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Di Napoli: “Il pubblico di Salerno farà la differenza. Su Dia…”

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In occasione del match di campionato tra Salernitana ed Empoli, è intervenuto ai nostri microfoni il doppio ex Arturo Di Napoli. Ecco le sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni di Arturo Di Napoli

Arturo Di Napoli muove i primi passi da calciatore nel settore giovanile dell’Inter, che, inizialmente, lo manda a giocare in prestito, prima ad Acireale e poi a Gualdo Tadino. Nel 1995 viene ceduto in comproprietà al Napoli, esordendo in Serie A con la maglia azzurra. Tornato all’Inter un anno e mezzo dopo, raccoglie 7 presenze in metà stagione con i nerazzurri, per poi partire (ancora in prestito) per Vicenza. Nella stagione 1998-1999 milita nelle fila dell’Empoli: retrocede, ma mette a segno 11 gol in massima serie (tra cui quello meraviglioso contro il Milan). Dopo un lungo peregrinare, tra Piacenza, Venezia e Palermo, trova la propria dimensione a Messina, dove rimane dal 2003 al 2007. Con la squadra siciliana raggiunge anche il proprio record di gol in una singola stagione di Serie A (13).


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Nell’estate del 2007, Di Napoli si lega alla Salernitana, allora militante in Serie C1 e, nel corso della prima stagione in granata, trascina la squadra alla promozione. Dopo le 21 reti messe a segno in terza divisione, arrivano le 15 (tra Serie B e Coppa Italia) dell’anno successivo, che contribuiscono alla salvezza, ottenuta all’ultima giornata. Nella stagione 2009-2010, risolto il contratto che lo legava ai Granata, si accasa di nuovo al Messina, in Serie D. Poi, Venezia e Caronnese (sempre in D), prima del ritiro, che arriva nel 2012.

Lei a Salerno è un idolo: si rivede in qualcuno dei calciatori di oggi o ce n’è qualcuno che le piace particolarmente?

«Fare paragoni con il passato non mi è mai piaciuto, però ci sono tanti calciatori interessanti nella rosa della Salernitana. A me piace molto Candreva, perché ha fantasia e grande stile».

Da numero 10 a numero 10: cosa direbbe a Dia in questo momento e come commenta tutta la telenovela che l’ha visto protagonista?

«Certamente è mancato tanto alla Salernitana uno come Dia, soprattutto se consideriamo che l’anno scorso ci si è affidati molto a lui. Tuttavia, credo che questa fase finale del campionato possa essere un’occasione di rivincita per questo calciatore. Potrà riprendersi un posto da protagonista: dovrà pensare a dare il massimo per portare a casa una salvezza importante per la società, per lui e per tutto l’ambiente».

Dopo aver conquistato un solo punto nelle ultime cinque di campionato, Inzaghi rischia. Quanto converrebbe cambiare allenatore a questo punto della stagione?

«Pippo è un allenatore preparato, ma è chiaro che si devono anche avere gli uomini giusti per esprimersi al meglio. Credo che il mercato abbia portato qualche calciatore interessante, ma, alla fine, per allenatori e calciatori, il rettangolo verde è giudice supremo: è lì che bisogna dimostrare. Lui deve solo cercare di portare a casa punti possibili. Non ha alternative. Inoltre, non so quanto possa essere utile cambiare allenatore un’altra volta, soprattutto in un momento come questo. Poi, una vittoria domani sarebbe una grande spinta verso la salvezza».

Come si gestisce, all’interno dello spogliatoio, una situazione come quella della Salernitana (a livello di classifica ed aspettative della piazza)?

«C’è ben poco da gestire, perché ci sono delle regole non scritte nel calcio e questi momenti capitano. Riconfermarsi dopo aver fatto bene non è mai facile, soprattutto in Serie A. Loro devono ricreare quell’entusiasmo che c’era all’inizio; lo spogliatoio deve entrare nell’ottica di fare questi 3 o 4 mesi di sacrificio puro per compiere il miracolo. In questo momento la situazione è un po’ compromessa, ma il campionato è ancora lungo: ci sono tante partite e quella di domani rappresenta sicuramente un crocevia importante».

Ad Empoli ha fatto una delle migliori stagioni di A della sua carriera: c’è un gol o un momento che ricorda con particolare piacere?

«Il gol contro il Milan lo ricordo con molto piacere: è bello da vedere ed è stato uno dei più belli che abbia mai fatto. Poi ha avuto un sapore particolare per uno come me, che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell’Inter».

Parliamo di possibilità di arrivare alla salvezza: se la Salernitana è al 5%, l’Empoli a che percentuale arriva?

«Penso che siano più o meno tutti sulla stessa percentuale: fino al Frosinone nessuno può star tranquillo. Poi è chiaro che l’Empoli ha qualche punto in più e, quindi, ha una percentuale un po’ più alta della Salernitana, ma una partita può rovesciare tutto. Il calcio è bello proprio perché, a volte, ci sono dei risvolti imprevisti. E in questo caso la storia è ancora tutta da scrivere.».

Un pronostico per Salernitana-Empoli?

«È uno scontro salvezza tra due squadre che devono trovare punti, però credo che il pubblico di Salerno farà la differenza e spingerà i propri calciatori alla vittoria».

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Di Napoli: “Il pubblico di Salerno farà la differenza. Su Dia…”

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In occasione del match di campionato tra Salernitana ed Empoli, è intervenuto ai nostri microfoni il doppio ex Arturo Di Napoli. Ecco le sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni di Arturo Di Napoli

Arturo Di Napoli muove i primi passi da calciatore nel settore giovanile dell’Inter, che, inizialmente, lo manda a giocare in prestito, prima ad Acireale e poi a Gualdo Tadino. Nel 1995 viene ceduto in comproprietà al Napoli, esordendo in Serie A con la maglia azzurra. Tornato all’Inter un anno e mezzo dopo, raccoglie 7 presenze in metà stagione con i nerazzurri, per poi partire (ancora in prestito) per Vicenza. Nella stagione 1998-1999 milita nelle fila dell’Empoli: retrocede, ma mette a segno 11 gol in massima serie (tra cui quello meraviglioso contro il Milan). Dopo un lungo peregrinare, tra Piacenza, Venezia e Palermo, trova la propria dimensione a Messina, dove rimane dal 2003 al 2007. Con la squadra siciliana raggiunge anche il proprio record di gol in una singola stagione di Serie A (13).


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Lei a Salerno è un idolo: si rivede in qualcuno dei calciatori di oggi o ce n’è qualcuno che le piace particolarmente?

«Fare paragoni con il passato non mi è mai piaciuto, però ci sono tanti calciatori interessanti nella rosa della Salernitana. A me piace molto Candreva, perché ha fantasia e grande stile».

Da numero 10 a numero 10: cosa direbbe a Dia in questo momento e come commenta tutta la telenovela che l’ha visto protagonista?

«Certamente è mancato tanto alla Salernitana uno come Dia, soprattutto se consideriamo che l’anno scorso ci si è affidati molto a lui. Tuttavia, credo che questa fase finale del campionato possa essere un’occasione di rivincita per questo calciatore. Potrà riprendersi un posto da protagonista: dovrà pensare a dare il massimo per portare a casa una salvezza importante per la società, per lui e per tutto l’ambiente».

Dopo aver conquistato un solo punto nelle ultime cinque di campionato, Inzaghi rischia. Quanto converrebbe cambiare allenatore a questo punto della stagione?

«Pippo è un allenatore preparato, ma è chiaro che si devono anche avere gli uomini giusti per esprimersi al meglio. Credo che il mercato abbia portato qualche calciatore interessante, ma, alla fine, per allenatori e calciatori, il rettangolo verde è giudice supremo: è lì che bisogna dimostrare. Lui deve solo cercare di portare a casa punti possibili. Non ha alternative. Inoltre, non so quanto possa essere utile cambiare allenatore un’altra volta, soprattutto in un momento come questo. Poi, una vittoria domani sarebbe una grande spinta verso la salvezza».

Come si gestisce, all’interno dello spogliatoio, una situazione come quella della Salernitana (a livello di classifica ed aspettative della piazza)?

«C’è ben poco da gestire, perché ci sono delle regole non scritte nel calcio e questi momenti capitano. Riconfermarsi dopo aver fatto bene non è mai facile, soprattutto in Serie A. Loro devono ricreare quell’entusiasmo che c’era all’inizio; lo spogliatoio deve entrare nell’ottica di fare questi 3 o 4 mesi di sacrificio puro per compiere il miracolo. In questo momento la situazione è un po’ compromessa, ma il campionato è ancora lungo: ci sono tante partite e quella di domani rappresenta sicuramente un crocevia importante».

Ad Empoli ha fatto una delle migliori stagioni di A della sua carriera: c’è un gol o un momento che ricorda con particolare piacere?

«Il gol contro il Milan lo ricordo con molto piacere: è bello da vedere ed è stato uno dei più belli che abbia mai fatto. Poi ha avuto un sapore particolare per uno come me, che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell’Inter».

Parliamo di possibilità di arrivare alla salvezza: se la Salernitana è al 5%, l’Empoli a che percentuale arriva?

«Penso che siano più o meno tutti sulla stessa percentuale: fino al Frosinone nessuno può star tranquillo. Poi è chiaro che l’Empoli ha qualche punto in più e, quindi, ha una percentuale un po’ più alta della Salernitana, ma una partita può rovesciare tutto. Il calcio è bello proprio perché, a volte, ci sono dei risvolti imprevisti. E in questo caso la storia è ancora tutta da scrivere.».

Un pronostico per Salernitana-Empoli?

«È uno scontro salvezza tra due squadre che devono trovare punti, però credo che il pubblico di Salerno farà la differenza e spingerà i propri calciatori alla vittoria».

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Arturo Di Napoli muove i primi passi da calciatore nel settore giovanile dell’Inter, che, inizialmente, lo manda a giocare in prestito, prima ad Acireale e poi a Gualdo Tadino. Nel 1995 viene ceduto in comproprietà al Napoli, esordendo in Serie A con la maglia azzurra. Tornato all’Inter un anno e mezzo dopo, raccoglie 7 presenze in metà stagione con i nerazzurri, per poi partire (ancora in prestito) per Vicenza. Nella stagione 1998-1999 milita nelle fila dell’Empoli: retrocede, ma mette a segno 11 gol in massima serie (tra cui quello meraviglioso contro il Milan). Dopo un lungo peregrinare, tra Piacenza, Venezia e Palermo, trova la propria dimensione a Messina, dove rimane dal 2003 al 2007. Con la squadra siciliana raggiunge anche il proprio record di gol in una singola stagione di Serie A (13).


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Lei a Salerno è un idolo: si rivede in qualcuno dei calciatori di oggi o ce n’è qualcuno che le piace particolarmente?

«Fare paragoni con il passato non mi è mai piaciuto, però ci sono tanti calciatori interessanti nella rosa della Salernitana. A me piace molto Candreva, perché ha fantasia e grande stile».

Da numero 10 a numero 10: cosa direbbe a Dia in questo momento e come commenta tutta la telenovela che l’ha visto protagonista?

«Certamente è mancato tanto alla Salernitana uno come Dia, soprattutto se consideriamo che l’anno scorso ci si è affidati molto a lui. Tuttavia, credo che questa fase finale del campionato possa essere un’occasione di rivincita per questo calciatore. Potrà riprendersi un posto da protagonista: dovrà pensare a dare il massimo per portare a casa una salvezza importante per la società, per lui e per tutto l’ambiente».

Dopo aver conquistato un solo punto nelle ultime cinque di campionato, Inzaghi rischia. Quanto converrebbe cambiare allenatore a questo punto della stagione?

«Pippo è un allenatore preparato, ma è chiaro che si devono anche avere gli uomini giusti per esprimersi al meglio. Credo che il mercato abbia portato qualche calciatore interessante, ma, alla fine, per allenatori e calciatori, il rettangolo verde è giudice supremo: è lì che bisogna dimostrare. Lui deve solo cercare di portare a casa punti possibili. Non ha alternative. Inoltre, non so quanto possa essere utile cambiare allenatore un’altra volta, soprattutto in un momento come questo. Poi, una vittoria domani sarebbe una grande spinta verso la salvezza».

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Ad Empoli ha fatto una delle migliori stagioni di A della sua carriera: c’è un gol o un momento che ricorda con particolare piacere?

«Il gol contro il Milan lo ricordo con molto piacere: è bello da vedere ed è stato uno dei più belli che abbia mai fatto. Poi ha avuto un sapore particolare per uno come me, che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell’Inter».

Parliamo di possibilità di arrivare alla salvezza: se la Salernitana è al 5%, l’Empoli a che percentuale arriva?

«Penso che siano più o meno tutti sulla stessa percentuale: fino al Frosinone nessuno può star tranquillo. Poi è chiaro che l’Empoli ha qualche punto in più e, quindi, ha una percentuale un po’ più alta della Salernitana, ma una partita può rovesciare tutto. Il calcio è bello proprio perché, a volte, ci sono dei risvolti imprevisti. E in questo caso la storia è ancora tutta da scrivere.».

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«È uno scontro salvezza tra due squadre che devono trovare punti, però credo che il pubblico di Salerno farà la differenza e spingerà i propri calciatori alla vittoria».

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