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Salernitani Fuori Sede: il progetto oltre “confini” locali a tifo Salernitana

Altro giro, altro tifo: la Salernitana continua ad essere seguita anche fuori dai confini locali: ecco Salernitani Fuori Sede.

Salernitani Fuori Sede

«News, postpartita, prematch e tanto altro sul meraviglioso mondo Granata e sulla Serie B» è quanto recita l’info alla pagina del progetto a tinte granata dei Salernitani Fuori Sede. Abbiamo gentilmente scambiato quattro chiacchiere con Antonio Russo, Antonio Ciancio e Paolo Panebianco.

Come è nato il progetto?

«Il progetto nasce un po’ per puro caso. Nel mese di dicembre Paolo in arte “Salernitano del Nord” conobbe Federico Ferrario giovane tifoso del Monza con cui parlò in merito al portare contenuti sulla propria squadra del cuore. Dopo essere stato sempre molto riservato sulla sua fede calcistica per timore di giudizi decide di provare a fare un video post partita su Salernitana-Pordenone. Molti erano i timori. Sostenuto da Antonio Russo decidono di pubblicare il primo video sul canale Youtube. Successivamente Antonio spinto dall’entusiasmo decise di creare una pagina Instagram e una pagina Facebook promuovendo diversi contenuti. Proprio tramite Facebook conoscemmo Antonio Ciancio, tifoso salernitano che vive in Repubblica Ceca, che ci contattò per una collaborazione. Ne portammo diverse al punto da decidere di comune accordo di farlo entrare nel team, visto che oramai eravamo diventati in tre, abbiamo successivamente deciso di cambiare il nome nell’attuale “SalernitaniFuoriSede”»

Quali sensazioni, emozioni, hanno spinto alla creazione del progetto?

«La Salernitana. Quella passione magica che ti fa distrarre da tutti i problemi della vita reale. Il lockdown. Lo stare sempre chiusi di certo non ha aiutato e questo ha spinto nel trovare un modo per esprimere il nostro pensiero. Il nostro principale obiettivo a cui crediamo fermamente è quello di rappresentare chiunque tifi Salernitana fuori da Salerno, tifare quindi senza barriere».

Difficoltà nel seguire la Salernitana fuori dai contesti locali?

«La Salernitana la viviamo ampiamente anche a distanza. Purtroppo la mancanza di contatto con lo stadio e la tifoseria si fa sentire e non poco, ma riusciamo comunque ad essere al passo con le notizie sui granata».

Siete mai stati all’Arechi? Quale partita preferite di quelle che avete visto?

«Antonio Russo e Paolo solo una volta, insieme nel dicembre del 2019 in quel bellissimo 4-0 rifilato al Pordenone, un’emozione unica che vorremmo personalmente riprovare presto, Covid permettendo… Mentre Antonio Ciancio è stato moltissime volte all’Arechi, fino ai vent’anni andava assiduamente, ora putroppo solo quando si trovo in Italia può. Scegliere una partita preferita non è facile, tra le tante quella rimasta impressa è il derby in casa col Napoli vinto per 3-1 del 2001/2002, una giornata semplicemente spettacolare».

Cosa pensate manchi alla Salernitana per ambire a palcoscenici importanti?

«Un progetto serio. In sei anni di B sono transitati diversi giocatori, molti anche dei veri talenti e siamo rimasti sempre lì senza mai toccare i playoff. Non un bene per una squadra che escluso i primi due anni avrebbe dovuto puntare alla promozione. Si è atteso fino a quest’anno per puntarci per davvero, noi speriamo che da questa stagione si sia creata almeno un minimo di progettualità per la Salernitana futura!».

Il tema della multiproprietà?

«Ha avuto svantaggi perché realtà come Catania e Cesena tutt’oggi faticano a riaffermarsi. Tuttavia è evidente che si siano creati grandi limiti proprio grazie a quest’ultima, che stanno minando il livello di crescita della squadra».

E il settore giovanile?

«Lo reputiamo come quasi inesistente. Offre davvero pochi talenti alla squadra principale, ciò è un male e conferma la mancanza di un vero e proprio progetto da parte della dirigenza».

Cosa ne pensate del legame Lazio-Salernitana?

«Inizialmente in Serie C sembrava avere molti pro. Andando in B si sono visti gli svantaggi. Crediamo non giovi tanto alla Salernitana ma più alla sponda laziale, attraverso il passaggio di diversi talenti ex granata».

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