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La Salernitana perde una gara dominata e abbandona la lotta salvezza: l’analisi del match

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La Salernitana perde una partita dominata e concede i tre punti al Lecce, che si allontana dalla zona retrocessione. Ecco l’analisi del match.

L’analisi del match tra Salernitana e Lecce

La Salernitana si schiera con un 4-3-2-1, che potrebbe facilmente diventare 3-5-2 in caso di necessità, alzando Bradaric e allargando uno tra Candreva e Tchaouna. Questi ultimi partono come trequartisti a supporto di Weissman, mentre in difesa, con Bradaric, ci sono tre centrali: Gyomber (adattato a destra), Manolas e Pirola. È evidente come questa linea difensiva sia estremamente duttile. A centrocampo ci sono Coulibaly, Maggiore e Basic, ma è tra i pali la vera sorpresa: Ochoa lascia spazio a Costil dal 1′.

Inaspettatamente, Gotti schiera il suo primo Lecce con un 4-3-1-2, scegliendo di mandare in campo due punte di peso (Krstovic e Piccoli), supportate da Almqvist. Il numero 7 avrà sicuramente libertà di svariare, per creare pericoli dalle fasce. Il trio di centrocampo è formato di Oudin, Ramadani e Blin, mentre in difesa trovano spazio Gallo, Baschirotto, Pongracic e Gendrey. In porta Falcone.


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Il primo tempo

Liverani chiede fin da subito alla squadra di rimanere compatta e alta: diversamente da quanto accaduto a Cagliari, la Salernitana dovrà evitare di farsi trovare impreparata sulle ripartenze avversarie. Da notare il diverso posizionamento dei due uomini a supporto di Weissman: mentre Tchaouna gioca largo, Candreva viene dentro il campo, lasciando spazio alla sovrapposizione di Bradaric.

La Salernitana, giocando con intensità, domina nel primo quarto d’ora: solo le parate di Falcone impediscono ai Granata di andare in porta. Il Lecce prova a sfruttare gli spazi lasciati in contropiede e, al 18′, riesce a passare in vantaggio con Krstovic, che sfrutta il pessimo lavoro difensivo di Gyomber e Manolas. Il primo si fa anticipare da Piccoli, mentre il secondo è troppo ‘morbido’ nella marcatura sull’autore del gol.

Dopo aver subito la rete dell’1-0 alla prima occasione utile, la Salernitana prova subito a reagire e crea tre palle gol in cinque minuti, con Tchaouna (per due volte) e Pirola. Nella prima metà della frazione, i Granata hanno giocato meglio dei propri avversari, ma hanno anche messo in evidenza – ancora una volta – le proprie difficoltà difensive. Il Lecce, al contrario, si tiene molto basso, facendosi attaccare, cercando di sfruttare le ripartenze e facendo affidamento sul proprio portiere, infallibile fino ad ora.

Come ci si aspettava, Almqvist tende spesso ad allargarsi sulla fascia destra, lasciando spazio a Oudin, che agisce come un vero e proprio 10. Inoltre, il Lecce cerca, in molte occasioni, il lancio lungo, a cercare una delle due torri schierate da Gotti.

Nella seconda metà del primo tempo, la Salernitana abbassa i ritmi, ma resta comunque padrona del campo, facendo girare il pallone ed arrivando spesso dalle parti dell’area avversaria. Il Lecce, invece, continua a tenersi basso, riuscendo a resistere agli attacchi granata, soprattutto grazie agli interventi di Falcone, che compie un altro miracolo, su Maggiore, al 42′.

Il secondo tempo

Alla ripartenza, la Salernitana non riesce ad imporsi sul Lecce come fatto nel corso della prima frazione. I Granata hanno difficoltà in uscita, a causa del nuovo approccio dei salentini, che pressano e si mantengono alti. Per modificare l’inerzia del match, Liverani inserisce Simy e Gomis al posto di Weissman e Coulibaly al 53′.

La Salernitana alza subito il proprio baricentro, ma gli errori in fase d’impostazione sono frequenti: la musica sembra essere cambiata rispetto al primo tempo.

Al 67′, Liverani gioca la carta Vignato, che subentra a Tchaouna; contemporaneamente, esce Gyomber, per far spazio a Zanoli. Con l’ingresso in campo del laterale di proprietà del Napoli, il tecnico granata si sbilancia, alla ricerca del pareggio. Intanto, Gotti predica calma e cambia modulo, inserendo Sansone: ora è 4-4-2.

La Salernitana continua a far circolare il pallone, ma non riesce a trovare varchi verso la porta del Lecce. È il neo-entrato Zanoli a creare l’azione del potenziale 1-1, mettendo davanti alla porta Simy, che non controlla nel migliore dei modi. Subito dopo, è Falcone a mettere la mano sull’ennesimo tiro pericoloso della Salernitana.

Al 78′, Gotti cambia di nuovo disposizione tattica, inserendo Gonzalez al posto di Krstovic e passando al 4-2-3-1 (o 4-4-1-1). Così facendo, il tecnico salentino cerca di rinforzare un centrocampo decisamente sofferente. Tuttavia, continua l’assedio di una Salernitana molto nervosa, che non riesce a trovare il gol del pareggio, nonostante le tante occasioni create.

Il Lecce continua a chiudersi bene, ma lascia qualche varco sulle fasce: è da lì che potrebbe passare la Salernitana. Sulla destra d’attacco, i Granata potrebbero riuscire a sfondare, sfruttando la tecnica di Gomis e Candreva, che potrebbero innescare Zanoli.

Nonostante l’ampio recupero concesso dal direttore di gara, la Salernitana non riesce a scardinare la difesa avversaria: è 0-1.

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