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Da NY, Ciro Casella: “La serie A non è solo un sogno”

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Ciro Casella racconta la sua “Salerno” a New York e del suo tifo granata

E stato a Salerno solo due settimane fa per ricevere un riconoscimento:  “ambasciatore della salernitanità a NY”, direttamente dal Sindaco Vincenzo Napoli, parliamo di Ciro Casella, noto ristoratore che nella Grande Mela ha portato alla ribalta Salerno, le sue origini ed anche la Salernitana, essendo grande tifoso della formazione granata.

Ma torniamo indietro di otto anni, quando inizia la sua avventura in America…

“Ho iniziato la mia avventura a New York con una piccola attività “San Matteo Espresso bar” per poi allargarmi, visto le richieste ed il successo dei nostri prodotti, ed aprire la seconda attività “San Matteo Pizza e Cucina”, poi il Take Away e la PQR con Angelo Iezzi che sta andando alla grande. E grazie al nostro lavoro abbiamo avuto riconoscimento anche grazie al famoso marchio Ferrero che ci ha scelti per il food pizza alla Nutella. Anni di sacrifici che ripagano con l’affetto dei clienti, e non solo, che apprezzano la nostra cucina e i nostri prodotti”.

Un grande legame con Salerno, portando in tavola tante pizze chiamate con riferimenti alla città e non solo, anche con la tua amata Salernitana. E a tal proposito la pizza “Minala 96” che vi ha permesso di vincere anche una puntata di “Little Big Italy”.

“Ho vissuto Salerno e tutto ciò che la città offre per quaranta anni è normale che sono legato alle mie tradizioni ed è per questo che le porto dentro ed anche in tavola. La scelta della pizza dedicata a Minala è nata ovviamente dopo il derby vinto ma essendo una pizza con ingredienti particolari (mozzarella di bufala, pomodorini gialli e burrata) non sapevamo se andasse bene per la trasmissione ma dopo riunione con mio fratello e mio genero abbiamo deciso di partecipare con quella ed è stata apprezzata”.

Ed ora parliamo di Salernitana, del tuo essere tifoso da lontano e di ciò che pensi della squadra attuale.

“Il legame con la Salernitana è forte, anche da lontano la seguo sempre tramite tv e trasmissioni, poi ho un rapporto grande con Sasà Avallone e con tutta la società. Al di là di questo posso dirti da tifoso che quest’anno è stata allestita una squadra forte e che può mirare in alto, del resto fino ad oggi la classifica parla chiaro”.

Eppure a Salerno, nonostante la classifica che ci sorride, qualcuno si lamenta dell’allenatore e di alcuni giocatori che vedono non idonei a farci fare il salto di categoria.

“Salerno è sempre stata una piazza difficile, che in un attimo ti porta su e l’attimo dopo ti porta giù ma visto che anche giocando “male”, come dicono, si vince, vuol dire che i presupposti per fare bene ci sono. Poi io ho sempre apprezzato mister Colantuono, è uno che ha personalità e questo serve molto nel calcio. Il calcio champagne può essere bello, come era con Zeman, ma non è detto che serva a vincere. Basta non andare lontano e vedere il gioco che faceva Sarri con il Napoli; bello, divertente, con tante reti ma alla fine senza risultati. Io penso che bisogna anche avere pazienza visto che la squadra è nuova e tante pedine non sono ancora al top. Vedi uno come Di Gennaro, sicuro può fare differenza in campo ma è ancora non in forma eccezionale per caricarsi i 90 minuti sulle spalle”.

Quale calciatore secondo te, oltre Di Gennaro, può essere fondamentale e quale ti piace di più?

“Sono tutti fondamentali per una squadra, a me piacciono tanti. Di Tacchio mi sta impressionando, poi Schiavi che è sempre uno dei migliori, abbiamo Micai che è un ottimo portiere, Bocalon che ultimamente si sta riscoprendo e non mi dispiace neanche Djuric. Non è un bomber e si sapeva ma alla lunga il suo gioco può essere importante per la squadra. Certo, se non viene più di tanto supportato dai compagni, viene a mancare anche il suo apporto”.

Quindi tu credi in questa squadra, in questa società e sei lontano dal pensiero che hanno molti nel pensare che alcuni calciatori richiesti da altri club possano essere venduti?

“Credo che questa squadra possa fare bene, che la A può non essere solo un sogno  e soprattutto che questa società fino ad ora ha portato risultati. Lotito è un grande imprenditore che sa il fatto suo, può non piacere a molti per i suoi modi ma non è sempre facile fare silenzio quando investi e non ti viene riconosciuto. Certo, come anche nel mio settore, il cliente che paga ha tutto il diritto di non essere soddisfatto e dire la sua ma serve restare nei limiti. Del resto a Salerno abbiamo osannato tutti i vecchi presidenti quando le cose andavano bene e denigrato quando andavano male. Ma la storia ci insegna che serve fare quadrato tutti insieme per poter raggiungere gli obiettivi preposti quindi, tutti bisogna restare uniti e supportare la formazione, e chi se ne frega del gioco quando si ottengono risultati. E questi per ora ci sono”.

Progetti futuri?

“I progetti sono vari, una prossima apertura nel nuovo anno, un burger pizza, e poi da valutare anche alcune proposte di apertura locale in Italia. Inoltre, per quanto riguarda la parte culinaria, ci saranno pizze per il centenario, una pizza dedicata al Sindaco Napoli che ringrazio ancora per avermi omaggiato e riconosciuto come ambasciatore della salernitanità in America. Un riconoscimento che mi onora visto anche i trascorsi lavorativi di mia madre. Portiamo Salerno nel mondo e cerchiamo di farlo al meglio”.

Concludiamo la piacevole chiacchierata con il nostro amato concittadino augurandogli sempre maggiori riconoscimenti, per il suo bene e per il nome della nostra amata città. Apprezzata a New York da semplici cittadini americani e tanti vip stranieri e italiani che spesso si lasciano accarezzare il palato dalle specialità del nostro Ciro Casella e del suo staff.

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Da NY, Ciro Casella: “La serie A non è solo un sogno”

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Ciro Casella racconta la sua “Salerno” a New York e del suo tifo granata

E stato a Salerno solo due settimane fa per ricevere un riconoscimento:  “ambasciatore della salernitanità a NY”, direttamente dal Sindaco Vincenzo Napoli, parliamo di Ciro Casella, noto ristoratore che nella Grande Mela ha portato alla ribalta Salerno, le sue origini ed anche la Salernitana, essendo grande tifoso della formazione granata.

Ma torniamo indietro di otto anni, quando inizia la sua avventura in America…

“Ho iniziato la mia avventura a New York con una piccola attività “San Matteo Espresso bar” per poi allargarmi, visto le richieste ed il successo dei nostri prodotti, ed aprire la seconda attività “San Matteo Pizza e Cucina”, poi il Take Away e la PQR con Angelo Iezzi che sta andando alla grande. E grazie al nostro lavoro abbiamo avuto riconoscimento anche grazie al famoso marchio Ferrero che ci ha scelti per il food pizza alla Nutella. Anni di sacrifici che ripagano con l’affetto dei clienti, e non solo, che apprezzano la nostra cucina e i nostri prodotti”.

Un grande legame con Salerno, portando in tavola tante pizze chiamate con riferimenti alla città e non solo, anche con la tua amata Salernitana. E a tal proposito la pizza “Minala 96” che vi ha permesso di vincere anche una puntata di “Little Big Italy”.

“Ho vissuto Salerno e tutto ciò che la città offre per quaranta anni è normale che sono legato alle mie tradizioni ed è per questo che le porto dentro ed anche in tavola. La scelta della pizza dedicata a Minala è nata ovviamente dopo il derby vinto ma essendo una pizza con ingredienti particolari (mozzarella di bufala, pomodorini gialli e burrata) non sapevamo se andasse bene per la trasmissione ma dopo riunione con mio fratello e mio genero abbiamo deciso di partecipare con quella ed è stata apprezzata”.

Ed ora parliamo di Salernitana, del tuo essere tifoso da lontano e di ciò che pensi della squadra attuale.

“Il legame con la Salernitana è forte, anche da lontano la seguo sempre tramite tv e trasmissioni, poi ho un rapporto grande con Sasà Avallone e con tutta la società. Al di là di questo posso dirti da tifoso che quest’anno è stata allestita una squadra forte e che può mirare in alto, del resto fino ad oggi la classifica parla chiaro”.

Eppure a Salerno, nonostante la classifica che ci sorride, qualcuno si lamenta dell’allenatore e di alcuni giocatori che vedono non idonei a farci fare il salto di categoria.

“Salerno è sempre stata una piazza difficile, che in un attimo ti porta su e l’attimo dopo ti porta giù ma visto che anche giocando “male”, come dicono, si vince, vuol dire che i presupposti per fare bene ci sono. Poi io ho sempre apprezzato mister Colantuono, è uno che ha personalità e questo serve molto nel calcio. Il calcio champagne può essere bello, come era con Zeman, ma non è detto che serva a vincere. Basta non andare lontano e vedere il gioco che faceva Sarri con il Napoli; bello, divertente, con tante reti ma alla fine senza risultati. Io penso che bisogna anche avere pazienza visto che la squadra è nuova e tante pedine non sono ancora al top. Vedi uno come Di Gennaro, sicuro può fare differenza in campo ma è ancora non in forma eccezionale per caricarsi i 90 minuti sulle spalle”.

Quale calciatore secondo te, oltre Di Gennaro, può essere fondamentale e quale ti piace di più?

“Sono tutti fondamentali per una squadra, a me piacciono tanti. Di Tacchio mi sta impressionando, poi Schiavi che è sempre uno dei migliori, abbiamo Micai che è un ottimo portiere, Bocalon che ultimamente si sta riscoprendo e non mi dispiace neanche Djuric. Non è un bomber e si sapeva ma alla lunga il suo gioco può essere importante per la squadra. Certo, se non viene più di tanto supportato dai compagni, viene a mancare anche il suo apporto”.

Quindi tu credi in questa squadra, in questa società e sei lontano dal pensiero che hanno molti nel pensare che alcuni calciatori richiesti da altri club possano essere venduti?

“Credo che questa squadra possa fare bene, che la A può non essere solo un sogno  e soprattutto che questa società fino ad ora ha portato risultati. Lotito è un grande imprenditore che sa il fatto suo, può non piacere a molti per i suoi modi ma non è sempre facile fare silenzio quando investi e non ti viene riconosciuto. Certo, come anche nel mio settore, il cliente che paga ha tutto il diritto di non essere soddisfatto e dire la sua ma serve restare nei limiti. Del resto a Salerno abbiamo osannato tutti i vecchi presidenti quando le cose andavano bene e denigrato quando andavano male. Ma la storia ci insegna che serve fare quadrato tutti insieme per poter raggiungere gli obiettivi preposti quindi, tutti bisogna restare uniti e supportare la formazione, e chi se ne frega del gioco quando si ottengono risultati. E questi per ora ci sono”.

Progetti futuri?

“I progetti sono vari, una prossima apertura nel nuovo anno, un burger pizza, e poi da valutare anche alcune proposte di apertura locale in Italia. Inoltre, per quanto riguarda la parte culinaria, ci saranno pizze per il centenario, una pizza dedicata al Sindaco Napoli che ringrazio ancora per avermi omaggiato e riconosciuto come ambasciatore della salernitanità in America. Un riconoscimento che mi onora visto anche i trascorsi lavorativi di mia madre. Portiamo Salerno nel mondo e cerchiamo di farlo al meglio”.

Concludiamo la piacevole chiacchierata con il nostro amato concittadino augurandogli sempre maggiori riconoscimenti, per il suo bene e per il nome della nostra amata città. Apprezzata a New York da semplici cittadini americani e tanti vip stranieri e italiani che spesso si lasciano accarezzare il palato dalle specialità del nostro Ciro Casella e del suo staff.

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Ma torniamo indietro di otto anni, quando inizia la sua avventura in America…

“Ho iniziato la mia avventura a New York con una piccola attività “San Matteo Espresso bar” per poi allargarmi, visto le richieste ed il successo dei nostri prodotti, ed aprire la seconda attività “San Matteo Pizza e Cucina”, poi il Take Away e la PQR con Angelo Iezzi che sta andando alla grande. E grazie al nostro lavoro abbiamo avuto riconoscimento anche grazie al famoso marchio Ferrero che ci ha scelti per il food pizza alla Nutella. Anni di sacrifici che ripagano con l’affetto dei clienti, e non solo, che apprezzano la nostra cucina e i nostri prodotti”.

Un grande legame con Salerno, portando in tavola tante pizze chiamate con riferimenti alla città e non solo, anche con la tua amata Salernitana. E a tal proposito la pizza “Minala 96” che vi ha permesso di vincere anche una puntata di “Little Big Italy”.

“Ho vissuto Salerno e tutto ciò che la città offre per quaranta anni è normale che sono legato alle mie tradizioni ed è per questo che le porto dentro ed anche in tavola. La scelta della pizza dedicata a Minala è nata ovviamente dopo il derby vinto ma essendo una pizza con ingredienti particolari (mozzarella di bufala, pomodorini gialli e burrata) non sapevamo se andasse bene per la trasmissione ma dopo riunione con mio fratello e mio genero abbiamo deciso di partecipare con quella ed è stata apprezzata”.

Ed ora parliamo di Salernitana, del tuo essere tifoso da lontano e di ciò che pensi della squadra attuale.

“Il legame con la Salernitana è forte, anche da lontano la seguo sempre tramite tv e trasmissioni, poi ho un rapporto grande con Sasà Avallone e con tutta la società. Al di là di questo posso dirti da tifoso che quest’anno è stata allestita una squadra forte e che può mirare in alto, del resto fino ad oggi la classifica parla chiaro”.

Eppure a Salerno, nonostante la classifica che ci sorride, qualcuno si lamenta dell’allenatore e di alcuni giocatori che vedono non idonei a farci fare il salto di categoria.

“Salerno è sempre stata una piazza difficile, che in un attimo ti porta su e l’attimo dopo ti porta giù ma visto che anche giocando “male”, come dicono, si vince, vuol dire che i presupposti per fare bene ci sono. Poi io ho sempre apprezzato mister Colantuono, è uno che ha personalità e questo serve molto nel calcio. Il calcio champagne può essere bello, come era con Zeman, ma non è detto che serva a vincere. Basta non andare lontano e vedere il gioco che faceva Sarri con il Napoli; bello, divertente, con tante reti ma alla fine senza risultati. Io penso che bisogna anche avere pazienza visto che la squadra è nuova e tante pedine non sono ancora al top. Vedi uno come Di Gennaro, sicuro può fare differenza in campo ma è ancora non in forma eccezionale per caricarsi i 90 minuti sulle spalle”.

Quale calciatore secondo te, oltre Di Gennaro, può essere fondamentale e quale ti piace di più?

“Sono tutti fondamentali per una squadra, a me piacciono tanti. Di Tacchio mi sta impressionando, poi Schiavi che è sempre uno dei migliori, abbiamo Micai che è un ottimo portiere, Bocalon che ultimamente si sta riscoprendo e non mi dispiace neanche Djuric. Non è un bomber e si sapeva ma alla lunga il suo gioco può essere importante per la squadra. Certo, se non viene più di tanto supportato dai compagni, viene a mancare anche il suo apporto”.

Quindi tu credi in questa squadra, in questa società e sei lontano dal pensiero che hanno molti nel pensare che alcuni calciatori richiesti da altri club possano essere venduti?

“Credo che questa squadra possa fare bene, che la A può non essere solo un sogno  e soprattutto che questa società fino ad ora ha portato risultati. Lotito è un grande imprenditore che sa il fatto suo, può non piacere a molti per i suoi modi ma non è sempre facile fare silenzio quando investi e non ti viene riconosciuto. Certo, come anche nel mio settore, il cliente che paga ha tutto il diritto di non essere soddisfatto e dire la sua ma serve restare nei limiti. Del resto a Salerno abbiamo osannato tutti i vecchi presidenti quando le cose andavano bene e denigrato quando andavano male. Ma la storia ci insegna che serve fare quadrato tutti insieme per poter raggiungere gli obiettivi preposti quindi, tutti bisogna restare uniti e supportare la formazione, e chi se ne frega del gioco quando si ottengono risultati. E questi per ora ci sono”.

Progetti futuri?

“I progetti sono vari, una prossima apertura nel nuovo anno, un burger pizza, e poi da valutare anche alcune proposte di apertura locale in Italia. Inoltre, per quanto riguarda la parte culinaria, ci saranno pizze per il centenario, una pizza dedicata al Sindaco Napoli che ringrazio ancora per avermi omaggiato e riconosciuto come ambasciatore della salernitanità in America. Un riconoscimento che mi onora visto anche i trascorsi lavorativi di mia madre. Portiamo Salerno nel mondo e cerchiamo di farlo al meglio”.

Concludiamo la piacevole chiacchierata con il nostro amato concittadino augurandogli sempre maggiori riconoscimenti, per il suo bene e per il nome della nostra amata città. Apprezzata a New York da semplici cittadini americani e tanti vip stranieri e italiani che spesso si lasciano accarezzare il palato dalle specialità del nostro Ciro Casella e del suo staff.

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