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Coach Ramondino: “A Tortona abbiamo l’ambizione di essere una realtà consolidata in Serie A”

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Abbiamo raggiunto il coach Marco Ramondino in occasione della partita di domenica del suo Derthona Basket e Scafati. L’allenatore irpino ha vinto nel giugno del 2022 il prestigioso “Premio Reverberi” come miglior allenatore della pallacanestro maschile dell’anno.

Coach Ramondino: “Gli anni a Salerno sono stati intensi”

Il coach, classe 1982, inizia la sua esperienza in panchina nel 2000-01 nella natìa Avellino, tra le fila del settore giovanile della Scandone, sotto la guida di Andrea Capobianco. Due anni dopo diventa, sempre in terra irpina, assistente di Zare Markowski in Serie A.

Dal 2003 al 2005 si sposta a Salerno, dove svolge il doppio incarico di assistente di Capobianco e responsabile del settore giovanile. Nel 2005-06 intraprende l’esperienza da capo allenatore della Ferentinum Battipaglia in C1. Nella stagione successiva torna a Salerno dove raggiunge la semifinale playoff di C1, prima di trasferirsi a Jesi con il doppio ruolo di assistente della prima squadra e allenatore della formazione U19.

Nel 2008 si ritrova come assistente di coach Capobianco a Teramo, in un’annata conclusa al terzo posto in regular season e la qualificazione all’EuroCup. Approda a Bologna nel 2011 dove riveste il ruolo di assistente nella neonata Biancoblù. Nel 2012/13 si trasferisce a Veroli, dove trascorre due stagioni. Nella prima è assistente di Marco Marcelletti, mentre nella successiva assume l’incarico di capo allenatore.  Dal 2014 al 2018 è l’allenatore della Junior Casale Monferrato, conquistando per tutte le annate la qualificazione ai playoff.

Nel 2018 approda a Tortona in un club che all’epoca era un club di metà classifica in A2, portandola prima alla vittoria della supercoppa LNP nel 2019, poi alla storica promozione in Serie A del 2021 e nel primo anno in massima serie conduce i suoi ad una storica semifinale playoff contro la Virtus, dopo il quarto posto in regular season.


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All’inizio della carriera ha lavorato alla Pallacanestro Salerno, cosa ricorda di quegli anni?

«Gli anni a Salerno furono anni veramente intensi e gratificanti. Fu un’esperienza formativa decisiva a livello cestistico anche grazie alla collaborazione con Andrea Capobianco. Soprattutto nei due anni in cui ero contemporaneamente alle giovanili e assistente di Andrea ho potuto imparare molto acquisendo un bagaglio di esperienze decisive che mi hanno aiutato nel corso della carriera».

Derthona è una bellissima realtà del basket italiano, qual è il segreto del successo? E qual è l’ambizione della squadra?

«Innanzitutto a Tortona siamo fortunati ad avere il dott. Gavio che è un imprenditore serio che può e soprattutto vuole investire molto nello sport. Poi ovviamente, a piccoli passi siamo riusciti a costruire un buon gruppo solido di persone a livello sia di roster sia nello staff tecnico. Infatti è dal 2018 che ho la possibilità di lavorare in linea di massima con lo stesso gruppo di persone. Per quanto riguarda l’ambizione, ci tengo sempre a dire che fare un’annata da exploit può capitare a chiunque. La nostra deve essere quella di diventare una realtà solida della pallacanestro italiana che con continuità si trova nella parte alta della classifica, giocando i playoff e magari in futuro, perché no, anche le coppe europee».

Come coach della nazionale U23, a che punto siamo con il movimento giovanile?

«Questa è una domanda complessa, ma provo a dare una risposta. Siamo di fronte a una generazione diversa, un quindicenne o un sedicenne di oggi non è come un pari età di 10.15 anni fa. Non voglio dire che siano migliori o peggiori, sono semplicemente diversi. Di certo hanno esperienze più ovattate rispetto al passato e questo li rende meno pronti al passaggio diretto alla pallacanestro senior. Sicuramente noi addetti ai lavori abbiamo  una responsabilità, poiché dobbiamo essere capaci di accompagnare questi ragazzi alla fine del loro percorso giovanile. Magari facendoli passare per qualche step intermedio».

Domenica c’è Scafati che partita si aspetta?

«Scafati è al momento una squadra di grandissima qualità, tanto che da quando è arrivato coach Caja ha un ruolino di marcia da playoff. La sconfitta con Pesaro non deve essere visto come un passo falso, ma più come un qualcosa che può succedere poiché i marchigiani stanno performando da grande squadra. Detto questo ci aspettiamo un impegno notevole, con un avversario che produce un’ottima pallacanestro, con un gioco molto duro e fisico. Quindi il nostro girone di ritorno inizia con una sfida di altissimo livello».

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