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Trevisani: “Non mi sarei liberato di Sabatini. Complicato fare mercato con un budget ridotto”

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Riccardo Trevisani, giornalista sportivo e telecronista, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare di Salernitana. Di seguito le sue dichiarazioni.

Salernitana, Trevisani: “Inzaghi? Ha cambiato delle cose”

Milioni di italiani conoscono ormai la sua voce, cornice dei big match di Champions League, Serie A e non solo. Riccardo Trevisani è uno dei giornalisti sportivi più conosciuti e apprezzati del Bel Paese. Il classe 1979 ha espresso il suo parere circa la lotta salvezza e la situazione in casa Salernitana.


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Qualche settimana fa si è ritrovato a parlare di Salernitana e in particolare della gestione Iervolino. Visto il pessimo avvio della Salernitana, secondo lei quante responsabilità possono essere attribuite al presidente granata?

«Onestamente, credo che la gestione Iervolino non sia in assoluto sbagliata. Mi pare che da parte sua ci sia una grande volontà di spendere e crescere ma questa voglia si scontra con alcune scelte e errori frettolosi. Ad esempio, Sousa è stato confermato senza ma ferma volontà di farlo e poi è finita con l’esonero. Invece, dopo la salvezza ci si è liberati un po’ troppo velocemente di Sabatini e Nicola. Iervolino è un presidente giovane ma non solo dal punto di vista anagrafico e ci può stare un po’ di fretta nelle scelte. Però io non mi sarei liberato così velocemente di uno come Sabatini, basta la questione Ederson per comprendere il suo valore».

Tra l’altro il cambio in panchina per ora non ha sortito l’effetto sperato, Inzaghi è l’uomo giusto per risollevare la Salernitana?

«Penso che qualche risultato sia arrivato, nel senso che la squadra vista a Monza era senza anima e senza cuore e avrebbe potuto prendere anche dieci gol. Con Inzaghi ho visto una squadra piùù combattiva, non perfetta ma pronta a combattere. Con Sousa la squadra era allo sbando, Inzaghi tiene molto ai comportamenti e vuole rimettere le cose in ordine. Partite come quelle con Cagliari e Sasssuolo ci dicono che la squadra c’è e ha voglia di lottare, poi ci sta perdere col Napoli. Ad oggi la sconfitta moralmente più pesante è quella col Genoa ma non è nulla di drammatico. Darei del tempo a Inzaghi, non è cambiando spesso allenatore che si risolvono le cose. Inoltre, lui ha fatto vedere delle cose importanti sia col Venezia che con la Reggina, a fine anno si tireranno le somme».

Molti rumoreggiano anche circa l’operato di De Sanctis. Il ds poteva fare di più in estate o il budget ridotto ha inciso troppo sulle sue idee?

«Quando il budget non è ampio è complicato ma sono convinto che ci sia qualcosa di buono in questa Salernitana. Dalle precedenti gestioni c’è una difesa non fortissima e io l’avrei rinforzata. Tuttavia, dal punto di vista della struttura e del talento c’è del materiale quindi non butterei tutto all’aria».

Ad oggi la Salernitana è realisticamente ancora in corsa oppure il divario è troppo ampio, inoltre, quale sarà per lei la quota salvezza?

«Per me la quota salvezza sarà tra i 33 e i 34 punti, cioè con 35 sei salvo. Ad oggi i cinque punti che separano la Salernitana dalla salvezza non sono troppi, ci sono le carte in regola per rimanere in Serie A. Il Verona è in netta difficoltà, il Cagliari gioca bene ma ha dei problemi, vedo in difficoltà anche il Sassuolo che ha solo tre punti di vantaggio dalla zona retrocessione. Invece, una delle canditate a non salvarsi di inizio anno, il Frosinone, gioca bene e si è risollevato. Anche il Lecce non è del tutto fuori, insomma, c’è un bel mischione».

Tornando al suo lavoro e alla sua esperienza, qual è la gara più bella che ha commentato, oltre quel Fiorentina-Juventus di cui ha parlato in passato?

«Barcellona-Real Madrid, finì 5-0, la partita più bella in senso assoluto. Poi aggiungerei anche Inter-Tottenham, gara di Champions League».

In una sua passata intervista ha detto: “è impossibile emozionare se non ci si emoziona”, ma come Trevisani riesce a trasmettere ciò che vive ai telespettatori e quali sono i trucchi del mestiere?

«La questione è proprio quella: emozionarsi. Ci riesci quando vivi questo lavoro come ragione di vita, quando c’è entusiasmo sei naturalmente portato a viverla con grande emozione. Io mi emozioni davanti a belle giocate, mi emoziono guardando il basket, il tennis, nello sport in generale ma anche quando guardo i film. Sono sensibile e vivo le cose con entusiasmo, mi diverto molto a vedere le partite e mi immedesimo nei tifosi, inevitabilmente sono portato a raccontarla in un certo modo.

Non ci sono trucchi, bisogna prepararsi e vedere, se uno non vede la faccenda è complicata. Basta seguire con preparazione senza la quale è difficile stare al passo con il calcio visto che ormai c’è una partita al giorno. Se non ci si prepara la brutta figura è dietro l’angolo».

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