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De Sanctis: “Ho sbagliato a trattenere Dia”

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Il Direttore Sportivo della Salernitana Morgan De Sanctis ha rilasciato un’intervista fiume al Corriere dello Sport, dove ha parlato di mercato, campionato e anche di Paulo Sousa.

De Sanctis: “Possiamo salvarci, non è ammessa la resa”

Un Morgan De Sanctis in piena quello presentatosi dinanzi ai microfoni del Corriere dello Sport. Il DS granata ha parlato di un po’ di tutto, partendo dal momento poco felice attraversato dalla squadra fino a passare per il mercato e Paulo Sousa.


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Il dirigente abruzzese crede ancora nella salvezza, soprattutto grazie al fatto che l’ossatura della squadra sia rimasta pressoché identica a quella dello scorso anno:

«Siamo i soliti di un anno fa. Non abbiamo un organico inferiore alle cinque squadre che con noi si giocheranno la salvezza. Errori? Non sottovaluterei la voglia di andare via di qualcuno».

Già, la voglia di andare via di qualcuno, perché i casi di Dia al Wolverhampton e Paulo Sousa al Napoli hanno condizionato non poco la turbolenta estate granata:

«Il rapporto con Sousa è diventato un amore viziato e ha prodotto scompensi. La mancata cessione di Dia è stata un errore. Qualcuno aggiungerà anche “perché acquistarlo?”, ma è stato il nostro centravanti principe. L’ultimo giorno di mercato, pur volendo, non avremmo potuto fare niente per sostituirlo ed è spuntata un’offerta irricevibile dall’Inghilterra. Cosa avrebbero detto di me o di noi se avessi compiuto quell’operazione?».

La salvezza è ancora possibile e guai ad arrendersi, soprattutto se si parla di resa davanti a Iervolino e ad Inzaghi:

«Il lavoro di Inzaghi sta cominciando a prendere forma. Non ho mai pensato di dimettermi, sarebbe come sfuggire dalle responsabilità. Ho sempre avvertito la fiducia del presidente, ci confrontiamo quotidianamente. Lui come me sa che possiamo farcela. Non è ammessa la resa, la squadra deve rendere conto che i margini per la salvezza cui sono e devono essere sfruttati».

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De Sanctis: “Possiamo salvarci, non è ammessa la resa”

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La salvezza è ancora possibile e guai ad arrendersi, soprattutto se si parla di resa davanti a Iervolino e ad Inzaghi:

«Il lavoro di Inzaghi sta cominciando a prendere forma. Non ho mai pensato di dimettermi, sarebbe come sfuggire dalle responsabilità. Ho sempre avvertito la fiducia del presidente, ci confrontiamo quotidianamente. Lui come me sa che possiamo farcela. Non è ammessa la resa, la squadra deve rendere conto che i margini per la salvezza cui sono e devono essere sfruttati».

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La salvezza è ancora possibile e guai ad arrendersi, soprattutto se si parla di resa davanti a Iervolino e ad Inzaghi:

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