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“Che emozioni con Burgnich e Riva. Saggese? Un vulcano di idee”

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La Saggese Editori mette sotto contratto niente di meno che Carlo Nesti, leggendaria voce del calcio italiano degli ultimi cinquant’anni. Il giornalista che ha commentato sei edizioni dei mondiali dal 1982 in poi si racconta a SalernoSport24.

Carlo Nesti ci racconta “La vita è rotonda”

Parlare con la Storia non sempre è facile, come quando s’incontra un Giovanni Pisano o un Tarcisio Burgnich. Nomi che vanno quasi sbiadendosi nel collettivo comune, ma chi ama lo Sport, chi ama il calcio, non può che collegare aneddoti e storie, non può che collegare le domeniche in attesa delle 18:10 per vedere “90° minuto”. E il suo timbro, quello di Carlo Nesti, sarebbe iconografico se il suono avesse una forma visiva, è la Storia.

Chi è Carlo Nesti

Per capire le vittorie della squadra del cuore spesso ci si affida alla voce di chi le ha raccontate, e Carlo Nesti iniziò proprio da una voce per ripercorre il suo album dei ricordi. Quando Nando Martellini commentava l’Italia-Germania Ovest per eccellenza, quello del ’70 con Riva, Rivera e Pelè in campo, Nesti era un 15enne che sviluppava allora la sua idea. Sarebbe diventato un giornalista, un telecronista. Da allora, oltre gli indimenticabili collegamenti con Torino per parlare dei granata o della Juve, c’era anche lui nelle finali che hanno fatto la storia del calcio italiano.

L’intervista ad un’icona del giornalismo italiano

Il suo Italia-Germania Ovest è di un ragazzo che sogna da giornalista. Il 2-2 di Burgnich e il 3-2 di Riva, sono di due ‘ragazzi’ che oggi non ci sono più.

carlo-nesti
© Saggese Editori

«Spero che sia una rievocazione gradita anche ai giovani. Per me, il ricordo della voce di Martellini, che rimbomba fra i muri delle case, resta una delle più grandi emozioni della mia vita».

“La vita è rotonda” è la decima ‘fatica’ editoriale. Che ruolo ha questo libro nella sua vita?

«Credo che sia l’ultima opera personale, ed è giusto sia una autobiografia di chiusura, dopo 50 anni di carriera. Un modo di tirare le somme».

Come è nata l’autobiografia “La vita è rotonda”?

«È nata dal desiderio di coinvolgere i lettori in un gioco della memoria. Non ricordare solo certe partite, ma cosa è capitato, a ciascuno di loro, quello stesso giorno, come ho fatto io».

Nel libro ci parla dei momenti che anticipano la finale della CdC dell’85, e del dopo. In cuor suo è cambiato qualcosa ‘dopo’ Bruxelles?

«Sicuramente. Guardando il calcio, è stato come chiudere l’armadio dei giocattoli, e affacciarmi sulla vita, comprese le sue atrocità. Un nuovo svago, talvolta anche insanguinato».

Due edizioni della Coppa del Mondo vinte nella carriera da telecronista: 1982 e 2006. Da Bearzot a Lippi, quanto cambia il personaggio?

«Bearzot è stato il “papà risorgimentale”, come Vittorio Pozzo. Lippi è stato il “maestro moderno”, come Roberto Mancini. Tutti sono stati cultori dell’anima dei loro ragazzi: prima l’uomo, poi il giocatore».

la-vita-e-rotonda
© Saggese Editori

Ci parli dell’incontro con Francesco Saggese.

«Francesco è un vulcano di idee. Ricorda il Carlo Nesti giovane, che pensava solo al calcio e alla scrittura. È stato veramente un bell’incontro, in un momento difficile per la mia esistenza».

Saggese, oltre che editore e collega, è anche un grande tifoso della Salernitana. In suo onore può dirci cosa pensa di questo ritorno di Sabatini a Salerno?

«È il ritorno di un esperto passionale di calcio. Gli auguro tutto il bene possibile, anche se l’impresa sarà difficile. Ma il suo sacro fuoco può anche dar vita al miracolo della salvezza».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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“Che emozioni con Burgnich e Riva. Saggese? Un vulcano di idee”

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La Saggese Editori mette sotto contratto niente di meno che Carlo Nesti, leggendaria voce del calcio italiano degli ultimi cinquant’anni. Il giornalista che ha commentato sei edizioni dei mondiali dal 1982 in poi si racconta a SalernoSport24.

Carlo Nesti ci racconta “La vita è rotonda”

Parlare con la Storia non sempre è facile, come quando s’incontra un Giovanni Pisano o un Tarcisio Burgnich. Nomi che vanno quasi sbiadendosi nel collettivo comune, ma chi ama lo Sport, chi ama il calcio, non può che collegare aneddoti e storie, non può che collegare le domeniche in attesa delle 18:10 per vedere “90° minuto”. E il suo timbro, quello di Carlo Nesti, sarebbe iconografico se il suono avesse una forma visiva, è la Storia.

Chi è Carlo Nesti

Per capire le vittorie della squadra del cuore spesso ci si affida alla voce di chi le ha raccontate, e Carlo Nesti iniziò proprio da una voce per ripercorre il suo album dei ricordi. Quando Nando Martellini commentava l’Italia-Germania Ovest per eccellenza, quello del ’70 con Riva, Rivera e Pelè in campo, Nesti era un 15enne che sviluppava allora la sua idea. Sarebbe diventato un giornalista, un telecronista. Da allora, oltre gli indimenticabili collegamenti con Torino per parlare dei granata o della Juve, c’era anche lui nelle finali che hanno fatto la storia del calcio italiano.

L’intervista ad un’icona del giornalismo italiano

Il suo Italia-Germania Ovest è di un ragazzo che sogna da giornalista. Il 2-2 di Burgnich e il 3-2 di Riva, sono di due ‘ragazzi’ che oggi non ci sono più.

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© Saggese Editori

«Spero che sia una rievocazione gradita anche ai giovani. Per me, il ricordo della voce di Martellini, che rimbomba fra i muri delle case, resta una delle più grandi emozioni della mia vita».

“La vita è rotonda” è la decima ‘fatica’ editoriale. Che ruolo ha questo libro nella sua vita?

«Credo che sia l’ultima opera personale, ed è giusto sia una autobiografia di chiusura, dopo 50 anni di carriera. Un modo di tirare le somme».

Come è nata l’autobiografia “La vita è rotonda”?

«È nata dal desiderio di coinvolgere i lettori in un gioco della memoria. Non ricordare solo certe partite, ma cosa è capitato, a ciascuno di loro, quello stesso giorno, come ho fatto io».

Nel libro ci parla dei momenti che anticipano la finale della CdC dell’85, e del dopo. In cuor suo è cambiato qualcosa ‘dopo’ Bruxelles?

«Sicuramente. Guardando il calcio, è stato come chiudere l’armadio dei giocattoli, e affacciarmi sulla vita, comprese le sue atrocità. Un nuovo svago, talvolta anche insanguinato».

Due edizioni della Coppa del Mondo vinte nella carriera da telecronista: 1982 e 2006. Da Bearzot a Lippi, quanto cambia il personaggio?

«Bearzot è stato il “papà risorgimentale”, come Vittorio Pozzo. Lippi è stato il “maestro moderno”, come Roberto Mancini. Tutti sono stati cultori dell’anima dei loro ragazzi: prima l’uomo, poi il giocatore».

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© Saggese Editori

Ci parli dell’incontro con Francesco Saggese.

«Francesco è un vulcano di idee. Ricorda il Carlo Nesti giovane, che pensava solo al calcio e alla scrittura. È stato veramente un bell’incontro, in un momento difficile per la mia esistenza».

Saggese, oltre che editore e collega, è anche un grande tifoso della Salernitana. In suo onore può dirci cosa pensa di questo ritorno di Sabatini a Salerno?

«È il ritorno di un esperto passionale di calcio. Gli auguro tutto il bene possibile, anche se l’impresa sarà difficile. Ma il suo sacro fuoco può anche dar vita al miracolo della salvezza».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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“Che emozioni con Burgnich e Riva. Saggese? Un vulcano di idee”

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La Saggese Editori mette sotto contratto niente di meno che Carlo Nesti, leggendaria voce del calcio italiano degli ultimi cinquant’anni. Il giornalista che ha commentato sei edizioni dei mondiali dal 1982 in poi si racconta a SalernoSport24.

Carlo Nesti ci racconta “La vita è rotonda”

Parlare con la Storia non sempre è facile, come quando s’incontra un Giovanni Pisano o un Tarcisio Burgnich. Nomi che vanno quasi sbiadendosi nel collettivo comune, ma chi ama lo Sport, chi ama il calcio, non può che collegare aneddoti e storie, non può che collegare le domeniche in attesa delle 18:10 per vedere “90° minuto”. E il suo timbro, quello di Carlo Nesti, sarebbe iconografico se il suono avesse una forma visiva, è la Storia.

Chi è Carlo Nesti

Per capire le vittorie della squadra del cuore spesso ci si affida alla voce di chi le ha raccontate, e Carlo Nesti iniziò proprio da una voce per ripercorre il suo album dei ricordi. Quando Nando Martellini commentava l’Italia-Germania Ovest per eccellenza, quello del ’70 con Riva, Rivera e Pelè in campo, Nesti era un 15enne che sviluppava allora la sua idea. Sarebbe diventato un giornalista, un telecronista. Da allora, oltre gli indimenticabili collegamenti con Torino per parlare dei granata o della Juve, c’era anche lui nelle finali che hanno fatto la storia del calcio italiano.

L’intervista ad un’icona del giornalismo italiano

Il suo Italia-Germania Ovest è di un ragazzo che sogna da giornalista. Il 2-2 di Burgnich e il 3-2 di Riva, sono di due ‘ragazzi’ che oggi non ci sono più.

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© Saggese Editori

«Spero che sia una rievocazione gradita anche ai giovani. Per me, il ricordo della voce di Martellini, che rimbomba fra i muri delle case, resta una delle più grandi emozioni della mia vita».

“La vita è rotonda” è la decima ‘fatica’ editoriale. Che ruolo ha questo libro nella sua vita?

«Credo che sia l’ultima opera personale, ed è giusto sia una autobiografia di chiusura, dopo 50 anni di carriera. Un modo di tirare le somme».

Come è nata l’autobiografia “La vita è rotonda”?

«È nata dal desiderio di coinvolgere i lettori in un gioco della memoria. Non ricordare solo certe partite, ma cosa è capitato, a ciascuno di loro, quello stesso giorno, come ho fatto io».

Nel libro ci parla dei momenti che anticipano la finale della CdC dell’85, e del dopo. In cuor suo è cambiato qualcosa ‘dopo’ Bruxelles?

«Sicuramente. Guardando il calcio, è stato come chiudere l’armadio dei giocattoli, e affacciarmi sulla vita, comprese le sue atrocità. Un nuovo svago, talvolta anche insanguinato».

Due edizioni della Coppa del Mondo vinte nella carriera da telecronista: 1982 e 2006. Da Bearzot a Lippi, quanto cambia il personaggio?

«Bearzot è stato il “papà risorgimentale”, come Vittorio Pozzo. Lippi è stato il “maestro moderno”, come Roberto Mancini. Tutti sono stati cultori dell’anima dei loro ragazzi: prima l’uomo, poi il giocatore».

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Ci parli dell’incontro con Francesco Saggese.

«Francesco è un vulcano di idee. Ricorda il Carlo Nesti giovane, che pensava solo al calcio e alla scrittura. È stato veramente un bell’incontro, in un momento difficile per la mia esistenza».

Saggese, oltre che editore e collega, è anche un grande tifoso della Salernitana. In suo onore può dirci cosa pensa di questo ritorno di Sabatini a Salerno?

«È il ritorno di un esperto passionale di calcio. Gli auguro tutto il bene possibile, anche se l’impresa sarà difficile. Ma il suo sacro fuoco può anche dar vita al miracolo della salvezza».

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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