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Giudice sportivo: le sanzioni della 15ª giornata

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Sono giunti i verdetti del Giudice Sportivo relativi alla quindicesima giornata di Serie A. Saranno tre gli squalificati in vista del ritorno all’attività dopo la sosta per i Mondiali, mentre copiose sono state le ammende nei confronti dei club. Di seguito, le sanzioni comminate dal dott. Gerardo Mastrandrea.

I verdetti del giudice sportivo

Le sanzioni pecuniarie nei confronti dei club sono state esorbitanti. Ben sei squadre sono state sanzionate con un’ammenda. L’Inter è stata punita con 12.000 euro poiché i suoi supporter, in quel di Bergamo, avrebbero rivolto cori insultanti nei confronti dell’allenatore dell’Atalanta e per aver gettato un petardo in direzione del settore occupato dai tifosi avversari.

Multa più leggera per l’Atalanta: 8.000 euro poiché i suoi tifosi avrebbero rivolto cori insultanti nei confronti di un giocatore dell’Inter e per aver gettato tre bicchieri semivuoti tra il recinto e il terreno di gioco.

Punite, invece , con 5.000 euro Juventus, Hellas Verona e Spezia. I bianconeri perché i tifosi avrebbero intonato un coro insultante nei confronti della tifoseria avversaria. Gli scaligeri per il lancio di alcune bottigliette d’acqua nel recinto di gioco. I liguri, infine, per cori insultanti rivolti dai propri sostenitori verso quelli avversari.

Più leggera l’ammenda del Bologna: 4.000 euro a causa del lancio di alcuni bicchieri di plastica semivuoti nel recinto di gioco operata dai supporter rossoblù.

Per quanto riguarda i calciatori, tre saranno i giocatori che ritarderanno il rientro dalla sosta: Antonio Candreva della Salernitana (espulso contro il Monza), Alessandro Buongiorno del Torino (ammonito in seguito a diffida) e Filip Djuricic della Sampdoria (ammonito in seguito a diffida), tutti squalificati per una giornata.

Squalificato per due giornate, invece, l’allenatore della Roma José Mourinho, espulso contro il Torino per aver contestato una decisione arbitrale “assumendo un atteggiamento minaccioso” nei confronti dell’arbitro, rivolgendogli, inoltre, “ripetutamente un epiteto gravemente offensivo”.

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