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Gianluca Rocchi nuovo designatore della CAN

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Gianluca Rocchi è il nuovo designatore della CAN. Elenito Di Liberatore, Andrea Gervasoni e Lorenzo Manganelli sono i nuovi componenti della CAN, mentre Matteo Simone Trefoloni è stato confermato responsabile del Settore Tecnico dell’AIA.

Rocchi nuovo designatore della Can. Ecco i nuovi componenti

Lo ha annunciato oggi il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Alfredo Trentalange nel corso della conferenza stampa per la presentazione dei nuovi ruoli dei responsabili e dei componenti degli organi tecnici nazionali dell’AIA, che si è svolta nella sede della FIGC e alla quale è intervenuto anche il presidente Gabriele Gravina.

“Pensiamo che Rocchi sia il nuovo – ha dichiarato Trentalange – dobbiamo imparare a fare strada ai giovani e costruire il miglior sistema arbitrale almondo, senza protagonismi. Vogliamo aprire canali di comunicazione”.

Il numero uno dell’AIA ha anche commentato la decisione di promuovere in CAN alla memoria l’arbitro scomparso Daniele De Santis: “Una bella iniziativa nata dall’organo tecnico, per un arbitro che aveva dato veramente tutto e che siamo certi che la promozione l’avrebbe comunque ottenuta”.

Trentalange parla della nascita della CON

Tra le novità della nuova AIA di Trentalange, anche la nascita della CON, divisa tra professionisti e dilettanti, che riguarderà gli osservatori arbitrali. “Per me – ha sottolineato Rocchi – si tratta di una nuova partenza per un’esperienza che fino a qualche tempo fa non immaginavo. La vedo come una sfida personale, credo moltissimo nella formazione e sarà formativa anche per me. Sarà un’esperienza bella che condividerò con gli altri colleghi. Cosa cambierà con la mia CAN? Poco, so come lavorava la vecchia commissione perché ne facevo parte. Non è la CAN di Rocchi, ma di tutti, dobbiamo dare un servizio che deve essere al top. Il gruppo unito è la nostra forza”.

Le parole di Gravina

Da parte del presidente Gravina un in bocca al lupo per la nuova stagione e un messaggio molto positivo: “Vogliamo un’AIA innovativa e moderna, che si prenda cura della formazione, dai campi di periferia alla Serie A, senza tralasciare nessuno. Tutti devono essere coinvolti nel progetto di slancio verso questo nuovo umanesimo. Senza il baluardo degli arbitri, il sistema non potrebbe sopravvivere. L’arbitro rappresenta la semantica dello sport, con la sua passione per il calcio e in maniera determinante rappresenta la capacità di saper testimoniare i valori della nostra cultura sportiva. Gli arbitri godono di piena autonomia tecnica, ma allo stesso tempo l’AIA è parte integrante della FIGC. La classe arbitrale deve continuare a maturare, deve crescere e auspico che il nuovo corso dia nuovo risalto nel campo della formazione”.


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