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Banegas: “Spero di vivere il momento migliore della mia carriera a breve”

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Il numero 10 della Cavese ci regala, in questa intervista, dei pareri sulla stagione in corso e sulla sua carriera, con un augurio speciale.

L’intervista a Banegas, giocatore della Cavese

In esclusiva per Tuttocavese.com, abbiamo intervistato uno dei giocatori più rappresentativi della Cavese, il nostro numero 10, Pablo Banegas. Gli abbiamo chiesto delle considerazioni sul momento di forma personale e della squadra, sulla sua carriera e, ovviamente, un pensiero su quest’ultima parte di campionato.


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Pablo, sei arrivato a Cava de’ Tirreni da più di un anno ormai, come ti stai trovando?

“Guarda, dico sempre che a Cava mi trovo molto bene, non soltanto a livello calcistico, ma anche a livello personale: è una città bellissima, in cui sia io che la mia famiglia stiamo vivendo senza problemi. Sono arrivato l’anno scorso proprio in questo periodo, con un contratto di soli sei mesi. Al termine della stagione, in accordo con la società, abbiamo deciso di prolungarlo per un ulteriore anno, vista la sintonia venutasi a creare”.

Uno dei maggiori punti di forza della Cavese di quest’anno è senza dubbio la forza del collettivo. La squadra è consapevole dei propri mezzi e Banegas lo sa bene:

“A livello di squadra stiamo attraversando un ottimo momento, penso che la partita di domenica (contro il Gladiator, ndr) lo dimostri assolutamente. Siamo coesi e focalizzati sull’obiettivo, che si fa pian piano più vicino. Personalmente, mi sento davvero in forma. Sto finalmente giocando molte gare da titolare, trovando molta continuità, continuità che mi è mancata nella prima parte di stagione. La fiducia del mister, inoltre, è fondamentale, perché mi consente di esprimermi al meglio in mezzo al campo, dandomi la libertà necessaria per svariare e inventare”.

Passando invece all’aspetto personale, abbiamo chiesto al Pocho un bilancio sulla sua carriera e sul suo “momento migliore”:

“Mah, è difficile scegliere un solo momento migliore di tutti, potrei scriverci 10 libri… nella mia carriera ho sempre preso scelte dettate dal cuore, per il bene mio e di tutta la mia famiglia. Questo mi ha permesso di non avere mai rimpianti, in tutte le mie esperienze. Poi è normale, a volte va bene, altre va male, l’importante è essere stato consapevole della scelta presa. Sono gli insegnamenti che sto lasciando a mia figli. Però ti dico, se proprio dovessi scegliere un momento migliore, allora mi augurerei di viverlo tra un paio di mesetti e mezzo”.

Già, Pablo ha le idee molto chiare e ha un messaggio chiaro per tutti i tifosi: l’ansia, la voglia di vincere e festeggiare è immensa, ma bisogna rimanere concentrati. Al riguardo:

“Quello che ho da dire è che noi come squadra siamo totalmente focalizzati sull’obiettivo. Queste ultime 9 partite non rappresentano solamente nove finali: queste gare saranno determinanti per il nostro futuro. Vorrei che i tifosi avessero presente quanto sia importante anche per noi la promozione: pensate a me e Bubas, ad esempio, lontani più di 10.000 km da casa, cosa potrebbe rappresentare un traguardo del genere. Questa è una occasione che ti cambia la vita, non possiamo lasciarcela sfuggire. L’impegno da parte nostra è assoluto, quando c’è da fare un allenamento in più, quando c’è da sudare in più, quando bisogna rinunciare ad un giorno di riposo, nessuno si tira e si tirerà indietro, fino alla fine proprio perché ci teniamo. Avvertiamo la passione e l’esigenza dei tifosi e della città, sappiamo che per loro soprattutto bisogna dare il massimo, perché il sostegno non è mai mancato”.

Insomma, la volontà degli aquilotti è forte, fortissima e rappresenta la spinta ideale per queste ultime gare. Per chiudere, abbiamo chiesto al Diez in merito al gol segnato, il 18 dicembre, al Brindisi, proprio nel giorno della finale vinta dall’Argentina sulla Francia. Un segno premonitore? Una ulteriore carica per la partita?

“La vittoria al mondiale dell’Argentina è stata un sogno, abbiamo addirittura festeggiato con i nostri compagni di squadra qui, il supporto è stato fortissimo. Devo dire però che quel giorno la mia “finale” era Cavese-Brindisi e vi sono rimasto concentrato fino alla fine, data anche l’importanza del match contro una diretta concorrente. Abbiamo festeggiato due volte, è andata bene così”.

Beh, caro Pablo, auguriamoci di festeggiare ancora allora e di vivere insieme questo magnifico momento!

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Elio Granito
Elio Granito
Sono un ragazzo di 28 anni, laureato in “Scienze delle attività motorie, sportive e dell’educazione psicomotoria”, prossimo a conseguire il secondo titolo, quello specialistico. Creativo, perfezionista, ambizioso. Mi ritengo una persona educata, sensibile, assertiva e altruista. Aspetti risultati sinora determinanti nelle varie relazioni avute all'interno del mondo del giornalismo, con diverse figure di rilievo, e, soprattutto, per comprendere il reale valore, la potenza e il dono di ogni singola parola. Amo il giornalismo pulito, che ha necessità di essere raccontato. Generalmente parlo di calcio, ma ho piacere di spaziare su più fronti. Il mio desidero più grande resta quello di migliorare le mie capacità puntando all’eccellenza. Basi solide, pragmatismo e pensiero creativo: sono le peculiarità sviluppate principalmente in questi anni in cui ho compreso l'amore e la passione per la divulgazione di pensieri, messaggi e valori positivi, utilizzando come strumento lo sport e la mia "penna".

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