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Dariya Derkach: “I miei sogni per il 2024? Roma e Parigi”

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Hop, step, jump: i tre tempi della vita di Dariya Derkach, la triplista di origini ucraine arrivata con la sua famiglia a Pagani nel lontano 2002. SalernoSport24 ha intervistato in esclusiva la 30enne dell’Aeronautica Militare.

Intervista esclusiva a Dariya Derkach

La prima medaglia internazionale della sua lunga carriera, la finale ai Mondiali di Budapest e – dulcis in fundo – il nuovo primato personale: Dariya Derkach, intervistata in esclusiva dal nostro giornale, ripercorre le tappe più belle del suo 2023.

Possiamo dire che questa è stata la stagione più importante della sua lunga carriera?

«Senz’altro: il 2023 è l’anno che mi ha dato in assoluto le maggiori soddisfazioni. Ho vissuto tante emozioni diverse – alcune belle, altre brutte – ma la stagione si è conclusa nel migliore dei modi».

Alle soglie dei trent’anni ha conquistato la prima, grande medaglia internazionale della sua carriera: un argento pesantissimo agli Europei indoor di Istanbul. Quale automatismo è scattato dentro di sé per esprimere fino in fondo le sue potenzialità dopo i tanti risultati di livello ottenuti nelle categorie giovanili?

«Per quanto fossi sempre riuscita a ottenere il minimo per i grandi appuntamenti, la maggior parte delle volte non sono mai riuscita a dare il meglio di me stessa con la maglia azzurra. E questa cosa mi pesava un po’: anche se i meeting sono bellissimi, con i colori della Nazionale addosso cambia tutto. Ho lavorato tantissimo anche su di me, perché si erano accumulate troppe sensazioni negative che mi opprimevano».

Un grande risultato che è coinciso con una serie di novità a livello tecnico.

«Sì, fino a due anni fa mi sono allenata con mio padre (Serhiy, ex decatleta, ndr). Subito dopo i Giochi olimpici di Tokyo, ho cambiato allenatore: per merito di Alessandro Nocera, ho cambiato sia il mio approccio alla gara, sia la metodologia di allenamento. Questa è stata una svolta fondamentale per me».

Una svolta che si è rivelata propizia anche alla luce dei risultati ottenuti in estate, a cominciare dalla finale mondiale. E dire che, al termine della stagione in sala, lei ha anche dovuto operarsi.

«Per la verità, avevo avuto già qualche problema nelle gare indoor della passata stagione. Quest’anno, invece, sono riuscita a portare a termine tutte le competizioni importanti. Dal momento che mi sono operata per una borsite alla caviglia un mese dopo gli Europei, la stagione all’aperto era a rischio. Tra l’altro, anche la guarigione non è stata immediata. Finita la convalescenza, la mia stagione estiva è stata pulita e, per certi versi, inaspettata».


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Lei ha disputato la finale del triplo a Budapest insieme con la compagna e “rivale” Ottavia Cestonaro. Quanto è importante il confronto con un’altra triplista di caratura internazionale come la vicentina dei Carabinieri?

«La rivalità con Ottavia c’è soltanto in pista, perché ci capita spesso di alloggiare nella stessa camera e di trascorrere molto tempo insieme. È senz’altro stimolante per entrambe, perché ci aiuta a fare sempre meglio. D’altra parte, tutte e due abbiamo fatto dei grossi passi avanti nel corso di questa stagione».

Il suo 2023 doveva concludersi a Zagabria. E invece, lei ha avuto all’ultimo momento l’invito per partecipare alle finali di Diamond League a Eugene, dove ha stabilito il suo nuovo primato personale (14.52 m). Quali sensazioni ha provato dopo aver superato per la prima volta nella sua carriera i 14 metri e mezzo?

«Il mio personale era un po’ atteso, perché sapevo di stare bene. In ogni caso, non mi aspettavo che arrivasse nell’ultima gara dell’anno: ero partita per gli USA con il sistema nervoso svuotato, in quanto avevo già partecipato a diversi meeting. Non pensavo di essere presente alla finale di Diamond per una questione di punteggio. E invece, l’atmosfera di una gara così importante ha acceso un fuoco in me».

Anche se lei vive stabilmente a Formia, lei è cresciuta a Pagani, dove si è trasferita nel 2002 assieme alla sua famiglia. Qual è il suo legame con la città che l’ha adottata quando era ancora una bambina?

«Questo è un legame che non si spezzerà tanto facilmente: ogni volta che torno a Pagani provo sempre una certa emozione. Più in generale, mi sento profondamente legata all’intera provincia di Salerno. Qui mi sono formata negli anni in assoluto più importanti della vita di una persona: ho studiato tra Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni; per tanto tempo mi sono allenata tra Nocera e Salerno».

Dariya, il prossimo anno sarà intensissimo: prima gli Europei a Roma, poi la grande ribalta olimpica a Parigi. Come conciliare le grandi e legittime aspettative per la rassegna continentale da disputare in casa con il sogno a cinque cerchi?

«Alla programmazione dei due eventi dovranno pensare anzitutto il mio allenatore e, naturalmente, anche la federazione. Dal canto mio, cercherò di fare tutto al meglio, come sempre. Ad ogni modo, credo che il mese e mezzo di distanza tra gli Europei e l’Olimpiade mi consentirà di ricaricare le pile e di sistemare quel che non va in vista di Parigi».

E se proprio dovesse scegliere tra i due eventi?

«Io procederei per gradi: l’Europeo a Roma è un evento a cui tengo tantissimo, se non altro perché avrò la fortuna di gareggiare nel paese che mi ha accolta e mi ha cresciuta. Prima di pensare ai Giochi, voglio onorare appieno la maglia azzurra».

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Carmine Marino
Carmine Marino
Nato a Battipaglia nel 1986, dal 2004 si è occupato di cronaca, attualità, cultura e sport per «Il settimanale Unico» e «Il Quotidiano della Basilicata». Telecronista di calcio, basket, calcio a cinque e pallavolo per alcune televisioni locali del Basso Salernitano, dal 2016 è speaker di manifestazioni sportive amatoriali di atletica e ciclismo, per le quali cura anche le attività di ufficio stampa. Già collaboratore fisso del «Il Quotidiano del Sud - L'altravoce dei ventenni» e di ventiblog.com, attualmente è caporedattore di SalernoSport24 per gli sport di squadra e le discipline olimpiche. Dal 4 dicembre 2023, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania. Insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori, ha pubblicato saggi e recensioni in volumi collettanei e su riviste di storia contemporanea. Dalla primavera del 2023 è socio della Società italiana di storia dello sport.
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