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Sabatini si presenta: “Salernitana si vuole salvare. Arriveranno 5-6 giocatori”

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Walter Sabatini si presenta alla piazza salernitana, prima conferenza stampa del nuovo direttore sportivo della Salernitana.

La presentazione di Sabatini nuovo DS Salernitana

Alle ore 15.30 è iniziata, dalla sede del Gruppo Noviello, la conferenza stampa di presentazione del nuovo DS della Salernitana: Walter Sabatini. Tira un’aria nuova in casa granata, il cambio di dirigenza ha voluto dare subito un taglio netto con la proprietà romana, tagliando con Fabiani e Bianchi in primis. Esperienza e successo da vendere per Sabatini, che si presenta alla piazza in conferenza stampa.

Apre la conferenza, in collegamento streaming, il presidente Iervolino:

«La carica umana e il carisma di Sabatini mi hanno subito conquistato. Sarà responsabile del settore tecnico. La sua competenza, visione e strategia per raggiungere gli obiettivi sono sotto gli occhi di tutti. Penso sia il primo campione presentato a Salerno. Oggi ci siamo sentiti a telefono e con grande soddisfazione possiamo affidare le nostre speranze. Oggi si parlerà di quello che sarà il futuro di questa gloriosa società».

Inizia la conferenza di Walter Sabatini:

«La vostra presenza è un grande stimolo, di cui ho bisogno anche per rendere tangibile la forte attrazione che la città sviluppa rispetto alla squadra, anche se già lo sapevo. Forse a volte per realizzarlo ci vogliono cose materiali».

«Cercheremo di arrivare alla fine del mercato con una squadra che non sarà cambiata. Salverò i calciatori che dimostreranno di voler essere protagonisti per la salvezza, senza titubanze di alcun genere. Ovviamente valuterò con i comportamenti e non con le parole».

«Verranno pochi ragazzi giovani che saranno importanti per il futuro. Ho la malattia di portare almeno 2-3 calciatori giovanissimi. Oggi un programma è un lusso, dobbiamo mettere dentro 3-4 giocatori che non abbiano rapporti da rispettare, ma solo avversari da abbattere sportivamente. Non saranno giovanissimi, ma pronti a sopportare il carico emotivo importante».

«Questa è una città che si vuole salvare, sento la spinta fin da Roma e su questo voglio fare affidamento. Quando sento il calcio sta morendo io rido, perché la passione non finisce mai per il calcio, anzi sarà sempre più rilevante». 

«Dopo la partita con il Bologna avevo idea di una squadra di corsa, coesa che poteva lottare per la salvezza nonostante la sconfitta. Ebbi un’impressione forte, non di una squadra cuscinetto. Voglio rivederla quella partita».

Questa cos’è per lei questa avventura?

«Una grande sfida, che voglio vincere. Potrei definirla la mia ultima sfida, ma non sarà così. Andrò avanti fino a quando riuscirò, sono sempre un gradino avanti con il pensiero. C’è l’umore di una città come Salerno in ballo. Per me restituire gioia e dignità alla città sarebbe una gioia immensa. Sarebbe importante per il mio futuro».

Per quanto riguarda l’allenatore, sarà Colantuono?

«Mi sono confrontato con Colantuono che conosco da tempo e credo di essere stato importante nella sua vita. Stava andando a firmare con una società dilettantistica e l’ho stoppato, portandolo con me a San Benedetto, poi l’anno dopo ha allenato in Serie C. Ma ora l’affetto non vale nelle valutazioni, vediamo quale energia e convinzione ci metterà. Dopo valuteremo i risultati che non sono solo i punti».

Quanti innesti ci saranno in questo mercato?

«Penso che saranno 5-6 i calciatori che verranno, prima però incontrerò la squadra domani e gli parlerò brevemente. Vedere l’allenamento per me è inevitabile, vedo le facce e come arrivano nell’ultimo metro, sono dettagli che la mia sensibilità i fa cogliere e mi aiuterà a fare le valutazioni. Con Colantuono parlerò e mi dirà le sue valutazioni e i problemi individuali e collettivi che ci sono».

Simy è stato l’acquisto più importante del mercato scorso

«Simy è un giocatore che ha goduto lungamente della mia stima. Ammetto che mi sta deludendo ma sono pronto a cambiare la mia opinione, vedrò tutti gli allenamenti. Deve fare di più, non so che tipo di condizionamento ha avuto. Si vede che la squadra si fida di lui. Ma deve fare di più, sennò non serve».

Qual è il ruolo di Ribéry in questa squadra?

«Ribéry è un campione e farà il campione. I suoi comportamenti parlano per lui e nessuno ne discute ruolo e importanza. Lo chiamerò dopo la conferenza per dargli un appuntamento a domani per fargli sentire la vicinanza della società». 

Si parla di De Rossi come allenatore.

«No, non c’è possibilità. Daniele lo sento come un figlio ma non può arrivare perché non è abilitato a farlo. C’è un allenatore che martedì sarà con me nello spogliatoio».

Quanto veloce deve essere il mercato e qual è il budget?

«In otto giorni conto di fare molto. Il presidente non ha parlato di budget, facendo intendere che farà qualche sacrificio se necessario. Un sacrificio motivato, non sterile. Iervolino è un imprenditore, un uomo intelligente. Abbiamo parlato di tipologia di operazione che salvaguarderebbe la Salernitana anche in caso di retrocessione».

Come l’ha convinta il presidente?

«In tanti anni di calcio non ho mai sentito un presidente dire: dobbiamo creare un sinallagma. Iervolino è un uomo di cultura, un uomo di successo. Parla di cose fantastiche, penso che creerà una situazione di disagio totale nella conferenza di Lega. Sarà un tornado sugli altri presidenti. Mi ha convinto per il modo di pensare alla vita, non al calcio».

Quanto è importante il gruppo della vecchia guardia? E su Djuric?

«Il ruolo che avranno sarà quello che si ritaglieranno con i comportamenti. Djuric è un giocatore importante, combatte e si guadagna la pagnotta nelle domeniche in cui gioca. Vedremo come si svilupperà il nostro mercato, anche perché arriveranno degli attaccanti e qualcuno uscirà. Voglio gente che ci crede, non frustrata».

Avete già parlato di moduli?

«Il modulo è una prerogativa dell’allenatore. Non mi piace il 3-5-2, posso solo mettere a disposizione giocatori adatti al progetto di gioco del mister. Penso che voglia comunque fare una difesa a 4, poi valuteremo insieme». 

Il suo contratto è di soli sei mesi.

«I sei mesi di contratto sono state una mai richiesta. Non voglio mai pesare sulla società. Poi il presidente valuterà il mio operato. Se non sarò soddisfatto me ne andrò a prescindere dalla serie. La Serie B mi umilia perché sono retrocesso ma non mi fa paura».

Potrebbe rivalutare Castori come allenatore?

«Castori lo conosco da tanto. Bologna-Salernitana la rivedrò con Colantuono perché voglio sentire cosa ne pensa anche lui. Sarò sempre con i miei allenatori e vado a fondo con loro a volte, come feci con Garcia a Roma con cui ero in debito dall’anno prima. Fazio era il difensore centrale di quella squadra, ora è una possibilità di mercato. Non è da escludere a priori».

Cosa ne pensa del settore giovanile?

«Faremo una strutturazione del settore giovanile. Penso sia imbarazzante che non ci sia un settore giovanile che può rifornire la prima squadra. Questa è prima di tutto una prerogativa del presidente. Rimarranno in prima squadra solo se hanno risorse».

Come cambia lo scout in emergenza sanitaria?

«C’entra la tecnologia, non l’emergenza sanitaria. Prima lo scouting era empirico, fatto di telefonate. Oggi è fatto con le immagini registrate o in tempo reale. Quindi è più veloce». 

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Gennaro Caso
Gennaro Caso
Studente universitario di economia, classe 2000 e nativo di Nocera Inferiore, approccia al mondo del giornalismo nell'estate del 2020, con Salerno Sport 24. Da sempre segue con attenzione e imparzialità il mondo del calcio internazionale e regionale. Nell'adolescenza si avvicina al futsal, ma soprattutto al tennis. La passione per i numeri e le statistiche a sottolineare che lo sport e la matematica possono andare a braccetto!
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Sabatini si presenta: “Salernitana si vuole salvare. Arriveranno 5-6 giocatori”

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Walter Sabatini si presenta alla piazza salernitana, prima conferenza stampa del nuovo direttore sportivo della Salernitana.

La presentazione di Sabatini nuovo DS Salernitana

Alle ore 15.30 è iniziata, dalla sede del Gruppo Noviello, la conferenza stampa di presentazione del nuovo DS della Salernitana: Walter Sabatini. Tira un’aria nuova in casa granata, il cambio di dirigenza ha voluto dare subito un taglio netto con la proprietà romana, tagliando con Fabiani e Bianchi in primis. Esperienza e successo da vendere per Sabatini, che si presenta alla piazza in conferenza stampa.

Apre la conferenza, in collegamento streaming, il presidente Iervolino:

«La carica umana e il carisma di Sabatini mi hanno subito conquistato. Sarà responsabile del settore tecnico. La sua competenza, visione e strategia per raggiungere gli obiettivi sono sotto gli occhi di tutti. Penso sia il primo campione presentato a Salerno. Oggi ci siamo sentiti a telefono e con grande soddisfazione possiamo affidare le nostre speranze. Oggi si parlerà di quello che sarà il futuro di questa gloriosa società».

Inizia la conferenza di Walter Sabatini:

«La vostra presenza è un grande stimolo, di cui ho bisogno anche per rendere tangibile la forte attrazione che la città sviluppa rispetto alla squadra, anche se già lo sapevo. Forse a volte per realizzarlo ci vogliono cose materiali».

«Cercheremo di arrivare alla fine del mercato con una squadra che non sarà cambiata. Salverò i calciatori che dimostreranno di voler essere protagonisti per la salvezza, senza titubanze di alcun genere. Ovviamente valuterò con i comportamenti e non con le parole».

«Verranno pochi ragazzi giovani che saranno importanti per il futuro. Ho la malattia di portare almeno 2-3 calciatori giovanissimi. Oggi un programma è un lusso, dobbiamo mettere dentro 3-4 giocatori che non abbiano rapporti da rispettare, ma solo avversari da abbattere sportivamente. Non saranno giovanissimi, ma pronti a sopportare il carico emotivo importante».

«Questa è una città che si vuole salvare, sento la spinta fin da Roma e su questo voglio fare affidamento. Quando sento il calcio sta morendo io rido, perché la passione non finisce mai per il calcio, anzi sarà sempre più rilevante». 

«Dopo la partita con il Bologna avevo idea di una squadra di corsa, coesa che poteva lottare per la salvezza nonostante la sconfitta. Ebbi un’impressione forte, non di una squadra cuscinetto. Voglio rivederla quella partita».

Questa cos’è per lei questa avventura?

«Una grande sfida, che voglio vincere. Potrei definirla la mia ultima sfida, ma non sarà così. Andrò avanti fino a quando riuscirò, sono sempre un gradino avanti con il pensiero. C’è l’umore di una città come Salerno in ballo. Per me restituire gioia e dignità alla città sarebbe una gioia immensa. Sarebbe importante per il mio futuro».

Per quanto riguarda l’allenatore, sarà Colantuono?

«Mi sono confrontato con Colantuono che conosco da tempo e credo di essere stato importante nella sua vita. Stava andando a firmare con una società dilettantistica e l’ho stoppato, portandolo con me a San Benedetto, poi l’anno dopo ha allenato in Serie C. Ma ora l’affetto non vale nelle valutazioni, vediamo quale energia e convinzione ci metterà. Dopo valuteremo i risultati che non sono solo i punti».

Quanti innesti ci saranno in questo mercato?

«Penso che saranno 5-6 i calciatori che verranno, prima però incontrerò la squadra domani e gli parlerò brevemente. Vedere l’allenamento per me è inevitabile, vedo le facce e come arrivano nell’ultimo metro, sono dettagli che la mia sensibilità i fa cogliere e mi aiuterà a fare le valutazioni. Con Colantuono parlerò e mi dirà le sue valutazioni e i problemi individuali e collettivi che ci sono».

Simy è stato l’acquisto più importante del mercato scorso

«Simy è un giocatore che ha goduto lungamente della mia stima. Ammetto che mi sta deludendo ma sono pronto a cambiare la mia opinione, vedrò tutti gli allenamenti. Deve fare di più, non so che tipo di condizionamento ha avuto. Si vede che la squadra si fida di lui. Ma deve fare di più, sennò non serve».

Qual è il ruolo di Ribéry in questa squadra?

«Ribéry è un campione e farà il campione. I suoi comportamenti parlano per lui e nessuno ne discute ruolo e importanza. Lo chiamerò dopo la conferenza per dargli un appuntamento a domani per fargli sentire la vicinanza della società». 

Si parla di De Rossi come allenatore.

«No, non c’è possibilità. Daniele lo sento come un figlio ma non può arrivare perché non è abilitato a farlo. C’è un allenatore che martedì sarà con me nello spogliatoio».

Quanto veloce deve essere il mercato e qual è il budget?

«In otto giorni conto di fare molto. Il presidente non ha parlato di budget, facendo intendere che farà qualche sacrificio se necessario. Un sacrificio motivato, non sterile. Iervolino è un imprenditore, un uomo intelligente. Abbiamo parlato di tipologia di operazione che salvaguarderebbe la Salernitana anche in caso di retrocessione».

Come l’ha convinta il presidente?

«In tanti anni di calcio non ho mai sentito un presidente dire: dobbiamo creare un sinallagma. Iervolino è un uomo di cultura, un uomo di successo. Parla di cose fantastiche, penso che creerà una situazione di disagio totale nella conferenza di Lega. Sarà un tornado sugli altri presidenti. Mi ha convinto per il modo di pensare alla vita, non al calcio».

Quanto è importante il gruppo della vecchia guardia? E su Djuric?

«Il ruolo che avranno sarà quello che si ritaglieranno con i comportamenti. Djuric è un giocatore importante, combatte e si guadagna la pagnotta nelle domeniche in cui gioca. Vedremo come si svilupperà il nostro mercato, anche perché arriveranno degli attaccanti e qualcuno uscirà. Voglio gente che ci crede, non frustrata».

Avete già parlato di moduli?

«Il modulo è una prerogativa dell’allenatore. Non mi piace il 3-5-2, posso solo mettere a disposizione giocatori adatti al progetto di gioco del mister. Penso che voglia comunque fare una difesa a 4, poi valuteremo insieme». 

Il suo contratto è di soli sei mesi.

«I sei mesi di contratto sono state una mai richiesta. Non voglio mai pesare sulla società. Poi il presidente valuterà il mio operato. Se non sarò soddisfatto me ne andrò a prescindere dalla serie. La Serie B mi umilia perché sono retrocesso ma non mi fa paura».

Potrebbe rivalutare Castori come allenatore?

«Castori lo conosco da tanto. Bologna-Salernitana la rivedrò con Colantuono perché voglio sentire cosa ne pensa anche lui. Sarò sempre con i miei allenatori e vado a fondo con loro a volte, come feci con Garcia a Roma con cui ero in debito dall’anno prima. Fazio era il difensore centrale di quella squadra, ora è una possibilità di mercato. Non è da escludere a priori».

Cosa ne pensa del settore giovanile?

«Faremo una strutturazione del settore giovanile. Penso sia imbarazzante che non ci sia un settore giovanile che può rifornire la prima squadra. Questa è prima di tutto una prerogativa del presidente. Rimarranno in prima squadra solo se hanno risorse».

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«C’entra la tecnologia, non l’emergenza sanitaria. Prima lo scouting era empirico, fatto di telefonate. Oggi è fatto con le immagini registrate o in tempo reale. Quindi è più veloce». 

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Studente universitario di economia, classe 2000 e nativo di Nocera Inferiore, approccia al mondo del giornalismo nell'estate del 2020, con Salerno Sport 24. Da sempre segue con attenzione e imparzialità il mondo del calcio internazionale e regionale. Nell'adolescenza si avvicina al futsal, ma soprattutto al tennis. La passione per i numeri e le statistiche a sottolineare che lo sport e la matematica possono andare a braccetto!
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Walter Sabatini si presenta alla piazza salernitana, prima conferenza stampa del nuovo direttore sportivo della Salernitana.

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Alle ore 15.30 è iniziata, dalla sede del Gruppo Noviello, la conferenza stampa di presentazione del nuovo DS della Salernitana: Walter Sabatini. Tira un’aria nuova in casa granata, il cambio di dirigenza ha voluto dare subito un taglio netto con la proprietà romana, tagliando con Fabiani e Bianchi in primis. Esperienza e successo da vendere per Sabatini, che si presenta alla piazza in conferenza stampa.

Apre la conferenza, in collegamento streaming, il presidente Iervolino:

«La carica umana e il carisma di Sabatini mi hanno subito conquistato. Sarà responsabile del settore tecnico. La sua competenza, visione e strategia per raggiungere gli obiettivi sono sotto gli occhi di tutti. Penso sia il primo campione presentato a Salerno. Oggi ci siamo sentiti a telefono e con grande soddisfazione possiamo affidare le nostre speranze. Oggi si parlerà di quello che sarà il futuro di questa gloriosa società».

Inizia la conferenza di Walter Sabatini:

«La vostra presenza è un grande stimolo, di cui ho bisogno anche per rendere tangibile la forte attrazione che la città sviluppa rispetto alla squadra, anche se già lo sapevo. Forse a volte per realizzarlo ci vogliono cose materiali».

«Cercheremo di arrivare alla fine del mercato con una squadra che non sarà cambiata. Salverò i calciatori che dimostreranno di voler essere protagonisti per la salvezza, senza titubanze di alcun genere. Ovviamente valuterò con i comportamenti e non con le parole».

«Verranno pochi ragazzi giovani che saranno importanti per il futuro. Ho la malattia di portare almeno 2-3 calciatori giovanissimi. Oggi un programma è un lusso, dobbiamo mettere dentro 3-4 giocatori che non abbiano rapporti da rispettare, ma solo avversari da abbattere sportivamente. Non saranno giovanissimi, ma pronti a sopportare il carico emotivo importante».

«Questa è una città che si vuole salvare, sento la spinta fin da Roma e su questo voglio fare affidamento. Quando sento il calcio sta morendo io rido, perché la passione non finisce mai per il calcio, anzi sarà sempre più rilevante». 

«Dopo la partita con il Bologna avevo idea di una squadra di corsa, coesa che poteva lottare per la salvezza nonostante la sconfitta. Ebbi un’impressione forte, non di una squadra cuscinetto. Voglio rivederla quella partita».

Questa cos’è per lei questa avventura?

«Una grande sfida, che voglio vincere. Potrei definirla la mia ultima sfida, ma non sarà così. Andrò avanti fino a quando riuscirò, sono sempre un gradino avanti con il pensiero. C’è l’umore di una città come Salerno in ballo. Per me restituire gioia e dignità alla città sarebbe una gioia immensa. Sarebbe importante per il mio futuro».

Per quanto riguarda l’allenatore, sarà Colantuono?

«Mi sono confrontato con Colantuono che conosco da tempo e credo di essere stato importante nella sua vita. Stava andando a firmare con una società dilettantistica e l’ho stoppato, portandolo con me a San Benedetto, poi l’anno dopo ha allenato in Serie C. Ma ora l’affetto non vale nelle valutazioni, vediamo quale energia e convinzione ci metterà. Dopo valuteremo i risultati che non sono solo i punti».

Quanti innesti ci saranno in questo mercato?

«Penso che saranno 5-6 i calciatori che verranno, prima però incontrerò la squadra domani e gli parlerò brevemente. Vedere l’allenamento per me è inevitabile, vedo le facce e come arrivano nell’ultimo metro, sono dettagli che la mia sensibilità i fa cogliere e mi aiuterà a fare le valutazioni. Con Colantuono parlerò e mi dirà le sue valutazioni e i problemi individuali e collettivi che ci sono».

Simy è stato l’acquisto più importante del mercato scorso

«Simy è un giocatore che ha goduto lungamente della mia stima. Ammetto che mi sta deludendo ma sono pronto a cambiare la mia opinione, vedrò tutti gli allenamenti. Deve fare di più, non so che tipo di condizionamento ha avuto. Si vede che la squadra si fida di lui. Ma deve fare di più, sennò non serve».

Qual è il ruolo di Ribéry in questa squadra?

«Ribéry è un campione e farà il campione. I suoi comportamenti parlano per lui e nessuno ne discute ruolo e importanza. Lo chiamerò dopo la conferenza per dargli un appuntamento a domani per fargli sentire la vicinanza della società». 

Si parla di De Rossi come allenatore.

«No, non c’è possibilità. Daniele lo sento come un figlio ma non può arrivare perché non è abilitato a farlo. C’è un allenatore che martedì sarà con me nello spogliatoio».

Quanto veloce deve essere il mercato e qual è il budget?

«In otto giorni conto di fare molto. Il presidente non ha parlato di budget, facendo intendere che farà qualche sacrificio se necessario. Un sacrificio motivato, non sterile. Iervolino è un imprenditore, un uomo intelligente. Abbiamo parlato di tipologia di operazione che salvaguarderebbe la Salernitana anche in caso di retrocessione».

Come l’ha convinta il presidente?

«In tanti anni di calcio non ho mai sentito un presidente dire: dobbiamo creare un sinallagma. Iervolino è un uomo di cultura, un uomo di successo. Parla di cose fantastiche, penso che creerà una situazione di disagio totale nella conferenza di Lega. Sarà un tornado sugli altri presidenti. Mi ha convinto per il modo di pensare alla vita, non al calcio».

Quanto è importante il gruppo della vecchia guardia? E su Djuric?

«Il ruolo che avranno sarà quello che si ritaglieranno con i comportamenti. Djuric è un giocatore importante, combatte e si guadagna la pagnotta nelle domeniche in cui gioca. Vedremo come si svilupperà il nostro mercato, anche perché arriveranno degli attaccanti e qualcuno uscirà. Voglio gente che ci crede, non frustrata».

Avete già parlato di moduli?

«Il modulo è una prerogativa dell’allenatore. Non mi piace il 3-5-2, posso solo mettere a disposizione giocatori adatti al progetto di gioco del mister. Penso che voglia comunque fare una difesa a 4, poi valuteremo insieme». 

Il suo contratto è di soli sei mesi.

«I sei mesi di contratto sono state una mai richiesta. Non voglio mai pesare sulla società. Poi il presidente valuterà il mio operato. Se non sarò soddisfatto me ne andrò a prescindere dalla serie. La Serie B mi umilia perché sono retrocesso ma non mi fa paura».

Potrebbe rivalutare Castori come allenatore?

«Castori lo conosco da tanto. Bologna-Salernitana la rivedrò con Colantuono perché voglio sentire cosa ne pensa anche lui. Sarò sempre con i miei allenatori e vado a fondo con loro a volte, come feci con Garcia a Roma con cui ero in debito dall’anno prima. Fazio era il difensore centrale di quella squadra, ora è una possibilità di mercato. Non è da escludere a priori».

Cosa ne pensa del settore giovanile?

«Faremo una strutturazione del settore giovanile. Penso sia imbarazzante che non ci sia un settore giovanile che può rifornire la prima squadra. Questa è prima di tutto una prerogativa del presidente. Rimarranno in prima squadra solo se hanno risorse».

Come cambia lo scout in emergenza sanitaria?

«C’entra la tecnologia, non l’emergenza sanitaria. Prima lo scouting era empirico, fatto di telefonate. Oggi è fatto con le immagini registrate o in tempo reale. Quindi è più veloce». 

Gennaro Caso
Gennaro Caso
Studente universitario di economia, classe 2000 e nativo di Nocera Inferiore, approccia al mondo del giornalismo nell'estate del 2020, con Salerno Sport 24. Da sempre segue con attenzione e imparzialità il mondo del calcio internazionale e regionale. Nell'adolescenza si avvicina al futsal, ma soprattutto al tennis. La passione per i numeri e le statistiche a sottolineare che lo sport e la matematica possono andare a braccetto!
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