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Tra Salernitana, San Matteo e la tradizionale mev’za: Bollini, arriverai a mangiarla?

Si avvicina la festa patronale, i salernitani sono pronti ad onorare San Matteo, come da tradizione a tavola non mancherà la tradizionale milza  (o meglio mev’za, come la chiamano da queste parti), fedeli e semplici curiosi si riverseranno per le strade cittadine per la festa che, insieme alla Salernitana, è l’elemento più rappresentativo e accomunante all’intera città. Non sarà impossibile vedere spuntare molte maglie granata tra i partecipanti alla processione. Dopotutto,  è una delle poche opportunità che si ha per sentirsi parte della comunità ippocratica.

Testa alta ed ippocampo (leggasi cavalluccio) bene in vista allora. Purtroppo, però, non basta la sola passione ed il senso di appartenenza dei tifosi per generare buoni risultati. Da anni ormai i supporter aspettano una squadra capace di accendere  l’orgoglio della piazza, invece, ma ogni anno sui social finiscono commenti colmi di delusione per un altro inizio stagione dettato da risultati tutt’altro che esaltanti, e ad essere testimoni della cattiva aria che si respira in casa granata. Dopo appena tre giornate c’è già aria pesante tra i tifosi ma soprattutto nei corridoi della sede di via Allende, con la dirigenza che ha lanciato una sorta di ultimatum ad un Bollini sempre più isolato, prima durante il mercato, poi nel giorno successivo alla sconfitta di Carpi, quando è stato accusato apertamente dalla società di aver sbagliato modulo. Sia chiaro, la scelta di Ricci in posizione di mezzala e l’esclusione prematura di Rossi (impiegato fuori ruolo) dopo che il mister era passato al 4-4-2 (che al momento sembra essere quello più adatto) ha fatto storcere un po’ il naso, così come la prestazione di Rodriguez, ma alla prima sconfitta parlare già di provvedimenti o ultimatum può apparire frettoloso. Ultima ma non meno importante l’esternazione sui dubbi di posizione di Alessandro Rossi esternati dal patron Lotito. Appare quanto meno strano che la stessa posizione non sia stata presa pochi mesi fa quando era Donnarumma ad essere impiegato in un ruolo non suo.

Dopo molti interrogativi frutto del sempre poco chiaro comportamento della società si avvicina il Pescara di Zeman, una partita che a quanto pare segnerà in qualche modo il futuro di Bollini, che gode di fiducia a 180 minuti. Bollini, più che panettone qui si parla di milza… riuscirà a mangiarla?

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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