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Frosinone, Emanuele Cicerelli: “A Salerno ho provato emozioni fortissime”

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Emanuele Cicerelli, classe ’94, attualmente centrocampista del Frosinone, si racconta ad assistperfetto.it.

Frosinone, Cicerelli: “La promozione l’emozione più grande”

Nel 2017 gioca con la maglia della Salernitana, per soli sei mesi, collezionando tre presenze. Tre anni più tardi, nel 2020 ritorna nel club granata in prestito dalla Lazio. La scorsa stagione ha collezionato 31 presenze siglando tre reti e tre assist ed ottenendo la promozione in A.

Su Castori…

«Castori ha un modo diverso rispetto a Grosso di preparare le partite, mi reputava un giocatore di squilibrio. Avevamo trovato il nostro equilibrio nell’essere compatti, rischiare poco. Poi al 60′ avevamo più benzina degli altri e mi buttava dentro, esterno o attaccante cambiava poco».

Sul ritardo di condizione fisica…

«Il ritardo di condizione c’è, per motivi abbastanza strani ci siamo ritrovati a Formello fuori rosa dopo aver vinto un campionato per un mese. Ci veniva detto che dovevamo tornare a Salerno, che la società sarebbe stata venduta. Io Casasola, Gondo (che poi è tornato a Salerno), Lombardi abbiamo aspettato parecchio e la situazione è diventata paradossale, potevamo anche restare fermi. Abbiamo spinto per andare via, io e Casasola potevamo venire qui prima ma siamo arrivati a fine agosto. Il primo luglio sarei dovuto andare alla Salernitana, dopo 15-20 giorni mi sono stancato di stare a Formello. Io avevo detto che se non c’era la possibilità di andare a Salerno volevo tornare in B».

Sulle emozioni di conquistare una promozione con la Salernitana…

«A Salerno ho provato emozioni fortissime, la promozione è stata l’emozione più grande, ho i brividi solo a parlarne, è stata la ciliegina sulla torta. In una piazza come Salerno, dove saremo per sempre ricordati…andavamo dopo la vittoria in giro per strada e un altro po’ facevi fatica a camminare. In quella piazza si sente veramente tanto, quando sei in piazze così è veramente qualcosa di indescrivibile».


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Nel 2017 gioca con la maglia della Salernitana, per soli sei mesi, collezionando tre presenze. Tre anni più tardi, nel 2020 ritorna nel club granata in prestito dalla Lazio. La scorsa stagione ha collezionato 31 presenze siglando tre reti e tre assist ed ottenendo la promozione in A.

Su Castori…

«Castori ha un modo diverso rispetto a Grosso di preparare le partite, mi reputava un giocatore di squilibrio. Avevamo trovato il nostro equilibrio nell’essere compatti, rischiare poco. Poi al 60′ avevamo più benzina degli altri e mi buttava dentro, esterno o attaccante cambiava poco».

Sul ritardo di condizione fisica…

«Il ritardo di condizione c’è, per motivi abbastanza strani ci siamo ritrovati a Formello fuori rosa dopo aver vinto un campionato per un mese. Ci veniva detto che dovevamo tornare a Salerno, che la società sarebbe stata venduta. Io Casasola, Gondo (che poi è tornato a Salerno), Lombardi abbiamo aspettato parecchio e la situazione è diventata paradossale, potevamo anche restare fermi. Abbiamo spinto per andare via, io e Casasola potevamo venire qui prima ma siamo arrivati a fine agosto. Il primo luglio sarei dovuto andare alla Salernitana, dopo 15-20 giorni mi sono stancato di stare a Formello. Io avevo detto che se non c’era la possibilità di andare a Salerno volevo tornare in B».

Sulle emozioni di conquistare una promozione con la Salernitana…

«A Salerno ho provato emozioni fortissime, la promozione è stata l’emozione più grande, ho i brividi solo a parlarne, è stata la ciliegina sulla torta. In una piazza come Salerno, dove saremo per sempre ricordati…andavamo dopo la vittoria in giro per strada e un altro po’ facevi fatica a camminare. In quella piazza si sente veramente tanto, quando sei in piazze così è veramente qualcosa di indescrivibile».


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Su Castori…

«Castori ha un modo diverso rispetto a Grosso di preparare le partite, mi reputava un giocatore di squilibrio. Avevamo trovato il nostro equilibrio nell’essere compatti, rischiare poco. Poi al 60′ avevamo più benzina degli altri e mi buttava dentro, esterno o attaccante cambiava poco».

Sul ritardo di condizione fisica…

«Il ritardo di condizione c’è, per motivi abbastanza strani ci siamo ritrovati a Formello fuori rosa dopo aver vinto un campionato per un mese. Ci veniva detto che dovevamo tornare a Salerno, che la società sarebbe stata venduta. Io Casasola, Gondo (che poi è tornato a Salerno), Lombardi abbiamo aspettato parecchio e la situazione è diventata paradossale, potevamo anche restare fermi. Abbiamo spinto per andare via, io e Casasola potevamo venire qui prima ma siamo arrivati a fine agosto. Il primo luglio sarei dovuto andare alla Salernitana, dopo 15-20 giorni mi sono stancato di stare a Formello. Io avevo detto che se non c’era la possibilità di andare a Salerno volevo tornare in B».

Sulle emozioni di conquistare una promozione con la Salernitana…

«A Salerno ho provato emozioni fortissime, la promozione è stata l’emozione più grande, ho i brividi solo a parlarne, è stata la ciliegina sulla torta. In una piazza come Salerno, dove saremo per sempre ricordati…andavamo dopo la vittoria in giro per strada e un altro po’ facevi fatica a camminare. In quella piazza si sente veramente tanto, quando sei in piazze così è veramente qualcosa di indescrivibile».


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