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Maurizio Milan: “Vogliamo stabilirci qui, la Salernitana avrà un grande avvenire”

Lunga ed intensa intervista in esclusiva al dottor Maurizio Milan, amministratore della Salernitana e braccio destro di Danilo Iervolino. Tutti gli ‘uomini del presidente’ sono al lavoro per mettere sui giusti binari il ‘piano A’, quello scaturito dalla salvezza in massima serie.

Maurizio Milan: “Uno stadio coperto e confortevole”

Un’intervista che ha toccato molti punti quella tra la nostra redazione e il dottor Milan. Da cinque mesi a Salerno, si è calato intensamente nella realtà sportiva e manageriale del club. Non una semplice gestione di un’attività come tante altre, e tanti i nodi che sono venuti al pettine sui quali l’intero staff sta lavorando per garantire un futuro roseo al club, con sinergie nel tessuto sociale e sportivo della provincia di Salerno.

Chi è Maurizio Milan

Direttore di Ernst&Young nella funzione People Advisory Services. Dall’aprile 2017 è presidente nazionale di AIF (Associazione Italiana Formatori). Laureato in Scienze Politiche, Diritto pubblico e amministrativo, Relazioni Istituzionali presso l’Università degli Studi di Padova, da più di vent’anni si occupa di apprendimento e organizzazione, prevalentemente in ambito aziendale con esperienze in Vodafone, Il Sole 24Ore e H-Farm.

Cinque mesi a Salerno, un bilancio?

«Quando il Presidente mi propose il progetto, ci mise poco a convincermi. Lavoro da anni con lui, so di che imprenditore si tratta. Il progetto, ambizioso, ha gambe molto solide e lui è un visionario, ma anche concreto, ed ha una velocità di concretezza… pragmaticità incredibile. Difficile trovare tali qualità in un’unica persona».

Domenica si è scritta una pagina di storia. A chi dedica questo importante traguardo raggiunto?

«A mio figlio Elia. Lui vive a Venezia e, a causa del mio lavoro, non ci vediamo molto, ma le nostre telefonate sono lunghe e parliamo sempre di Sport, anche perché ha giocato a basket. Prima di accettare l’incarico mi ero rivolto a lui per un consiglio. Accettare Salerno significava allontanarmi ancor di più, ma mi ha detto subito ‘vai’, capendo l’importanza di un impegno del genere. Ora è diventato anche lui tifoso della Salernitana e segue tutto dei granata».

Quando ha iniziato a credere nella salvezza?

«Io c’ho sempre creduto, avevo fiducia nel lavoro di Sabatini. Devo dire che, quando contro il Torino ho visto una situazione che non decollava, ho avuto qualche titubanza, ma già con la Roma vidi qualcosa di diverso. Con Sabatini pensammo comunque a due piani, uno nel caso non ce l’avremmo fatta».

Da presidente dell’AIF quali competenze ha portato nel club?

«Sono tre principalmente. Lo spirito di gruppo che si è vista nella forza del team, ma non parlo solo dei giocatori che scendono in campo; poi la programmazione perché bisogna essere sempre pronti agli imprevisti; infine lo spirito di delega, ed è importante riuscire a delegare quanto avere l’occhio lungo nell’individuare quei profili giusti ai quali affidare dei compiti ben precisi».

Molti progetti in cantiere, qual è il primo sul quale state operando?

«Abbiamo affidato alla Ernst&Young il progetto. Hanno studiato affondo il tutto, abbiamo in mente di trasformare l’impianto in un polo di attrazione più che un semplice stadio, coperto più servizi. Il restyling vorremmo farlo insieme al Comune, ma siamo pronti a finanziarlo in autonomia. Una chicca per i salernitani?! Sarà coperto. Inoltre abbiamo intenzione di rafforzare le sinergie con il territorio, sia produttivo che sportivo, quindi anche con altri club, non solo impegnati nel calcio. Trovare nuove operazioni di marketing… e, insieme, far nascere nuove idee per coinvolgere tutta la provincia in un progetto condiviso».

In cinque mesi è cambiato tutto, ma il club non si ferma ed è già a lavoro: i primi nodi sono DS e allenatore.

«Oggi abbiamo presentato il nostro progetto a Sabatini prima e a Nicola poi. In serata avremo la fumana, bianca immagino. Nubi non ne vedo e penso che tra stasera e domani potremo comunicarlo ai mass media».

Perché Innsbruck per il ritiro?

«Abbiamo optato per l’Austria perché ci sono alcune squadre di Serie A in zona, ci sembrava logisticamente la migliore. Stiamo per ufficializzare le due amichevoli internazionali che faremo e in settimana comunicheremo quali sono. Poi ci sarà una seconda parte del ritiro, più breve, a Rivisondoli, venerdì faremo un sopralluogo».

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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