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Un anno senza Philemon Masinga, l’eroe di Salernitana-Castel di Sangro

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Un anno fa ci lasciava Philemon Masinga, compianto ex attaccante della Salernitana stroncato da una terribile malattia. Indimenticabile il suo gol vittoria all’Arechi contro il Castel di Sangro che regalò la salvezza agli uomini di Franco Varrella.

Masinga, l’eroe della Salernitana targata Franco Varrella

“Ha la maglia dei granata, tutto il resto fa da sé. Non conosce la paura, né il dolore sa cos’è. Corre, cade, si rialza e sempre segnerà… Masinga!”. Un coro, cantato all’Arechi nella stagione ’96-’97, che descrive al meglio ciò che Philemon Masinga è stato e che, soprattutto, ha rappresentato per i tifosi granata. Non un calciatore come tanti transitato a Salerno, ma un vero e proprio simbolo di un calcio che, probabilmente, non tornerà mai più. Un uomo, prima che un calciatore, capace di farsi amare in tutte le piazze in cui ha giocato grazie all’impegno profuso in campo. 

Filomeno, così come chiamato affettuosamente dai tifosi granata, giunse a Salerno in un periodo di cosiddetta transizione. L’immensa Salernitana del giovane Delio Rossi, capace di conquistare la Serie B contro ogni pronostico, stava per lasciare il passo all’altra, altrettanto immensa, che conquistò la massima serie. Era una Salernitana stanca, con pochi stimoli, delusa dal sogno Serie A svanito per un nonnulla con due quinti posti di Rossi prima e Colomba poi. Era la Salernitana di Varrella, ex vice di Sacchi in Nazionale, subentrato allo stesso Colomba nel tentativo di salvare la categoria. Nell’autunno del ’96, tra le tante “scommesse” dell’ex patron Aliberti, arrivó a Salerno, tra lo scetticismo generale, un ragazzone sudafricano proveniente dal San Gallo, squadra militante nel massimo campionato svizzero. Lo scetticismo, però, lasciò ben presto spazio all’euforia. Con le sue memorabili sgroppate palla al piede e la sua grande fisicità, Masinga conquistò la torcida granata nel giro di poche settimane. Nonostante l’apporto fondamentale del buon Phil, però, i risultati continuavano ad arrivare col contagocce. La Salernitana, infatti, continuava ad oscillare pericolosamente tra il quart’ultimo e il quint’ultimo posto, assillata dallo spettro della retrocessione che, col passare delle giornate, si faceva sempre più insistente.

Le emozioni di Salernitana-Castel di Sangro… e un curioso retroscena

L’incertezza e la paura si trascinarono fino alla terz’ultima giornata datata 8 giugno 1997. I granata, reduci dalla pesante sconfitta di Pescara di una settimana prima, affrontano all’Arechi il Castel di Sangro nel più classico dei match da dentro o fuori. Una gara di fondamentale importanza a cui Philemon, ovviamente, avrebbe dovuto far parte a tutti i costi. Meno di 24 ore prima, Masinga scese in campo per più di 45 minuti a Wembley nell’amichevole tra il suo Sudafrica e l’Inghilterra. Tutto ciò mise in forte dubbio la sua presenza in campo all’Arechi il giorno dopo… ma non per il presidente Aliberti. Secondo quanto riferitoci dal collega Gigi Caliulo, infatti, l’ex patron granata organizzò un volo charter per riportarlo a Salerno in tempo utile per la gara. A bordo l’ex amministratore delegato Michele Aliberti che, in tempo record, esaudì le richieste del presidente, nonché di un’intera piazza che affidava a Filomeno le speranze salvezza. 

Come ampiamente prevedibile, vista la poca autonomia fisica, il sudafricano parte inizialmente in panchina. La gara, rovente più per la tensione che per il caldo, era bloccata sullo 0-0. Al minuto 67 l’Arechi, meravigliosamente stracolmo, si accende: Filomeno sta per fare il suo ingresso in campo. La Salernitana, rinvigorita dall’ingresso di Masinga, continua a spingere ma non punge. L’aria diventa irrespirabile, la paura si impossessa di tutti i supporter presenti mentre, a poco a poco, sta per concretizzarsi l’ennesima, pesante débâcle della squadra del Cavalluccio. Al minuto 88, però, il tanto auspicato miracolo sportivo prende vita: Cross di Dell’Anno… incornata di Filomeno… gol! 1-0. L’Arechi esplode, Masinga va verso la tribuna mentre viene travolto dagli abbracci dei compagni. La gente si lascia andare in un pianto liberatorio. La salvezza è ormai cosa fatta. 

Una rete salvezza che, al contempo, fece da preludio al Rossi 2.0 che continuò a scrivere pagine importanti della storia granata con la conquista della Serie A 50 anni dopo l’ultima volta.

Grazie di tutto, Phil.

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.

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