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Decreto Crescita: la norma resta ma si spinge per l’eliminazione

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Sta facendo discutere, nelle ultime ore, la possibile cancellazione del Decreto Crescita all’interno della nuova Finanziaria 2024. L’indiscrezione lanciata da Calcio&Finanza ha dissipato ogni dubbio e la norma resta, ma non tutti sembrano essere soddisfatti.

Decreto Crescita: pro e contro della sua cancellazione

Si sta parlando molto nelle ultime ore del Decreto Crescita, norma del 2019 che ha favorito la tassazione e l’inserimento di calciatori stranieri nel nostro campionato.


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La norma prevede un sgravio fiscale per tutti i lavoratori specializzati provenienti dall’estero che non siano stati in Italia nei due anni precedenti. I professionisti in questione devono, però, impegnarsi a trasferire la residenza fiscale in Italia per due anni, beneficiando, così, di uno sgravio fiscale che passa dal 45 al 25 percento, a patto che lo stipendio sia superiore al milione di euro. Ciò favorisce sicuramente l’importazione di calciatori dal mercato estero, poiché gli stessi guadagnerebbero di più a livello netto e le società risparmierebbero notevolmente sul lordo, ma sta impoverendo il mercato interno.

Il presidente della Salernitana Danilo Iervolino non è tra gli amanti del decreto proprio perché preferirebbe che gli sgravi andassero alle società che fanno esordire i giovani. Eppure, è stato grazie al Decreto Crescita se l’Ippocampo è riuscito ad acquisire le prestazioni di Boulaye Dia a titolo definitivo. Il senegalese percepisce 1.9 milioni di euro a stagione più relativi bonus. Il peso specifico del contratto aumenterebbe del 20 percento per la società granata in caso di addio alla norma e questo potrebbe essere un danno per le casse societarie.

Ad oggi, come specificato da Calcio&Finanza dopo un consulto con fonti vicine al Ministero dello Sport, la norma nel calcio resterà ancora valida. La cosa avrà fatto gongolare qualche società italiana che ha costruito le ultime fortune proprio sul mercato estero, ma non ha trovato il parere favorevole dell’Assocalciatori. Il presidente Umberto Calcagno, infatti, ha così dichiarato ai microfoni di Calcio&Finanza: «Continuo ad augurarmi che venga eliminata, è una norma estremamente iniqua e continueremo a batterci affinché venga cancellata».

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