo stadio Olimpico “Grande Torino”. In particolare, i campani cercheranno di riscattare le ultime tre uscite contro la squadra di Juric al termine delle quali sono arrivati un pari e due sconfitte. Paulo Sousa, alle 12:30, presenterà l’ostica trasferta piemontese. Come di consueto, sarà possibile seguire la diretta testuale della conferenza qui su SalernoSport24.

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«La fortuna arriva quando lavori per averla. Anche i grandi campioni ne hanno bisogno, quando ci sono grandi differenze tattiche la fortuna può aiutare. Contro l’Inter nel secondo tempo siamo riusciti a mettere in difficoltà grandi campioni. Ogni partita è importante, Juric ha più di 70 panchine con il Torino, si tratta di una squadra costruita bene e con grande intensità. Juric sta cercando di migliorare sotto il punto di vista difensivo, ci sono dei momenti in cui loro difendono in copertura. Sono organizzati e difficili da battere, cercheremo di analizzarli, stiamo cercando di csotruire una nostra identità. Non possiamo avere una strategia simile alla precedente perché il Torino è molto diverso dall’Inter. Dobbiamo fare attenzione al ‘terzo uomo’ e dovremo avere una intensità sempre alta».

«Fazio, Crnigoj e Maggiore non ci saranno. Tutte le squadre hanno dei punti deboli ma noi dobbiamo analizzare anche i nostri. Non ci saranno molte novità, stiamo valutando l’inserimento di un centrocampista in più. Nella fase iniziale di una gara possiamo inserire più punte. Io giocherei sempre con tre punte per inserire un giocatore come Bonazoli ma il risultato e le caratteristiche della rosa non mi permettono di compiere determinate scelte. Contro l’Inter avevamo bisogno di giocatori che ci aiutassero a salire come Piatek e ci siamo riusciti bene. Ho pensato anche di poter vincere quella gara, anche Dia è importante perché può dare spunti in più. Botheim sta crescendo e potrà avere più spazio».

«I cinque pareggi non sono un caso, ci mancano minimo due punti in più. Contro Bologna e Sampdoria avremmo meritato la vittoria. La squadra lavora sempre per vincere, abbiamo voglia di arrivare alla salvezza. Voglio una squadra che non sappia solo mettere in difficoltà gli avversari ma anche farli male sulle transizioni. Recuperare i palloni in fase offensiva è determinante. Come allenatore mi piace vedere le mie squadre le più alte possibile. Per quanto riguarda il possesso palla e l’organizzazione offensiva siamo più verticali rispetto alle mie abitudini per una questione di caretteristiche dei giocatori. Stiamo andando molto bene e voglio vedere questo nelle prossime gare. Fino alla fine sarà difficile, c’è tanta competitività in questa Serie A e ciò dimostra la crescita del campionato».

«Mazzocchi non è pronto per giocare dall’inizio. Le scelte dipenderanno dall’evoluzione della gara. Sulle fasce stiamo provando altre soluzioni perché in alcune gare abbiamo bisogno di qualcosa di diverso».

«Kastanos è un ragazzo intelligente sul piano tecnico. Lui può giocare da trequartista, da centrocampista sia a tre che a due, da esterno quando abbiamo terzini che spingono. Kastanos è sempre disponibile, in tutto serve un processo di crescita. Noi con lui abbiamo lavorato su diverse posizioni e in più ha un buon feeling con Candreva».

«Troost-Ekong si sente più sicuro nella difesa a tre perché ha sempre uno dei braccetti che lavora in anticipo. Le decisioni, in questo caso, sono più semplici. Nel mio gioco tutti e tre i difensori hanno un ruolo fondamentale, soprattutto i braccetti. William è un buon giocatore con delle caratteristiche importanti, domani lui come Lovato potranno darci una grande mano».

«Noi lavoriamo molto sulla chiusura degli spazi interiori. Sia Bradaric che Mazzocchi, ma anche Sambia che è un giocatore molto attivo, lavorano bene sui concetti individuali. Contro l’Inter abbiamo dato la possibilità agli esterni di chiudere gli spazi ma purtoppo non ci siamo riusciti. Io cambio sempre dalla paura verso il coraggio, voglio che Bradaric abbia il coraggio di mettere in difficoltà l’avversario».

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