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Sconcerti: “Cosa condiziona gli acquirenti a non prendere la Salernitana? La situazione”

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Mario Sconcerti ph: web

Intervista a Mario Sconcerti, ex direttore del Corriere dello Sport ed opinionista di Sky e Mediaset.

Mario Sconcerti: “Esorbitante la cifra iniziale richiesta”

Mancano poche ore al 31 dicembre, giorno della dead-line per la Salernitana. Il futuro al momento appare molto incerto. Abbiamo parlato con Mario Sconcerti della situazione che vive l’ambiente granata.

Cosa pensa della situazione della Salernitana e se lei in estate avrebbe mai pensato che a 48 ore dal 31 dicembre i granata sarebbero stati ad un passo dall’esclusione dalla Serie A?

«Il problema è andato in crescendo. A questo punto non so che interesse possano avere  gli imprenditori ora ad acquistare la Salernitana visto che, oltre la scadenza potrebbe essere ceduta praticamente a zero. Anche se ora c’è una riduzione del prezzo assurda rispetto ai 70-80 milioni chiesti da Lotito in estate. L’errore iniziale è stata la valutazione troppo esorbitante, però con un eventuale esclusione dal campionato cosa si acquista? Io credo che la certezza in queste situazioni è l’avere una solidità forte alle spalle che, continuare su basi tragiche. Vedremo cosa accadrà in questi due giorni».

Secondo lei la FIGC ha sbagliato in estate ad autorizzare un trustee per far partecipare la Salernitana al campionato di Serie A?

«Non è stato corretto. Come non è stato corretto imporre un limite di 30 giorni per vendere la Salernitana. Non si può obbligare nessun azienda a vendere se non per inadempienze economiche. Con quale diritto?. Purtroppo è un problema di proroghe che si è arrivati a tutto ciò. Tutto è iniziato quando la Salernitana è salita dalla Serie D alla Serie C. Il regolamento non dice che un presidente non può avere due società nella stessa serie. Il regolamento dice che un presidente non può avere due squadre a livello professionistico. Quindi, la Federazione è stata complice di questa situazione. Non bisognava proibire la multi-proprietà il giorno della promozione in Serie A della Salernitana ma nell’anno in cui la Salernitana è tornata nel professionismo dopo il fallimento di qualche anno prima».

Il Genoa ha cambiato da poco proprietà come Parma e Spezia che l’hanno cambiata lo scorso anno. Come mai la Salernitana riscontra queste difficoltà di vendita?

«Non è un problema la Salernitana o la città di Salerno. Ma chi la prende una società pagando profumatamente ma nel mentre la potrebbe prendere a zero tra un paio di settimane? Vero, potrebbe essere in Serie C o Serie D ma se c’è un progetto serio dietro risali tranquillamente. Non so cosa sia augurabile, però spero che a Salerno arriva un società seria. Ora come ora rimanere in Serie A è difficile, si parla infatti di acquistare una squadra quasi praticamente in Serie B. Tutte queste deroghe hanno solamente allungato la vita del ‘malato’. La cosa più importante è che la Salernitana torni in mani sicure. Se i trustee stanno bocciando tante soluzioni, vuol dire che non convincono. Il futuro non è domani ma oltre domani. Questa è un occasione per avere una società chiara e forte». 

Il campionato finora disputato dai granata può condizionare qualsiasi trattativa?

«Condiziona sicuramente. Perché magari se cerchi d’acquistare una società con 30 punti in classifica invece, che con 8 punti il prezzo d’acquisto aumenta. Il problema non sono 10-15 milioni da avere adesso, ma trovare acquirenti che vogliano investire in futuro in maniera concreta sulla Salernitana. L’importante è che a Salerno arrivi gente seria. Non è la prima e non sarà l’ultima volta che la Salernitana in Serie A ma a prescindere attualmente non puoi fare queste figure. A condizionare la scelta è la situazione. Qui prendi la Salernitana a due lire a o zero».


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