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Soligo contento e dal cuore conteso: “Contento per la promozione di Salernitana e Venezia”

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Abbiamo avuto il piacere di sentire, Evans Soligo, ex centrocampista e capitano di Salernitana e Venezia, attuale vice allenatore della formazione primavera neroarancioverde.

Salernitana, Soligo: “A Salerno cinque anni unici”

Evans Soligo, classe ’79 natio di Maghera, e attuale vice allenatore proprio della formazione primavera del Venezia. Per l’ex centrocampista veneziano un legame importante anche con la città di Salerno, avendo vissuto cinque stagioni importanti con la maglia della Salernitana, indossandone anche la fascia di capitano e conquistando una promozione in Serie B nella stagione 2007-2008.

Una stagione da ricordare per l’ex capitano granata, quella appena conclusasi, ancora emozionato per la vittoria della sua squadra nel doppio confronto, in finale play-off con il Cittadella e il raggiungimento di una fantastica promozione, conseguita proprio come ventitré anni fa a braccetto con la Salernitana.

Una grande soddisfazione per lei, innanzitutto da veneziano e poi come ex calciatore e capitano di Salernitana e Venezia.

«Un’emozione forte, unica, dopo aver visto la promozione della Salernitana, speravo davvero nel ripetersi della storia cosi come successe nel ’98, e cosi è stato. Pensando che solo due anni fa ci giocavamo la permanenza in categoria, ad oggi rivedersi insieme nel massimo campionato è una cosa indescrivibile, fantastica. Se poi pensiamo che ad inizio campionato sembrava un obbiettivo “proibitivo” per entrambe le società, a cui sono molto legato sia professionalmente che affettivamente, la gioia è doppia».

Cinque stagioni importanti per lei a Salerno, indossando anche la fascia da capitano e conquistando una promozione da protagonista, che ricordi ha di quell’esperienza?

«Un rapporto che rimane sempre vivo, ho ancora amici a Salerno, sono stati cinque anni pieni sia a livello professionale che umano, le varie situazioni che si sono susseguite, nel bene e nel male, mi hanno formato molto anche come persona. Salerno mi ha dato tanto ed ho sempre cercato di ricambiare l’affetto dei tifosi sul campo. Un’esperienza davvero importante e positiva».

Castori è stato autore di una vera e proprio impresa, il tecnico marchigiano è stato suo allenatore proprio a Salerno nel 2008.

«Si il primo anno di Serie B. Una persona vera, schietta, convinta del suo credo calcistico e  riusciva a trasmetterci a noi calciatori tutta la sua carica agonistica. Un vero e proprio condottiero e un grande comunicatore con i suoi calciatori».


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Una stagione da ricordare per l’ex capitano granata, quella appena conclusasi, ancora emozionato per la vittoria della sua squadra nel doppio confronto, in finale play-off con il Cittadella e il raggiungimento di una fantastica promozione, conseguita proprio come ventitré anni fa a braccetto con la Salernitana.

Una grande soddisfazione per lei, innanzitutto da veneziano e poi come ex calciatore e capitano di Salernitana e Venezia.

«Un’emozione forte, unica, dopo aver visto la promozione della Salernitana, speravo davvero nel ripetersi della storia cosi come successe nel ’98, e cosi è stato. Pensando che solo due anni fa ci giocavamo la permanenza in categoria, ad oggi rivedersi insieme nel massimo campionato è una cosa indescrivibile, fantastica. Se poi pensiamo che ad inizio campionato sembrava un obbiettivo “proibitivo” per entrambe le società, a cui sono molto legato sia professionalmente che affettivamente, la gioia è doppia».

Cinque stagioni importanti per lei a Salerno, indossando anche la fascia da capitano e conquistando una promozione da protagonista, che ricordi ha di quell’esperienza?

«Un rapporto che rimane sempre vivo, ho ancora amici a Salerno, sono stati cinque anni pieni sia a livello professionale che umano, le varie situazioni che si sono susseguite, nel bene e nel male, mi hanno formato molto anche come persona. Salerno mi ha dato tanto ed ho sempre cercato di ricambiare l’affetto dei tifosi sul campo. Un’esperienza davvero importante e positiva».

Castori è stato autore di una vera e proprio impresa, il tecnico marchigiano è stato suo allenatore proprio a Salerno nel 2008.

«Si il primo anno di Serie B. Una persona vera, schietta, convinta del suo credo calcistico e  riusciva a trasmetterci a noi calciatori tutta la sua carica agonistica. Un vero e proprio condottiero e un grande comunicatore con i suoi calciatori».


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Una stagione da ricordare per l’ex capitano granata, quella appena conclusasi, ancora emozionato per la vittoria della sua squadra nel doppio confronto, in finale play-off con il Cittadella e il raggiungimento di una fantastica promozione, conseguita proprio come ventitré anni fa a braccetto con la Salernitana.

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«Un’emozione forte, unica, dopo aver visto la promozione della Salernitana, speravo davvero nel ripetersi della storia cosi come successe nel ’98, e cosi è stato. Pensando che solo due anni fa ci giocavamo la permanenza in categoria, ad oggi rivedersi insieme nel massimo campionato è una cosa indescrivibile, fantastica. Se poi pensiamo che ad inizio campionato sembrava un obbiettivo “proibitivo” per entrambe le società, a cui sono molto legato sia professionalmente che affettivamente, la gioia è doppia».

Cinque stagioni importanti per lei a Salerno, indossando anche la fascia da capitano e conquistando una promozione da protagonista, che ricordi ha di quell’esperienza?

«Un rapporto che rimane sempre vivo, ho ancora amici a Salerno, sono stati cinque anni pieni sia a livello professionale che umano, le varie situazioni che si sono susseguite, nel bene e nel male, mi hanno formato molto anche come persona. Salerno mi ha dato tanto ed ho sempre cercato di ricambiare l’affetto dei tifosi sul campo. Un’esperienza davvero importante e positiva».

Castori è stato autore di una vera e proprio impresa, il tecnico marchigiano è stato suo allenatore proprio a Salerno nel 2008.

«Si il primo anno di Serie B. Una persona vera, schietta, convinta del suo credo calcistico e  riusciva a trasmetterci a noi calciatori tutta la sua carica agonistica. Un vero e proprio condottiero e un grande comunicatore con i suoi calciatori».


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