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L’Inchiesta di Perugia coinvolge Iervolino e Gravina: Salernitana nei guai?

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L’inchiesta di Perugia si allarga, fino a coinvolgere il presidente della FIGC Gravina, Danilo Iervolino e la Salernitana.

Salernitana, le ultime su Iervolino

Gli effetti dell’indagine svolta della procura di Perugia (e diretta da Raffaele Cantone) si stanno allungando fino a Roma, dov’è stato aperto un nuovo fascicolo. Al centro dell’interesse degli inquirenti c’è il presidente della FIGC Gabriele Gravina, tirato in ballo dal PM dell’Antimafia Antonio Laudati. Quest’ultimo, insieme all’ex finanziere Pasquale Striano, è l’indagato numero uno nell’ambito della suddetta inchiesta. L’avvocato difensore di Laudati sostiene che l’ex PM avrebbe svolto delle indagini sui rapporti tra Iervolino e Gravina su richiesta della procura di Salerno.


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Infatti, al momento dell’acquisto della Salernitana da parte dell’imprenditore campano ci sarebbero state delle cointeressenze patrimoniali tra i due. Questa situazione avrebbe costretto gli inquirenti ad andare più a fondo nella faccenda. Tuttavia, la procura non ha mai confermato quest’indagine sull’acquisizione della Salernitana.

Ora gli inquirenti di Perugia vorrebbero capire a chi fossero destinate le informazioni illegalmente ottenute da Striano e potenzialmente passate a Claudio Lotito. L’ex patron granata sarebbe venuto a conoscenza di informazioni riservate tramite un amico, Emanuele Floridi. Questi si sarebbe incontrato più volte con Laudati e Striano, ed è già stato ascoltato, così come Lotito, dal PM perugino, in quanto persona informata sui fatti. Tutto è ancora da verificare, ma si prospetta un’altra grana per la Salernitana e per Iervolino.

L’Inchiesta di Perugia

La vicenda è partita ad agosto 2023, quando venne aperta un’indagine su quella che s’ipotizzava essere un’attività di dossieraggio con al centro il finanziere Pasquale Striano, facente parte del gruppo di lavoro che si occupava dello sviluppo delle SOS (Segnalazioni di Operazioni bancarie Sospette). Secondo i magistrati di Perugia, guidati da Raffaele Cantone, gli accessi al sistema informatico delle SOS sarebbero stati abusivi. Gli accertamenti sono partiti da una denuncia del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e si sono poi estesi, fino a generare nuovi filoni d’indagine.

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