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Riccardo Bocalon: “Il mio amico Mazzocchi vive per il calcio”

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Riccardo Bocalon lasciò Salerno nell’ultimo giorno di calciomercato della stagione 2018-2019 per tornare nella sua Venezia e scrivere là un altro pezzo della sua carriera. Sabato Salernitana e Cremonese si sfidano per la 13ª giornata del campionato di Serie A, e abbiamo quindi intervistato l’attuale attaccante del Trento.

Intervista a Riccardo Bocalon

Sabato la Salernitana affronta la Cremonese, per dare continuità alle ultime due partite condite da altrettante vittorie. Nella sfida ai lombardi, valevole per la 13ª di massima serie dell’attuale campionato 2022-2023, c’è un doppio ex: Riccardo Bocalon, infatti, ha indossato entrambe le maglie e oggi gioca in Serie C, al Trento.


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Chi è il Doge Bocalon

Din Don o Doge fa lo stesso, stiamo parlando di Riccardo Bocalon, veneziano, cresciuto a pochi minuti dall’isola di Sant’Elena, casa degli arancioneroverdi. Arrivò in granata con questo accompagnamento ‘musicale’, quello del din don, un coro che lo accompagnava come solo il canto di una curva può riconoscere nel suo beniamino. Un anno e mezzo di emozioni: “Io e mia moglie piangemmo quando…”.

Poi di nuovo Venezia, ancora qualche emozione, forte e poi una delusione… cocente, di quelle che ti stordiscono. Lui non si fa mettere al tappeto, si rialza e riparte, così come fanno i Campioni con la ‘c’ maiuscola. Raccontiamolo attraverso un’intervista.

Sabato ci sono all’Arechi Salernitana e Cremonese, due delle tue ex squadre. Come finisce?

«Domanda difficile, ma mi aspetto una bella partita. La Salernitana sta facendo un campionato incredibile se pensiamo a come si è salvata lo scorso campionato, stanno seguendo i dettami del mister e tra i tifosi e Iervolino, passando per Nicola, si denota una simbiosi. Sono una cosa sola».

«Credo che non sarà facile contro la Cremonese che sì sta facendo fatica ad adattarsi, ma il presidente, che è il primo tifoso ha fatto qualcosa d’incredibile riportando i grigiorossi in A, e hanno allestito un’ottima squadra».

A Salerno, probabilmente, non hai lasciato il segno che avresti voluto imprimere. Il momento che ti ha emozionato di con i granata?

«Sicuramente Salerno non è stata una tappa come un’altra. Mi ha lasciato grandi emozioni. Ricordo i primi gol, le esultanze sotto la Curva Sud Siberiano… ma anche i due derby vinti contro l’Avellino – in cui non segnai – Io e mia moglie piangemmo quando andammo via tanto che eravamo stati bene a Salerno». 

È successa una cosa che non capita tutti i giorni: il Venezia ti mise fuori rosa dopo aver segnato il gol della promozione in Serie A

«Dalla stelle alle… non so cosa sia successo. Non so se fossi antipatico a qualcuno, ma la decisione apparve netta. Dopo quel gol avrei voluto giocarmi le mie chance in massima serie, un campo che vidi solo dalle tribune.

Dal mare della Costiera alle Alpi. Come procede la tua esperienza al Trento

«Mi trovo molto bene, è una società seria. Sono qui da gennaio, quindi questo è il secondo campionato. Non abbiamo iniziato benissimo ma, dopo il cambio alla guida tecnica, ci stiamo rialzando». 

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