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Foggia – Salernitana: il pagellone granata secondo SalernoSport24

Solita partita dei granata che regalano un tempo agli avversari, prevalentemente il primo, salvo poi svegliarsi nella ripresa a giochi fatti. Il pagellone dei granata secondo SalernoSport24.

Il pagellone dei granata di Foggia-Salernitana

Mancano due partite al termine del campionato. La Salernitana hanno perso le ultime tre gare e ora rischiano di vedersi frantumare quanto buono fatto nel girone di andata. Analizziamo attraverso il pagellone di SalernoSport24 i granata nel match dello stadio “Pino Zaccheria”.

Micai – Prende tutto ciò che può prendere. Sul primo gol è impallato da due difensori granata, la vede all’ultimo ed è già tanto che riesca a respingerla. Sulla rete di Iemmello deve “ringraziare” la sua sempre attenta difesa. Gli attaccanti del Foggia bazzicano fin troppo spesso dalle sue parti. Prodigioso l’intervento nel secondo tempo quando si trova a tu per tu con Mazzeo, poi altre due volte Materese. Senza di lui la Salernitana si sarebbe dovuta già ritirare per manifesta sottomissione – 6

Pucino – Uno dei pochi a spingere e a richiamare i suoi, da vero capitano. A fina partita, mentre tutti escono, lui va sotto la curva ospite a metterci la faccia. Era tra i tanti diffidati e ha preso il giallo che gli costerà la squalifica per la prossima gara – 6

Migliorini – Tra i peggiori del pacchetto difensivo. Si becca un giallo tre minuti protesta platealmente con l’arbitro per il mancato giallo ad un calciatore del Foggia, reo a sua volta di aver atterrato Jallow. Su di lui pesa anche il gol del 3-1 di Iemmello. La sua prova è lo specchio di quando era ad Avellino salvatosi all’ultima giornata, eppure era stato preso perché la Salernitana facesse un salto di qualità, beh – 4,5

Mantovani – La difesa è nei guai, sia lui che Gregucci lo sanno, perciò bisogna stringere i denti. Lui scende in capo nonostante i problemi muscolari che lo attanagliano da un po’. Un po’ meglio degli altri altri ma per i problemi suddetti, non un fulmine di guerra – 5 Dall’85’ D. Anderson – Per lui nove minuti in campo a giochi fatti, non incide sul match.

Casasola – Quando scende fa sempre male e quando la Salernitana alza il baricentro lui è presente e si vede. Dal suo piede parte l’azione che avrebbe potuto riaprire la gara già nel primo tempo. La sua partita dura però soltanto 45 minuti poiché Gregucci lo richiama per cambiare modulo – 5,5 Dal 46′ Calaiò – Entra e si vede, dalla sua testa arrivano i sussulti che fanno pensare ad un rientro in partita. Non succede soprattutto a causa di una difesa già in vacanza – 6

Odjer – Nel primo tempo è spazzato via dalla voglia del Foggia di far propria la partita. Nella seconda frazione sale di tono insieme a parte della squadra quando gioca dalla cintola in su. Ci prova con un tiro da casa sua quando avrebbe potuto servire qualcuno già piazzato. Si trova spesso largo a destra ma gli altri sono di gamba lunga e lui soffre spesso il confronto diretto fino a quando offre a Jallow un pallone d’oro che il gambiano spinge in rete per il 2-1 – 5,5

Minala – Chi l’ha visto? Nella testa e nelle possibilità che aveva a disposizione Gregucci (ben poche), doveva fare il Di Tacchio della situazione. Chiaramente è ben lontano dalle geometrie del compagno assente per squalifica. Lo abbiamo notato a fine della partita mentre cercava di tirar giù il mister dalla balaustra che separa il campo dagli spalti dove erano i tifosi granata in aperta contestazione – 4,5

Akpa Akpro – Se non fosse per il rigore che spiana la vittoria ai pugliesi, si potrebbe fare un discorso simile a quello aperto per Minala. Purtroppo per tutti l’esperienza resta a casa e lui decide di strattonare Deli in piena area di rigore. È stato infortunato per metà della stagione e i tifosi se ne erano fatti una ragione, ora per chi gioca l’ivoriano? – 4

Memolla – L’assenza di Lopez gli apre la corsia preferenziale per la sua seconda maglia da titolare. Ne approfitta come può e la voglia c’è. C’è anche la ruggine però che si fa sentire. Se gioca poco non può avere il ritmo degli altri. Soprattutto nel primo tempo cerca come di far salire la Salernitana sulla fascia. Alla distanza cala come era facile immaginare, soprattutto dovendo scalare in difesa. Deli se lo beve come acqua fresca in occasione del gol del 3-1 di Iemmello – 5

Mazzarani – Non giocava da una vita e si vede. Il ritmo partita manca anche a lui e con tutti i diffidati che ha la Salernitana chiunque ora dovrà cercare di farsi trovare pronto, non come lui possibilmente. In più deve fare da ponte tra Minala (?!) e la punta Jallow che punta non è. Un po’ troppo per lui che un anno fa si giocava il posto in Serie C al Catania e, soprattutto, nelle condizioni attuali. Ha una sola possibilità per riabilitare il suo nome nel grigiore di Foggia ma Leali non è d’accordo e respinge il suo sinistro da fenomeno. Poi di lui più niente fino alla sostituzione – Dal 63′ Rosina – Rosinaldo qualcosa la fa ma, con il risultato già ampiamente compromesso, c’è poco da fare – 5,5

Jallow – Una seconda punta, per rendere al meglio, dovrebbe avere un ariete che gli apra gli spazi. Gregucci però punta su di lui oggi come prima punta, nonostante in panca abbia Calaiò e Vuletich. Nel primo tempo la squadra non riesce a salire, prova a far qualcosa lui ma non ha man forte per essere sostenuto. Nel secondo entra l’ex Parma e qualcosa si vede. Si fa trovare pronto in occasione della gran palla di Odjer. Poi Calaiò gli apparecchia la tavola per il suo tiro a giro preferito, la sfera esce di un niente quando la metà dei tifosi della Salernitana stava già per esultare – 6,5

Gregucci – Sarebbe facile buttare la croce sull’allenatore. Paga sempre il mister, è la regola delle regole non scritte. Lui ci mette la faccia ma le sta provando tutte con una squadra ridotta all’osso e che a Foggia si è presentata senza Lopez, Di Tacchio e Djuric. In settimana, durante l’allenamento a porte aperte abbiamo anche potuto notare che il tecnico è “costretto” ad usare alcuni dei suoi collaboratori negli allenamenti per completare la squadra. Piuttosto sarebbe il caso di prendersela con chi ha allestito una squadra che rischia la retrocessione spacciandola per una rosa da prime otto della classe. Per cui dargli un voto sarebbe oltremodo indecoroso rispetto alle sue possibilità – s.v.

Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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