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Viaggio nel mondo del padel, intervista a Marco Materazzi

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Nuovo progetto imprenditoriale per l’ex calciatore dell’Inter, Marco Materazzi che entra nel mondo del padel, fenomeno che ha trovato terreno fertile anche nella provincia di Salerno. Antonio Petrucci, giornalista salernitano e autore del fenomeno letterario, “Padel Nostro”, lo ha intervistato.

Il mondo del padel, intervista a Marco Materazzi

Tutti lo ricordiamo per il suo gol nella vittoriosa finale dei Mondiali 2006 con la Francia, e per essere stato colpito da Zidane con una testata in pieno petto. Ma Marco Materazzi, oltre 530 partite da professionista, giocate in gran parte nell’Inter, è oggi un imprenditore di successo nella sua amata Perugia. Lo abbiamo raggiunto per conoscere meglio questo suo nuovo progetto, la Padel Arena Perugia.

Allora, Marco, come nasce la tua passione per il padel?

«Un giorno ero in vacanza in California, a Venice Beach, e vidi questi quattro campi da ‘mini tennis’: lo trovai geniale, per uno come me che non aveva mai provato a tenere una racchetta in mano fu molto semplice iniziare a giocare. Essendo praticamente le stesse racchette, il passo fu breve. Poi appena vidi in Italia il primo campo simile, mi ci tuffai: era il padel».

Hai inaugurato due centri sportivi di padel. Come mai hai deciso di passare dalla gabbia alla scrivania e diventare un imprenditore?

«Sinceramente, quello che volevo era solo un campo per giocarci, dopodiché con Matteo Minelli e Andrea Barzagli ragionavamo sul fatto che questo, a nostro parere, fosse uno sport indoor (troppe variabili all’aperto, sole, vento, umidità, pioggia), così ci siamo messi alla ricerca di una vecchia fabbrica, e una volta trovata abbiamo voluto farne una vera e propria mecca del padel».

Cosa apprezzi di più di questo sport?

«La semplicità, il fatto che chiunque dopo poche lezioni possa giocare una partita, cosa praticamente impossibile in qualsiasi altro sport. E poi l’aggregazione: il fatto che stia prendendo molto anche il pubblico femminile, fa capire la bellezza del padel».

Secondo te, come mai sono così tanti gli ex calciatori a praticarlo?

«Perché non ti annoia, ti allena, è adrenalinico e come sapete a noi sportivi non piace mai perdere. Quindi è perfetto per chi ha fatto sport a certi livelli».

In campo, quali sono i tuoi punti di forza e quali i tuoi punti deboli?

«Ognuno ha le sue caratteristiche, però i punti di forza dipendono secondo me anche dal fatto che si abbia o meno un po’ di impostazione tennistica. Chi ce l’ha perché riesce a fare colpi migliori rispetto ad altri che prediligono la difesa per mancanza di fondamentali».

Chi è il più forte dei tuoi ex colleghi?

«Penso Locatelli, Fiore, Candela e Totti».

Hai giocatori che preferisci o stimi particolarmente?

«Sono tutti praticamente amici, si è creato un buon feeling tra calcio e padel».

Sei un giocatore autodidatta o hai preso lezioni?

«Sono autodidatta ma devo migliorare per sfidare i più forti, quindi ho iniziato ad allenarmi con il responsabile tecnico del nostro centro, Fabricio Cattaneo, ex 56 wpt».

Quali sono i prossimi progetti di Marco Materazzi per il futuro nel mondo del padel?

«Intanto l’ottima risposta che stiamo avendo con la Padel Arena Perugia ci sprona a guardare a nuovi orizzonti per future aperture di altri centri sportivi. E poi collaborare con la Federazione Internazionale e col mio amico Nasser Al-Khelaifi del Qatar Sports Investments, all’espansione del padel in Italia, ad esempio portando più tappe in giro da noi».

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