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Bittante: “Iervolino, serve un segnale! Salerno non merita la Serie B”

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Luca Bittante, ex terzino della Salernitana di Bollini, è intervenuto a Radio Punto Nuovo per tornare a parlare dei granata e non solo.

Bittante: “La società sia presente. Nuovo DS subito”

Tra i tanti calciatori passati per Via Allende, c’è Luca Bittante, terzino arrivato in prestito nel gennaio del 2017 che coi granata ha collezionato 18 presenze e con un passato all’Avellino.

Esclusa quella della promozione, l’annata di Bittante fu la più positiva per i granata dell’epoca Lotito, con la squadra di Bollini che sfiorò i playoff. Seppur con poche apparizioni, il terzino si è fatto le idee chiare sulla piazza di Salerno.


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“Ripartire dal solito entusiasmo dei salernitani”

Intervistato a RPN, il terzino attualmente in forza al Monterosi Tuscia, ha commentato il difficile periodo dei salernitani, elogiandone però lo spirito combattivo.

«Stagione complicata, ma ora c’è voglia di ripartire. Quando le stagioni partono male, senza un gruppo solido e una società presente, finiscono anche peggio. Dispiace perché Salerno ha un tifo importante. Nel calcio si può vincere e si può perdere, ma l’importante è ripartire col solito entusiasmo della città.

Evidente la mancanza di concentrazione mentale nelle partite più importanti. Bisogna decidere immediatamente come pianificare il futuro. La Serie B è un campionato tosto e ti può inghiottire. Salerno, con questa società, ha nelle corde la possibilità di tornare subito in massima categoria».

Tagliare i fili col passato, reagire con voglia

«Per il futuro bisogna tenere conto dei ragazzi che vogliono rimanere e che hanno l’entusiasmo di voler regalare alla città un campionato importante. Bisogna tagliare i fili col campionato passato, i fantasmi possono influenzare la stagione corrente, come nel caso del Bari».

Bittante alla Salernitana ha collezionato pochi gettoni, complice un infortunio rimediato nella sua esperienza a Cagliari. Tuttavia, anche ai tempi di Lotito, il difensore ha potuto toccare con mano il calore della piazza.

«Quei pochi mesi a Salerno per me sono stati importanti. Non sono riuscito a dare quello che volevo perché avevo un principio di pubalgia, e mi dispiace non essere riuscito a dare il 110%. Quello di Salerno è un ambiente che con la Serie B c’entra poco. Dispiace tantissimo vedersi lasciar sfuggire la Serie A in questo modo. In un posto come Salerno, i tifosi meritano altri palcoscenici. Bisogna dare qualcosa di più».

Sulle intenzioni della società e sul futuro

«La presenza della società è fondamentale. Serve un segnale che indichi la loro voglia di rimettersi in gioco. Se si vogliono fare le cose fatte bene, bisogna farle velocemente. Tra un mese e mezzo inizia il campionato e ancora non c’è un direttore sportivo, nel calcio il tempo scorre veloce».

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