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Le parole di Nicola al termine di Empoli-Salernitana

Il mister della Salernitana, Davide Nicola, ha parlato nel post partita del match giocato contro l’Empoli, terminato in parità con il risultato di 1-1. C’è tanta amarezza per una vittoria che è sfumata in seguito all’errore dal dischetto di Perotti.

Salernitana, le parole di Nicola nel post partita

Al “Castellani” Empoli e Salernitana si dividono la posta in palio. Dopo un primo tempo giocato al di sotto delle aspettative, i granata hanno riacciuffato il pari nella ripresa e hanno avuto addirittura l’occasione di portare a casa i tre punti (fondamentali). Purtroppo, lo specialista dei calci di rigore, Diego Perotti, questa volta si è lasciato ipnotizzare dall’estremo difensore dei padroni di casa, Vicario.

Ecco le parole di Davide Nicola, intervenuto ai microfoni di DAZN nel post partita.

Inizio sottotono

«Non abbiamo iniziato benissimo. Inevitabilmente l’ultimo step era quello di giocare partite che risultano sempre più decisive. Bisognerà combattere fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Non si può fare di più, obiettivamente, rispetto a quello che i ragazzi stanno facendo. Nel primo tempo siamo partiti un po’ contratti. Era anche la prima volta che giocavamo con un caldo del genere, avevamo sempre giocato alle 18, o di sera. Sicuramente il caldo si è fatto sentire per entrambe le squadre. Nel secondo tempo ci siamo messi in testa tutto quello che avevamo fatto, e sfido chiunque a dire che la Salernitana non stia dimostrando di meritare di potersi salvare. Abbiamo fatto un secondo tempo arrembante. Abbiamo avuto una decina di palle gol. Hanno avuto occasioni anche loro, ma ci siamo giocati la partita. Lo sappiamo dalla prima partita che dobbiamo rischiare per prendere punti. È il settimo risultato utile consecutivo. Arriverà all’ultima giornata ed è giusto così, davanti al nostro pubblico che anche oggi è stato meraviglioso».

L’assenza di Bohinen e cosa non ha funzionato

«Loro hanno un modo strano di stare in campo. Giocando a rombo bloccano le fonti di gioco, riescono ad arrivare subito in pressione nella prima costruzione, quindi noi abbiamo avuto poca mobilità nei primi 25 minuti. Poi abbiamo optato per cambiare posizioni in campo e così è stato. Nel secondo tempo abbiamo abbandonato la valigia dei dubbi e delle paure che non ci servono e abbiamo fatto una ripresa straordinaria, secondo me. La partita è stata bellissima da entrambe le parti. Adesso resettiamo e prepariamoci per l’ultima sfida».

Secondo tempo molto più offensivo

«Non mi interessava il risultato e quello era un modo per comunicarlo ai ragazzi. Da tre settimane sto cercando di inculcare ai ragazzi che per raggiungere qualcosa devi anche rischiare di poterlo perdere. Non si può giocare bloccati o contratti, perché poi non ti esprimi. Siamo arrivati ad avere questi punti perché la Salernitana sa esprimersi, mettendo giocatori sempre più offensivi. Non era facile riprendere una partita così e non era facile creare tanto in un match del genere. Sicuramente dove abbiamo difettato è stato il non riconoscere l’equilibrio, scoprendo il centrocampo. Dovevamo riconoscere che almeno un vertice centrale doveva rimanere per non dare quelle sei/sette ripartenze che l’Empoli ha avuto».

Sull’errore di Perotti

«Diego è un giocatore straordinario e l’errore fa parte del gioco. Io ritengo che la vita sia un insieme di combinazioni, è giusto che si arrivi a giocare la salvezza davanti al nostro pubblico, all’ultima giornata. Adesso toccherà agli altri, non sarà facile per nessuno. L’Empoli ha fatto la partita che doveva fare e noi siamo orgogliosi di aver fatto questa partita e di aver raccolto questi punti. Per noi è stato un cammino molto duro, lo sarà anche alla prossima e dobbiamo cercare di farci trovare pronti».

L’esodo granata e le lacrime di Perotti

«I giocatori vengono giudicati sui singoli episodi. Fanno un errore e vengono massacrati. È il nostro gioco e lo sappiamo. Dopo l’errore gli ho detto che mancava ancora tempo. Ho scelto Perotti perché ci sono tre rigoristi e c’è un patto: nel momento della partita chi se la sente lo tira. Vicario ha dimostrato di essere un grandissimo portiere. Manca l’ultima partita, è una finale. Dobbiamo prepararci al massimo. Se c’è una motivazione per raggiungere la salvezza è soprattutto per vedere i sorrisi di questa gente straordinaria».

Non dipende solo dalla Salernitana

«Domani vedremo quello che succede. Come è dura per noi è dura per tutti gli altri, è il calcio. Sono contento di come la Salernitana si è costruita il percorso contando solo sulle sue forze. Questo è gratificante. Abbiamo ottenuto tutto questo solo per le nostre capacità. Non mi siederò sul divano a guardare quello che fanno gli altri. Analizzerò la partita fatta oggi e vedremo i risultati. Non sono qua per gufare nessuno, sono qui per allenare e tifare la mia squadra. Mi concentrerò sull’ultima settimana. L’Empoli ha meritato di salvarsi, la squadra non è mai stata nella lotta salvezza, o a rischio».

Calciatori depressi a fine partita. Lavoro sulla testa dei calciatori e assenza di Bohinen

«Non credo che un giocatore possa stravolgere l’essenza di una squadra. L’assenza di Bohinen ha portato a dover fare delle prove durante la settimana, in base a vari aspetti, tra rotazioni dei centrocampisti e fluidità del gioco. Il gol subito ci ha sbloccati, è stato quasi un bene. Dovevamo fare qualcosa in più, vedremo domani. Non mi concentro sul discorso psicologico. L’unico peso è il voler raggiungere quello che vogliamo».


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