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La conferenza stampa della Salernitana: tra tensione e programmazione

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Si è conclusa da pochi minuti la conferenza di presentazione della stagione sportiva 2024-2025 della Salernitana. Presenti anche il nuovo DS Gianluca Petrachi e il nuovo allenatore Giovanni Martusciello. Non sono mancati i momenti di tensione, ma maggior luce è stata fatta sul progetto sportivo in essere all’ombra del castello di Arechi. Ecco quanto emerso dalle oltre due ore di conferenza.

La conferenza della Salernitana: l’apertura di Milan

La conferenza stampa dell’Arechi si apre con l’intervento dell’AD Maurizio Milan, inizialmente accompagnato dal solo Petrachi.


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L’amministratore delegato granata ha voluto prima chiarire con i giornalisti presenti in sala stampa alcuni punti poco chiari. Tra questi troviamo la conferma del ritiro a Rivisondoli, l’apertura della campagna abbonamenti, le amichevoli pre-campionato (tra cui il trofeo Iervolino) e il centro diagnostico dove si svolgeranno le visite mediche.

Dopo aver chiarito questi punti, il dirigente granata ha presentato in pompa magna il nuovo DS, Gianluca Petrachi, e rivelato il nome del nuovo mister, Giovanni Martusciello. Inoltre, l’introduzione è proseguita con la difesa a spada tratta del presidente Iervolino, specificando gli ingenti investimenti fatti dal numero uno granata nei suoi tre anni di gestione (98 milioni di euro). I temi toccati, però, si basano su due parole che nei piani alti di via Allende non sono state apprezzate: ridimensionamento e rispetto. Milan ha voluto chiarire come la retrocessione Serie B preveda una rimodulazione delle risorse economiche e come non sia mai mancato il rispetto nei confronti della piazza riguardo ad una poca chiarezza comunicativa.

Interviene Iervolino: cresce la tensione in sala stampa

Successivamente, da Roma è intervenuto il presidente Danilo Iervolino. L’imprenditore palmese ha voluto garantire l’impegno economico e la bontà del progetto sportivo fino all’arrivo di nuovi acquirenti in grado di migliorare la proposta attuale, dandosi tempo entro la fine dell’anno solare. Ha specificato di averci messo la faccia sugli errori commessi attraverso le interviste concesse alla stampa nazionale, riservando, però, delle stoccate molto decise sulla stampa locale, rea, a suo dire, di strumentalizzazione, demagogia e faziosità. Ha poi, spiegato, le scelte che hanno portato alla risoluzione del contratto con Sottil (esigenze economiche), all’ingaggio di Petrachi dopo un lungo casting, della scelta di Martusciello e di come le scelte siano state ponderate e fatte con i tempi giusti.

La preoccupazione, poi, l’ha fatta da padrone parlando dell’imminente contestazione ai suoi danni da parte dei tifosi. Iervolino ha voluto specificare di voler creare un nuovo inizio e un punto d’incontro con la tifoseria, appellandosi al ritrovamento di rinnovate fiducia e sintonia. Dopo aver parlato della trattativa con Brera Holdings e di come la mancanza di fiducia nel suo operato abbia permesso l’inizio della contrattazione, la situazione si è fatta bollente. Gli attimi di nervosismo, che hanno portato ad un battibecco con protagonisti due giornalisti della stampa locale con Iervolino su chiarezza e trasparenza riguardanti gli obiettivi della prossima stagione, hanno portato all’interruzione del collegamento. Il presidente aveva ribadito la competitività della rosa, sebbene le certezze tecnico-strutturali non siano state chiarite completamente dallo stesso Iervolino.

Petrachi fa il pompiere, ma porta chiarezza sul progetto

Gianluca Petrachi si presenta in maniera non banale, in punta di fioretto senza disdegnare dichiarazioni forti.

Le parole d’ordine sono sostenibilità e riscatto. Sostenibilità perché la rimodulazione del monte ingaggi e la rivoluzione in atto in rosa prevedono costi contenuti («si punterà sui giovani o su giocatori desiderosi di giocare a Salerno»). Riscatto, invece, perché la voglia di rivalsa è tanta, soprattutto dal punto di vista personale (Petrachi è senza squadra dal 2020), e il ritorno in A è un obiettivo fattibile attraverso un progetto triennale. Ridimensionamento sì, ma sempre mantenendo l’ambizione («Non voglio perdere nemmeno a ping pong»). Il DS riesce a ristabilire la calma in sala stampa parlando con chiarezza e schiettezza, illustrando un quadro che resta comunque incerto sul piano squisitamente tecnico.

Il direttore ha chiarito come la maggior parte dei giocatori che hanno fatto parte della rosa dell’anno scorso non faranno parte del nuovo progetto (tra cui Fazio e Candreva). Molti giocatori hanno manifestato la volontà di andare via, mentre in pochi hanno ribadito la permanenza a costi ridotti. Ha ammesso il ritardo delle tempistiche, cosa che potrebbe influenzare e non poco le operazioni di mercato, soprattutto in uscita. La possibilità di non poter monetizzare al massimo le cessioni per via delle tattiche attendiste di altre società è un rischio abbastanza concreto.

Il DS traccia le linee guida: mercato intelligente e pazienza

“Mister Parametro Zero”, come Petrachi aveva ricordato di essere stato chiamato a Pisa, ha parlato di «mercato intelligente»: acquisti funzionali, a costi contenuti e, soprattutto, giocatori motivati e occasioni irripetibili da sfruttare al meglio. I nomi di Coda e Vandeputte avevano fatto scaldare la piazza, ma il DS ha voluto placare i bollenti spiriti ribadendo la necessità di monetizzare prima di poter investire. «Siamo all’Anno Zero e dobbiamo ricostruire», è il mantra di Petrachi.

Il gruppo è da ricostruire, ma questo darà la possibilità di poter plasmare per il nuovo tecnico, Giovanni Martusciello, una squadra adatta per il suo 4-2-3-1. Il modulo è un punto di partenza importante: la difesa a 4 sarà l’unico dogma irrinunciabile, mentre il centrocampo sarà aperto a nuove e più proficue soluzioni. Anche il sostegno dei tifosi sarà importante, perché la terza parola d’ordine presentata da Petrachi è pazienza. Ci vorrà tempo affinché si crei l’amalgama necessario per ottenere i risultati nel minor tempo possibile e per questo sarà necessario l’aiuto dei tifosi. Inoltre, ha ricordato le date del ritiro di Rivisondoli. Infine, ha presentato i membri dell’area scouting: saranno Bruno Petrachi e il match-analyst Pierfrancesco Leo.

Martusciello: un tecnico in cerca di riscatto

Martusciello, nell’unica esperienza da primo allenatore, è reduce da una retrocessione in Serie B maturata sulla panchina dell’Empoli.

Un retrocessione particolare per lui, essendo stato una bandiera del club e protagonista dell’ascesa dalla Serie C alla A affrontata da calciatore sotto la guida di Luciano Spalletti. «Tutti crescono e l’esperienza di Empoli mi ha fatto crescere molto. Ho commesso errori voluti e dovuti dall’esperienza. Io ad Empoli sono nato e cresciuto calcisticamente, ho avuto in mano una squadra molto particolare e abbiamo perso la categoria all’ultima giornata. Ho imparato delle cose non solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche nella gestione dei giocatori e nel rapporto con i giornalisti. Il direttore mi aiuterà a non commettere questi errori», ha ricordato il tecnico ischitano.

L’ex storico secondo di Maurizio Sarri, il quale si è detto «maledettamente orgoglioso» di allenare a Salerno, si è prefissato un obiettivo importante: proporre qualcosa che faccia divertire il pubblico. Insindacabilità assoluta sulla difesa a 4 e sull’importanza di avere giocatori tecnici, abili negli inserimenti e carismatici a centrocampo in grado di fare la differenza. Se la linea mediana sarà a 2 o a 3 poco importa: il modulo funzionerà in base alle caratteristiche dei calciatori in rosa.

La dote fondamentale, però, sarà la serenità. L’Arechi è un ambiente caldo e parlare già di vittoria del campionato potrebbe creare pressioni inutili, oltre che dannose. Il successo verrà costruito «mattone per mattone», attraverso il duro lavoro che potrebbe essere ricompensato con una classifica importante. Insomma, si camperà alla giornata, ma in una situazione di totale incertezza, prevale il realismo sull’onirico. «Sono in una piazza delicata e mi metto gioco in una situazione in cui siamo tutti complici. Spero che saremo sulla strada giusta», proprio come precisato dall’allenatore ex Lazio.

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