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Il grande entusiasmo del presidente della Salernitana

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L’entusiasmo di Danilo Iervolino coinvolge tutto e tutti, ed è superato solo dall’entusiasmo che sta ritrovando la gente di Salerno. In verità un amore mai sopito.

Entusiasmo e competenze di Danilo Iervolino

Quando c’è da dar merito, ciò va riconosciuto. E dato sicuramente, così come sta facendo la piazza granata, più di quanto ancora qualche miope non vede, non nota e rimane ancora a fantasmi del passato. La Salernitana ora è ‘roba’ di tutti, ma come in fondo lo è sempre stato. La differenza?! Troppo facile dire l’uomo al timone. Piuttosto gli uomini al timone.

Dai calciatori, poi a Davide Nicola e al suo staff, a Walter Sabatini che con quel 7% ha fatto innamorare laddove c’era già un senso di infinito rispetto. Fino a Danilo Iervolino, e i suoi ‘uomini’ più vicini, come il prof. Francesco Fimmanò e il dott. Maurizio Milan. Cinque mesi, e pensiamo fermamente che già solo il cambiamento sarebbe bastato, ma ‘cambiamento e competenze’… qua si va ben oltre la speranza. Si va verso l’utopia.

Solo che non è utopia quella di Danilo Iervolino

Quando prese in mano la Salernitana, i granata contavano otto punti in classifica. Dire: “Io credo alla salvezza” era da chiudere in manicomio e buttare via la chiave. Era da affermare con certezza che chiunque stesse arrivando, poteva essere ricco quanto tutto lo Stato del Qatar, impresa disperata ed impossibile. Ma… fine si dice alla fine. E così è stato.

Oggi, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport una lunga intervista al presidente Iervolino, della quale riportiamo uno stralcio, il quale inizia dal punto numero ‘uno’, il direttore: «Avevo parlato con Walter Sabatini […] che mi disse che se avessi preso i giocatori che mi avrebbe indicato, ci saremmo salvati. Li presi tutti».

Il tassello della panchina

«[…] L’allenatore mi ripeteva, anche prima di questo filotto di risultati che questo è il gruppo più bello che abbia mai allenato. Era sicuro che prima o poi i giocatori avrebbero fatto cose straordinarie perché lo seguono tantissimo. Il motto della società è “MacteAnimo”, ossia coraggio, e rispecchia bene il rapporto tra la gente di Salerno e la squadra».

Nicola non è nuovo alle imprese: «[…] È una persona intelligentissima che si rapporta con ciascun calciatore in modo diverso, considerando età, cultura, esperienze precedenti. È eclettico, passa da grandi conferenze al lancio della scarpa. Ha la rara capacità di trasferire la sua voglia e la sua energia. Adora i giocatori e così entra nella testa di ognuno di loro. Ha saputo creare il feeling giusto con la città».

Iervolino e la città, le promesse: «Se ci salveremo, accelererò la realizzazione dei vari progetti che riguardano non solo il club, ma anche la città».

L’importanza del leader

Dietro ad una grande impresa servono persone competenti, e serve la figura del leader, così in campo così ‘dietro la scrivania’: «Mi imbarazza parlare di me stesso. Sono un imprenditore appassionato che ha sempre la volontà di migliorare le cose. Io non stresso
chiedendo risultati immediati, faccio programmi che durino nel tempo […]».

Il calcio deve cambiare

Il mondo del calcio visto dall’interno secondo il presidente: «È entusiasmante. Ma, come in tutti i settori, servono rinnovamento, energie, nuove visioni perché quello che è arroccato su se stesso ed è refrattario all’innovazione è un settore che non funziona. Mi auguro che nei prossimi anni si possa ritrovare il giusto equilibrio per riportare al top il calcio italiano».


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